La Provincia di Arezzo prima in Toscana per l'energia fotovoltaica


Arezzo, 28 giu. - (Adnkronos) - La Provincia di Arezzo è al primo posto in Toscana per la produzione di energia nel settore del solare fotovoltaico. Il dato, annunciato dall'assessore provinciale all'ambiente e all'energia Andrea Cutini, è particolarmente significativo perché i 50 megawatt di impianti attivi nel territorio aretino rappresentano il 20% del totale dell'intera Toscana.
''Avere ottenuto questi risultati - ha spiegato l'assessore Cutini - è particolarmente importante visto che il settore, con gli effetti del Decreto Romani e della Legge Regionale 11 sulle aree agricole idonee al fotovoltaico, andrà incontro ad una forte restrizione. I 50 MW del nostro territorio significano, all'incirca, 25.000 tonnellate di emissioni di CO2 in meno all'anno e consentono di dare energia a 15.000 famiglie".
"Rilevante anche l'aspetto economico di questo dato, - ha continuato Cutini - perchè la realizzazione degli impianti ha comportato investimenti per circa 200 milioni di euro ed il settore, tra artigiani installatori e grandi aziende come la Power One di Terranuova, conta circa 5.000 addetti in provincia di Arezzo, dando quindi un contributo importante alla politica di sviluppo economico del territorio al di fuori dei settori tradizionali dell'oro e della moda. Voglio ringraziare i nostri uffici per il grande lavoro svolto per l'istruzione delle pratiche, e credo che questo possa rappresentare un esempio di buona amministrazione''.
Andando più nello specifico dell'analisi dei dati si può notare come in termini assoluti il Comune di Arezzo sia quello che ha nettamente il maggior numero di impianti e la maggiore potenza prodotta, mentre il dato rapportato al numero degli abitanti mostra tante piccole realtà virtuose come Chiusi della Verna, Caprese Michelangelo, Laterina, Lucignano e Loro Ciuffenna. Un altro dato importante è quello relativo alle dimensioni degli impianti, perché ce ne sono ben 1617 che sono al di sotto dei 20 kilowatt sui 1821 complessivi, e ciò significa impianti meno impattanti dal punto di vista paesaggistico.
''Possiamo già dire che i numeri che abbiamo fornito oggi sono destinati a crescere perché si sono impianti già autorizzati o in via di autorizzazione che saranno attivi a breve - prosegue l'assessore Cutini - Questo significa essere già ampiamente in linea con le indicazioni del piano energetico regionale che ha come scadenza il 2020, compensando anche i ritardi che ci sono su eolico, biomasse ed altri settori''.

Moody's choc: "La Provincia di Arezzo a rischio declassamento"

Moody's avverte Arezzo: o si cambia rotta o arriverà il declassamento. Un vero e proprio annuncio choc quello dell'agenzia di rating, che in un comunicato diffuso nella tarda serata di ieri, ha inserito la Provincia di Arezzo fra gli enti pubblici in difficoltà, e che rischiano di scendere di grado nella scala economica.

La città, dunque, si conferma fra quelle che hanno maggiormente avvertito i morsi della crisi. E che il bilancio della Provincia non sia così florido non è una novità: basti pensare al fatto che la giunta guidata dal presidente Roberto Vasai è stata costretta a farlo approvare con ritardo per sfuggire alla morsa dei tagli del Governo centrale e alla penuria di risorse dovuta alle tenaglie del patto di stabilità.Al di là della minaccia di declassamento all'ente pubblico, la comunicazione di Moody's suona anche come un campanello d'allarme per una terra che, arricchita d'un botto in concomitanza con l'ascesa dell'oro, adesso deve reinventarsi e trovare altre vie per tornare a crescere. Ce la farà? Ai posteri l'ardua sentenza. Di certo si trova in buona compagnia nella lista dell'agenzia di rating. Insieme alla Provincia di Arezzo sono stati "minacciati" altri 22 enti pubblici: le province autonome di Trento e Bolzano, la Basilicata, l'Emilia Romagna, la Liguria, la Lombardia, le Marche, la Sicilia, la Toscana, l'Umbria e il Veneto; le province di Bologna, Firenze, Genova, Milano, Torino; le città di Bologna, Firenze, Milano, Siena, Venezia.