Montedoglio: i perchè. Le prime polemiche.


Sta destando grossa preoccupazione la rottura nel muro di cemento che separa l'estremità sinistra della diga dal canale laterale che raccoglie le acque in eccedenza della Diga di Montedoglio sita nel territorio altotiberino di Pieve Santo Stefano (AR) a confine dei comuni di Sansepolcro (AR) e Città di Castello (PG).
L'allarme sembra rientrato (con circa 450 persone sfollate a scopo precauzionale...) ma come è possibile che una diga (non ancora collaudata), abbia potuto subire una «frattura nel muro di cinta di circa 30 metri» senza apparenti eventi naturali (la diga è sita in territorio sismico...)?
Ma andiamo con ordine.
Come ci informa Wikipedia «...con la sempre maggiore necessità dell'acqua per irrigazione e per fornire acqua potabile alle abitazioni del complesso irriguo delle provincie di Arezzo, Perugia, Siena e Terni, prende vita l'idea di realizzare un bacino artificiale e risolvere cosi la problematica situazione. La diga di Montedoglio è stata progettata dal prof. Filippo Arredi e dall’ing. Ugo Ravaglioli; i lavori di costruzione durarono dal 1977 al 1993, mentre il riempimento della diga avvenne a partire dal 1990«
La diga è stata costruita dalla Cogefar, quel colosso che, dopo alcune fusioni, oggi si chiama Impregilo (Fiat Impresit – Girola – Lodigiani).
Una interessante descrizione su cosa è Impregilo .

«L’odierno assetto di Impregilo vede in ordine IGLI con il 16,89%, Gemina (11,83%), Morgan Stanley (8,12%), Hbk Investments (2,29%), Newman Ragazzi & Co. (2,28%), Assicurazioni Generali (2,14%) e Lazard (2,01%).
Le cose però dovrebbero mutare nuovamente nei prossimi mesi, dato che il consorzio IGLI potrà esercitare l’opzione per rilevare le quote di Gemina-Romiti e che Efibanca ha deciso di cedere il 50% delle proprie azioni in Impregilo alla Immobiliare Lombarda di Salvatore Ligresti, il costruttore originario di Paternò a capo del gruppo assicurativo Fondiaria-Sai.
Resta comunque ancora la finanziaria Gemina il cuore pulsante del colosso delle costruzioni. Sarà utile menzionare i soci di rilievo. Innanzitutto Spafid S.p.A. (21,8%), controllata da Miotir (la cassaforte della famiglia Romiti) e nominalmente dallo stesso Cesare Romiti; Mediobanca (12,5%) “salotto buono” della finanza italiana e per decenni feudo incontrastato del siciliano Cuccia; Epifarind-Italmobiliare-Italcementi (5,1%); Premafin-Sai-Fondiaria (3%) di Ligresti; Assicurazioni Generali (2,3%); Capitalia (2,1%) e infine il Credit Suisse First Boston (2%)«
Dunque Italcementi è parte di Impregilo, Italcementi una delle più grandi aziende italiane produttrici di cemento, che nel 2008 è salita alla ribalta per lo scandalo del «cemento taroccato».
Il quotidiano L'unità in un articolo del 27 novembre 2008 scrive:
"...-dalle indagini della procura nissena, svolte a tappetto dalla Sicilia fino alla Lombardia, sono emersi significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento, stabiliti negli appalti per la costruzione delle infrastrutture, con quelli effettivamente impiegati nella produzione dei conglomerati forniti alle imprese incaricate dei lavori di realizzazione. Diversi i sospetti che muovono l’inchiesta sulle due aziende: dall’«illecita creazione di fondi neri - spiegano i carabinieri - da destinare in parte, quantomeno in Sicilia, ai clan mafiosi dell'isola», fino all’esistenza di una strategia aziendale, adottata su scala nazionale e gestita, a mezzo anche del sistema informatico, con la consapevolezza dei vertici societari, finalizzata ad un sistematico risparmio del cemento nelle forniture di calcestruzzo destinate alla realizzazione di opere pubbliche...».
Quindi non rimane che leggere le dichiarazioni di
Diego Zurli, direttore dell'Ente Irriguo Umbria Toscana che gestisce l'impianto di Montedoglio in provincia di Arezzo, che ha così spiegato la situazione :
''Non c' e' stata nessuna rottura della diga. Ad essersi rotta e' solo una struttura secondaria che serve a far fuoriuscire l'acqua dal bacino artificiale in caso di piena del fiume. In pratica ad essersi rotto è il sistema di gestione del sopravanzo, quello che in termine tecnico gli ingegneri idraulici definiscono '' troppopieno ''. Al momento la quantità di acqua che esce dal bacino si e' attestata intorno ai 200 metri cubi al secondo - Una portata normale, spiega il capo dell'impianto - Si tratta di un incidente davvero particolare. Alcune strutture di calcestruzzo hanno ceduto pur non essendo sottoposte a sollecitazioni idrauliche particolarmente rilevanti. Non ce lo aspettavamo e ora, passata l'emergenza è del tutto evidente che dovremmo capire perché è successo''.
A voi le conclusioni...Pubblicato da Simone Cumbo (Altre verità)

Montedoglio: riaperta al traffico la ex SS73 Sansepolcro-Arezzo


(Adnkronos) - E' stata riaperta stamani al traffico l'ex strada statale 73 che collega Sansepolcro ad Arezzo, la principale via di comunicazione fra la superstrada dei Due Mari (E78) e la Orte-Ravenna (E45). La decisione e' stata presa dal sindaco di Sansepolcro e dalla Prefettura di Arezzo, dopo che la strada era stata chiusa mercoledi' sera per la rottura di un fronte di 30 metri nella diga di Montedoglio, con il conseguente aumento della portata del fiume Tevere. Riaperto quindi anche il ponte sul Tevere, che come molti altri ponti sul fiume era stato chiuso in via precauzionale per timore di esondazioni o danni alle strutture.
Sono intanto rientrati ieri sera nelle loro case quasi tutti i 450 sfollati: 300 persone a Sansepolcro e 150 ad Anghiari erano state evacuate nella notte tra mercoledi' e giovedi', e avevano dormito fuori casa. Non sono rientrati nelle loro abitazioni solo alcuni anziani malati e alcune famiglie di Trebbio e Pannocchia, due piccole frazioni situate proprio sulle rive del Tevere. Al momento la portata di acqua che esce dalla falla creatasi sul muro di sfioro della diga e' di 115 metri cubi al secondo.
Il guasto alla diga, di cui si stanno indagando le cause, ha provocato il venir meno del meccanismo di regolazione del livello dell'invaso con un conseguente incremento delle portate dell'acqua in uscita; la situazione e' sotto continuo monitoraggio, ma l'emergenza e' rientrata. Nei prossimi giorni verra' fatta una prima stima dei danni in agricoltura, dove molti terreni sono stati allagati perche' utilizzati come casse di espansione per le acque del Tevere. Danneggiati anche alcuni attrezzi agricoli e macchinari.

Montedoglio: immagine della rottura della paratia della diga


(Adnkronos) - Sono rientrati nelle loro case quasi tutti i 450 sfollati ieri sera a causa della rottura di un fronte di 30 metri nella diga di Montedoglio, in provincia di Arezzo, al confine con l'Umbria. Il guasto alla diga, di cui si stanno indagando le cause, ha provocato il venir meno del meccanismo di regolazione del livello dell'invaso con un conseguente incremento delle portate dell'acqua in uscita, circa 250 litri al secondo. Si e' subito provveduto a regolare la portata emessa tramite il canale di fondo e l'evacuazione in via precauzionale delle abitazioni che si trovano nei centri minori interessati dal tratto di fiume: 450 persone, 300 a Sansepolcro e 150 ad Anghiari, hanno trascorso la notte fuori casa.
Non sono rientrate nelle loro abitazioni solo alcuni anziani malati e alcune famiglie di Trebbio e Pannocchia, due piccole frazioni situate proprio sulle rive del Tevere, che nella notte ha esondato in dei punti per la massa d'acqua ricevuta. Gli sfollati hanno trascorso la notte da parenti o amici, ma anche nel palazzetto dello sport di Sansepolcro e nelle scuole della zona, assistiti dalla Protezione Civile, che ha fornito brandine, coperte, e pasti caldi.
Il ritorno nelle case e' iniziato gradualmente nel primo pomeriggio e si e' concluso in serata. La situazione della diga e' sotto continuo monitoraggio, anche se l'emergenza e' rientrata. L'acqua infatti sta defluendo attraverso lo sfioratore di superficie in modo del tutto compatibile con la tenuta dello scarico e non influisce in alcun modo sulla tenuta della diga.

Diga di Montedoglio: testimonianza video

Rimane alta l'attenzione a poche ore dall'emergenza che ha riguardato la diga di Montedoglio, dove ieri sera si e' spaccata una delle paratoie di superficie del canale scolmatore insieme al muro di contenimento che la sorregge. Intanto e' in corso a Citta' di Castello un vertice con il presidente della Regione Umbria al quale per la Toscana partecipa, su indicazione del presidente della Regione Enrico Rossi, l'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori. In Toscana e' ancora al lavoro il tavolo tecnico tra Protezione civile, Comuni, Prefettura, Carabinieri e Vigili del fuoco per monitorare la situazione, anche se il livello delle acque si sta progressivamente abbassando e
l'allarme e' rientrato
.
Questo grazie anche all'immediata attivazione delle contromisure che hanno visto il coinvolgimento di tutte le sale operative di Protezione civile, prefettura, Province e Comuni interessati, soprattutto Anghiari e Sansepolcro i cui sindaci ieri sera si sono prontamente attivati in stretto contatto con il prefetto di Arezzo, Saverio Ordine. In via preventiva sono intervenuti anche i vigili del fuoco, che nelle ore piu' critiche hanno sorvolato tutta l'area con l'elicottero. Il guasto alla diga, di cui si stanno indagando le cause, ha provocato il venir meno del meccanismo di regolazione del livello dell'invaso con un conseguente incremento delle portate dell'acqua in uscita, circa 250 litri al secondo. Si e' subito provveduto a regolare la portata emessa tramite il canale di fondo e l'evacuazione in via precauzionale delle abitazioni che si trovano nei centri minori interessati dal tratto di fiume: 450 persone, 300 a Sansepolcro e 150 ad Anghiari, hanno trascorso la notte fuori casa. Non ci sono state aree allagate e gia' stamani i cittadini sfollati hanno potuto lentamente tornare nelle proprie abitazioni, constatato il progressivo abbassamento del livello della portata del fiume. L'acqua infatti sta defluendo attraverso lo sfioratore di superficie in modo del tutto compatibile con la tenuta dello scarico e non influisce in alcun modo sulla tenuta della diga. L'invaso di Montedoglio sul Tevere costituisce uno degli elementi fondamentali del sistema irriguo dell'Italia Centrale per le Regioni Umbria e Toscana e una una delle piu' grandi opere del genere in Europa. Progettato da Filippo Arredi e Ugo Ravaglioli nel 1971, l'invaso ha una capacita' di 150 milioni di metri cubi di cui 100 utilizzabili per programmi di restituzione al fiume, indispensabili non solo per le sue esigenze biologiche ma anche per quelle agricole. L'opera, iniziata nel 1977 e' stata completata nel 1993 e da allora l'invaso e' entrato parzialmente in esercizio progressivo, anche in relazione allo svilupparsi delle opere di collaudo. Proprio in questi giorni erano in corso le procedure di collaudo finale per la massima quota di invaso sfruttando lo scioglimento della neve. (AGI) Sep

Montedoglio, la piena del Tevere ha raggiunto Perugia


di Ivano Porfiri
Ha raggiunto la zona dei Ponti, a Perugia, la piena che scende dall’Altotevere dopo la rottura della paratia della diga di Montedoglio. Gli allagamenti sono ancora circoscritti ai campi e alle strade intorno al Tevere, ma la situazione viene tenuta sotto osservazione minuto dopo minuto.
Problemi sulle strade Intanto la polizia stradale segnala problemi di viabilità al confine tra Umbria e Toscana. Molti tratti di strade statali e provinciali nella zona tra Arezzo, Sansepolcro e Città di Castello sono stati già chiusi in quanto allagati dal Tevere in piena o a rischio di essere invasi dall’acqua. Per gli automobilisti provenienti dalla E45 e diretti ad Arezzo, la polstrada consiglia dunque di percorrere la statale 221 che passa per Monterchi.
Flusso dalla diga si riduce Si è progressivamente ridotto nel corso della notte il flusso di acqua dalla falla apertasi ieri sera alle 20.45 circa, a una paratia laterale della diga di Montedoglio, nel comune di Sansepolcro (Arezzo). Ora a preoccupare è il Tevere. Intorno alle 6.30 la piena ha superato il centro abitato di Pierantonio, alle 8 ha raggiunto Ponte Felcino. Non c’è una vera ondata di piena, dicono dalla centrale operativa i vigili del fuoco, ma un flusso crescente che dovrebbe raggiungere il picco intorno alle 10.30, anche se non sono previste esondazioni gravi. Tutti i ponti vengono costantemente monitorati.
Circa 300 sfollati Sono oltre 300 gli sfollati, la maggior parte dei quali nelle frazioni di Santa Fiora, Gricignano, Il Trebbio e Vannocchia, a Sansepolcro, ma un centinaio anche intorno al Tevere in Umbria, come nella frazione di Piosina di Città di Castello. In Umbria – come riferisce la centrale operativa della protezione civile attivata in Regione – sono stati allagati i terreni intorno al fiume, qualche sporadica abitazione nella zona alluvionale mentre è ancora allagata la strada che da Lerchi va a Pistrino.
Allarme sta rientrando Secondo il vicesindaco di Sansepolcro, Simone Mercati, «l’allarme sta rientrando e nelle prossime ore gli sfollati potrebbero già tornare nelle loro abitazioni». L’allontanamento dalle case è stato deciso nella notte a causa dell’innalzamento del livello del fiume Tevere, dove si stava riversando l’acqua fuoriuscita dalla frattura avvenuta alla diga. Attualmente, secondo la protezione civile regionale, dall’invaso stanno ancora uscendo circa 200 metri cubi di acqua al secondo, ma al momento della frattura, ieri sera, l’invaso sversava anche fino a 600 metri cubi: il livello della diga è calato, dicono i tecnici di Sansepolcro, di almeno due metri e serviranno altre 7-8 ore per poter calare ulteriormente l’acqua e verificare i danni subiti dalla struttura.
Ponti sul Tevere chiusi Da quanto riferisce l’amministrazione di Sansepolcro tutti i ponti lungo il fiume Tevere dalla località aretina a Città di Castello, in Umbria, sono chiusi per precauzione. Ma secondo la protezione civile toscana la piena del Tevere ha già superato anche Città di Castello, senza provocare particolari danni se non esondazioni sparse non importanti. «L’acqua continua a calare dalla diga e anche il livello del Tevere si sta abbassando. L’allarme sta rientrando», dice il vicesindaco Mercati aggiungendo che «solo a partire dal pomeriggio e nei prossimi giorni sarà possibile cominciare a verificare i danni subiti dalla diga e capire se le strutture dei ponti lungo il Tevere sono state danneggiate».
Vigili del fuoco in allerta a Città di Castello e Umbertide Massiccio l’impegno dei vigili del fuoco, ancora dislocati in zona per la verifica dell’asta del Tevere in prossimità dei centri abitati. I vigili del fuoco sono inoltre presenti presso il la sala operativa organizzata in Prefettura e presso i Comuni di Città di castello e Umbertide. Già a partire dalle ore 20.45 circa di ieri il personale del comando di Perugia è stato attivato con l’invio in zona da subito di cinque squadre operative con dieci mezzi a cui si sono aggiunti altre unità richiamate in straordinario e personale fatto pervenire da altre regioni ed esattamente: da Firenze 12 unita’ (tra cui saf e sommozzatori) e 5 automezzi dislocati nella zona di Città di Castello; da Pisa 5 unita’ (saf) e 4 automezzi dislocati nella zona di Città di Castello; da Ancona 9 unità e 4 automezzi dislocati nella zona di Città di Castello; da Roma 10 unità e 6 automezzi dislocati nella zona di Umbertide\Pierantonio; da Terni 9 unità e 4 automezzi dislocati nella zona di Umbertide\Pierantonio; da Rieti 8 unita’ e 3 automezzi dislocati nella zona di Umbertide\Pierantonio. Dal centro operativo nazionale dalle prime ore dell’alba è stata prevista la dislocazione in zona di due elicotteri per effettuare ricognizioni operative in zona.(Umbria24.it)

Incidente diga di Montedoglio




Ciò che è accaduto è stata la rottura di un pezzo di muro laterale, quello che va a creare lo scolo da dove esce l'acqua del troppo pieno.

Il punto è quello inquadrato nel rettangolo sulla mappa. Si è quindi aperta una falla nel muro che ha una lunghezza totale di circa 60 metri. Hanno ceduto 20 metri circa di tale muro che ha un'altezza di circa 5/6 metri e da li sta uscendo impetuosa l'acqua.Finchè il livello non si sarà abbassato di quella misura, l'acqua continuerà ad uscire ma con forza sempre minore.
Probabilmemte domattina la fuoriuscita si sarà già conclusa.(
www.michelemazzi.com)

DIGA DI MONTEDOGLIO - FALLA PARATIA


Probabilmente hanno ceduto i giunti di concio che al momento della costruzione servirono a collegare le varie fasi di costruzioni delle paratie
Abbiamo intervistato uno dei tecnici che parteciparono ai lavori costruzione per avere un parere relativamente al crollo e alle possibile cause che lo hanno determinato.
Attonito, alle notizie che giungevano da Montedoglio, ci ha spiegato che due possono essere le possibili cause.
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La prima: i giunti di concio.
Al momento della costruzione si erano posti il problema della resistenza dei giunti. Per questo quando fu fatto il muro, si cercò per quanto possibile di costruire pareti in cemento armato in tratte “le più lunghe possibili”. Ovviamente non fu possibile un gettata unica, e nei punti di raccordo fu posta grande attenzione, usando sempre raccordi e protezione “waterproof”. Ma il rischio evidentemente era rimasto. Ciò che più si temeva, erano le infiltrazioni d’acqua proprio nei punti di raccordo. L’unica spiegazione possibile è che non ci si sia accorti per tempo dell’ inizio della infiltrazione, forse anche a causa della pioggia incessante della settimana passata, fino a che la pressione dell’invaso, giunto ai suoi livelli massimi ha fatto collassare un tratto, probabilmente corrispondente ad un giunto di concio.
La seconda: il cedimento della fondazione
Altra possibile causa è il cedimento della fondazione sottostante. Nonostante su tutte le sponde fossero stati fatti carotaggi geologici per verificare la tenuta del terreno, non è possibile escludere che a causa della enorme pressione esercitata dall’acqua, non vi sia stato un movimento del sottosuolo che abbia fatto collassare la struttura a livello di fondazione.
Questa seconda causa, decisamente più complessa da determinare in quanto decisamente più occulta, dovrà essere vagliata con attenzione, per evitare dopo una riparazione che evidentemente sarebbe in sé piuttosto rapida, il ripetersi di eventi così drammatici. (InformArezzo).

Evacuati in 200, ma situazione migliora


Un guasto a una diga a Montedoglio, in provincia di Arezzo, ha fatto temere per alcune ore il peggio. Per precauzione, tuttavia, sono stati fatti evacuare dalle case gli abitanti delle zone vicine al Tevere, circa 200 persone, tra i comuni toscani di Sansepolcro, Santa Fiore e quelli umbri di San Giustino e Città di Castello. La situazione migliora: continua, infatti, a diminuire il flusso d'acqua in uscita dalla diga.

Guasto a diga, allerta nell'AretinoL'allontanamento dalle case è stato deciso nella notte a causa dell'innalzamento del livello del fiume Tevere, dove si stava riversando l'acqua fuoriuscita dalla frattura avvenuta alla diga. Secondo il vicesindaco di Sansepolcro, Simone Mercati, "l'allarme sta rientrando e nelle prossime ore gli sfollati potrebbero già tornare nelle loro abitazioni".

Per la Protezione civile regionale, dall'invaso stanno ancora uscendo circa 200 metri cubi di acqua al secondo, ma al momento della frattura, ieri sera, l'invaso sversava anche fino a 600 metri cubi: il livello della diga è calato, dicono i tecnici di Sansepolcro, di almeno due metri e serviranno altre sette-otto ore per verificare i danni subiti dalla struttura.
I circa 450 gli abitanti dei Comuni di Sansepolcro e Anghiari che hanno trascorso fuori casa la notte scorsa e sono tuttora sfollati, "sono stati tutti prontamente accolte dai Comuni - spiega il prefetto - in scuole, palestre, ospedali. Oggi, le loro case saranno sottoposte a controlli, praticamente una per una. Si presume che quelle piu' vicine alla diga siano state allagate ma ora e' presto per dirlo. Sarà una giornata di grande lavoro per vigili del fuoco, tecnici e forze dell'ordine''.
Per quanto riguarda la falla, la situazione, aggiunge il prefetto, ''è perfettamente sotto controllo. Nelle prossime ore, quando l'acqua arriverà a livello della falla e si fermerà, i tecnici potranno valutare il danno e capire che cosa lo ha provocato. Per ora non ci sono ipotesi''. (Tgcom)

Diga di Montedoglio: situazione sotto controllo.

Arezzo. «La situazione è sotto controllo. Vigili del fuoco e tecnici mi stanno confermando che il flusso di acqua in uscita dalla diga è in diminuzione». Con queste parole il sindaco di Sansepolcro, Franco Polcri, fa il punto sull'emergenza dovuta a un guasto sulla di diga di Montedoglio. Tutti i ponti che attraversano il fiume Tevere sono chiusi al traffico e presidiati dalle forze dell'ordine. Intanto, è stato accertato che il problema della diga è dovuto al cedimento di una paratia per un tratto di oltre trenta metri. Elicotteri dei vigili del fuoco, dotati di fotocellule, stanno sorvolando l'invaso per monitorare la situazione. Al momento, secondo quanto riferiscono fonti dell'amministrazione comunale di Sansepolcro si registra l'esondazione del Tevere solo in locatità "Il Trebbio". L'amministrazione comunale e la protezione civile hanno predisposto una unità di assistenza all'ospedale di Sansepolcro ed un centro di raccolta per eventuali sfollati a Pieve Santo Stefano, comune a 14 chilometri da Sansepolcro. A creare maggiore preoccupazione era il ponte sul Tevere proprio in Sansepolcro: si temeva che l'acqua potesse raggiungere il camminamento ma «al momento il fiume scorre ad un metro e mezzo di distanza dal ponte. Se continua così non dovrebbero esserci problemi», dice il sindaco. (Unionesarda.it)

ORE 24,05

Si ha notizia (al momento da confermare) di alcuni allagamenti nella zona del ponte nei pressi di Sansepolcro. Proseguono gli arrivi di cittadini colti da malore presso il pronto soccorso dell'ospedale di Sansepolcro. Centralini dei comuni interessati in tilt. Ampio dispiegamento di Vigili del Fuoco, Agenti Forestali, Polizia e Carabinieri. (Arezzo Notizie)

Guasto a diga aretina, evacuati centri abitati



SANSEPOLCRO (AREZZO) - Un guasto ad una paratia della diga di Montedoglio, nel comune di Sansepolcro, sta causando una importante fuoriuscita di acqua dall'invaso ed ha fatto scattare un allarme per evacuazione nelle frazioni di Santa Fiora e Gricignano. La notizia è confermata dall'amministrazione comunale di Sansepolcro che ha deciso in via precauzionale di chiudere la strada provinciale che collega Sansepolcro ad Anghiari, lungo la quale si trova un ponte che attraversa il fiume Tevere che sta ricevendo l'acqua della diga. Il fiume è in piena e al momento dalla diga sono usciti almeno 500 metri cubi di acqua al secondo, ma il flusso, dicono tecnici del comune e vigili del fuoco "é in diminuzione". Il guasto è stato segnalato intorno alle 21.30 e al momento si registrano già alcuni allagamenti intorno all'alveo del Tevere. Secondo i vigili del fuoco e la protezione civile il Tevere dovrebbe dare le maggiori criticità nella parte umbra intorno a Città di Castello. La diga di Montedoglio è un invaso che può contenere fino a 150 milioni di metri cubi d'acqua.
ALLARME ANCHE IN UMBRIA - Sta creando allarme anche nelle zone dell'Umbria al confine con la Toscana la fuoriuscita di acqua dall'invaso di Montedoglio. Al momento non vengono comunque ancora segnalati problemi. L'allarme riguarda in particolare le zone di Città di Castello e San Giustino Umbro. Precauzionalmente sono state fatte allontanare le persone che abitano a ridosso del Tevere, dove si sta riversando l'acqua proveniente da Montedoglio. Il fiume è infatti già ingrossato per le piogge degli ultimi giorni. Il timore è che l'acqua possa invadere i terreni circostanti. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco di Perugia con diverso personale. Richiamati anche pompieri di altri comandi, oltre a quello provinciale di Perugia. Diverse telefonate di persone allarmate che chiedono informazioni stanno giungendo ai centralini degli stessi vigili del fuoco e della questura. (ANSA)

Guasto alla diga di Montedoglio


Un guasto a una paratia della diga di Montedoglio, nel comune di Sansepolcro, nell'Aretino, ha causato un'importante fuoriuscita di acqua dall'invaso e ha fatto scattare un allarme per evacuazione nelle frazioni di Santa Fiora e Gricignano. La strada provinciale che collega Sansepolcro ad Anghiari è stata chiusa in via precauzionale. Il fiume Tevere è in piena e al momento dalla diga sono usciti almeno 500 metri cubi di acqua al secondo. (Fonte Tgcom)