E' morto a Sansepolcro il celebre artista Gigi Medori


Ci hanno provato gli addetti del 118 con 5 scariche di defibrillatore, ma tutto inutile: il suo cuore si era già arreso. Stava scritto insomma che per Luigi Medori – cantante, scopritore di talenti e manager dello spettacolo – il capitolo con la vita si dovesse chiudere verso le 17.30 di ieri, ultimo giorno di estate, all'età di 54 anni. E stava scritto anche che si dovesse chiudere all'improvviso, nel giro probabilmente di pochi istanti, fra le mura della sua abitazione di via della Costituzione, che sovrasta la piazza del centro commerciale di San Lazzaro. Arresto cardiaco: questa la causa più probabile della sua morte, preceduta – a quanto risulta – da qualche dolore avvertito sempre nel corso del pomeriggio, ma nulla che potesse far immaginare quanto poi sarebbe accaduto. Se ne va per sempre un personaggio singolare, che a suo modo ha fatto epoca a Sansepolcro anche per il suo look inconfondibile (lunghi capelli corvini nel contesto di un fisico rimasto sempre asciutto) e per la ventata di novità che seppe dare alla musica dagli anni '70 in poi. Gigi Medori – questo il nome d'arte e affettuoso con il quale era più conosciuto – era un virtuoso della chitarra elettrica e fin dalla creazione del complesso "Purple Haze" aveva messo in mostra le sue qualità, con una forte predilezione per il genere "rock and blues". Per i giovani di allora, insomma, era un punto di riferimento e per la musica e lo spettacolo ha cominciato fin da quel momento a dare tutto se' stesso, al punto tale – ce lo aveva confidato un giorno, quando oramai con il suo lavoro era ben avviato – da rifiutare altre proposte professionali che magari a primo impatto si sarebbero prospettate come più gratificanti. Ma no! Aveva un obiettivo chiaro in testa, il buon Gigi e dopo anni di sacrifici e determinazione il treno giusto era arrivato anche per lui: la realizzazione nel 1987 di un lp dal titolo "Coming up the river" (nella foto, la copertina del 33 giri). Il Gigi Medori ce l'aveva finalmente fatta, nella doppia veste di cantante e di compositore; e per lui, anche la vetrina nazionale di DiscoRing su Rai Uno con l'esecuzione del brano "Driving back my home". Da quel momento in poi, la sua parabola è stata in ascesa come manager e scopritore di talenti musicali, passati attraverso la Disco Team, di cui è stato il fondatore. Tante altre produzioni discografiche (ricordiamo "I big del domani" e "Italian Time" negli anni '90) recano la sua firma, oltre a serate di spettacolo e, per un periodo, anche le selezioni regionali di Miss Italia. Era diventato il 'patron' degli eventi in tutta la provincia di Arezzo, dai concorsi di bellezza ai concerti, alle serate di musica, spettacolo e intrattenimento, compresi quelli estivi con Cristiano Militello, di cui era grande amico. Il suo sorriso rassicurante e la punta di ironia che non lo abbandonavano mai spuntavano puntuali ogni volta in mezzo alla folta chioma. Di Luigi Medori ricordiamo anche una particolare battaglia combattuta a metà degli anni '90: quella per portare a Sansepolcro, ma in Valtiberina e anche nelle altre zone dell'Aretino non raggiunte dal servizio, la ricezione della telefonia cellulare. Riuscì a mettere in piedi un apposito comitato e anche in questo caso la sua determinazione nei confronti della Tim ebbe ben presto il meritato successo, con l'installazione dei ripetitori e la copertura totale dei territori. Gigi Medori lascia nel dolore gli affetti più cari: la moglie Patrizia e i figli Matteo e Michele, ai quali vanno le condoglianze della nostra redazione. (Saturno notizie)

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