Strage di Fragheto: rinviati tre tedeschi a giudizio

Karl Schafer, classe 1911, residente a Francoforte, è stato rinviato a giudizio assieme al 91enne Karl Weis e all'89enne Ernst Plege per i reati di plurimo omicidio aggravato da futili motivi e di violenza contro privati, come da codice penale militare di guerra. Schafer era comandante della IV compagnia d'armi della forza di difesa tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale ed e' accusato, assieme ai due compagni, di aver preso parte all'eccidio di Fragheto. Il 7 aprile del 1944 i nazisti uccisero 15 donne, 7 bambini, 6 anziani e 2 giovani nella piccola frazione di Casteledelci. Persone morte per rappresaglia dopo uno scontro tra l'esercito tedesco e i partigiani.  L'accusa e' stata formalizzata nella giornata di giovedi dalla procura militare di Verona. (Altarimini.it)

Rubano in un ristorante di Badia Tedalda

Denunciati due giovani serbi
Lo scorso mese di ottobre ignoti, previa effrazione della porta d'ingresso, avevano
perpetrato un furto ai danni di un ristorante di Badia Tedalda, nel corso del
quale erano stati asportati circa 500,00 euro di contante. Le indagini, avviate dai Carabinieri della Stazione di Badia Tedalda, hanno permesso di raccogliere inequivocabili elementi di colpevolezza in ordine al furto a carico di due cittadini serbi, J.B. e M.S. di 27 e 23 anni residenti in provincia di Latina, che sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Arezzo per furto aggravato in concorso. (Saturno Notizie)

Badia Tedalda e l'Alpe della Luna: luoghi magici dove nascono favole e leggende

Sarà il nome magico, evocativo; sarà la quiete ed il mistero delle valli incontaminate, sarà l’aria frizzante e pura che stimola la fantasia ma, da sempre, il territorio di Badia Tedalda e dell’Alpe della Luna è un luogo per far nascere leggende e alimentare i sogni e la fantasia.
La magia di questi luoghi ameni, dopo alcuni secoli dalla storia di Manfredi di Montedogli, della giovane e bella Rosalba di Colcellalto, dall’invenzione delle note musicali da parte di Guido Monaco (conosciuto anche come Guido d'Arezzo o Guido Pomposiano),  ed altrettanti secoli di leggende che danno celati preziosi tesori segreti, oggi ispirano  anche il mondo della moda.
Nasce  infatti da Badia Tedalda e dalla Riserva Naturale dell’Alpe della Luna la comunicazione mondiale del marchio Sisley  per il Natale 2011. Il  noto marchio italiano, presente con negozi in tutto il mondo, ha scelto l’Alpe della Luna ed il comune di Badia Tedalda per dare il via ad una operazione che coinvolgerà tutti i continenti e tutti i negozi Sisley del mondo. Dai primi giorni di dicembre un maxi schermo di 24 metri proietterà ininterrottamente nella centralissima Piazza S.Babila a Milano (quadrilatero della moda internazionale), i colori, la magia, la favola dell’Alpe della Luna.
Il marchio Sisley ha deciso di affidare, per il periodo natalizio,  il suo messaggio di brand indipendente alla portata di tutti a dei personaggi fiabeschi, piccoli e  rossi.
Nascono a Badia Tedalda pronti a diffondersi a tutte le latitudini: i ” nanetti Sisley”, portatori di un messaggio di libertà ed  indipendenza .
Se negli anni 90 esisteva un movimento di liberazione dei nanetti da giardino, nel 2011 i “nanetti sisley” vengono a liberare il nostro pensiero più sincero e profondo, ovvero offrono spazio a tutti coloro che hanno la voglia e l’esigenza di far sentire la propria voce perchè il Natale non sia solo consumismo ma anche un’opportunità per diffondere messaggi sinceri, di libertà e nuove idee per un mondo migliore. Questa è l’opportunità  che i ‘nanetti sisley’ danno ad ognuno di noi.
Affidate anche voi i vostri messaggi di indipendenza ai “nanetti Sisley” visitando  il sito www.sisley.com , la pagina  facebook di Sisley http://www.facebook.com/Sisley  oppure, inviando un e-mail a  nanetti@sisley.com
La leggenda dell’Alpe della Luna di Badia Tedalda continu con nuove favole contemporanee affinchè i desideri e i sogni di libertà possano realizzarsi.
Per saperne di più :

Ci sono già i primi avvistamenti mentre ancora i nanetti si stanno organizzando all’Alpe della Luna.
Altri link:



Perché Pieve Santo Stefano ha detto no all'Unione dei Comuni

Lo dichiara l'avvocato Francesca Calchetti

L'amministrazione di Pieve Santo Stefano ha partecipato attivamente a tutti gli incontri in Comunità Montana sia in Commissione Statuto  sia in Conferenza dei Sindaci aventi all'ordine del giorno lo Statuto dell'Unione dei Comuni. In entrambe le sedi istituzionali i rappresentati di Pieve hanno chiesto che le funzioni del Presidente non fossero maggiori di quelle del Sindaco, che le decisioni più importanti fossero prese dalla Giunta Esecutiva formata da Sindaci o loro delegati, che la forma di governo della costituenda Unione dei Comuni, comportando la responsabilità diretta del Comune nelle scelte dell'Unione,  dovesse essere presieduta  a turnazione da un Sindaco dell'Unione, o da un suo delegato, per garantire un controllo efficiente ed efficace dell'operato dell'Unione da parte del Comune. Il Sindaco Bragagni  si era anche reso disponibile ad accettare la soluzione transitoria di  un Presidente "politico", posto che la regola dovesse essere la turnazione dei Sindaci.
Ciò nonostante lo Statuto dell'Unione presentato al Consiglio Comunale di Pieve Santo Stefano, pur avendo fortemente ridimensionato le funzioni del Presidente, come richiesto dai rappresentati del Comune di Pieve, non contiene le clausole richieste di garanzia per i Comuni di incidere sulle scelte effettive dell'Unione avendo mantenuto una Presidenza di stampo politico e soltanto una norma transitoria di revisione dello statuto di dubbia fattibilità. Lo Statuto non contiene inoltre le precisazioni richieste in ordine alla riserva del Comune di Pieve di  escludere tra le funzioni sociali residenza sanitaria e servizi cimiteriali: l'amministrazione Bragagni ha svolto un importante opera di risanamento del buco di bilancio lasciato dall'amministrazione Palazzeschi e vuole mantenere questo status faticosamente acquisito. Inoltre sono del tutto incerti i costi di costituzione dell'Unione dei Comuni e di scioglimento della Comunità Montana Valtiberina.
L'Unione, in tendenza con la semplificazione amministrativa e la riduzione dei costi della politica avrebbe dovuto nascere per semplificare ed economizzare non per creare un'altra struttura a perdita, con organismi di tipo politico e non economico-funzionale. Con la differenza rispetto alla Comunità Montana che i Comuni aderenti rispondono con il proprio patrimonio.
Pieve non è assolutamente contraria al principio dell'Unione dei Comuni ma a come questa unione è stata adesso realizzata.
Il Sindaco Bragagni ed il suo Vice Marcelli non sono nuovi a scelte in controtendenza che poi sono risultate lungimiranti e col passare del tempo hanno fatto cambiare idea a molti: basti pensare che Pieve fu l'unico comune a non aderire all'Ato 4 dell'Acqua poiché il Sindaco aveva capito prima di altri che non avrebbe condotto a nulla di buono. Anche in quel consiglio comunale l'opposizione capeggiata da Palazzeschi si scaglio contro la scelta dell'amministrazione (come oggi l'opposizione di Franceschetti) per poi capitolare e cambiare idea negli anni successivi.  
Pertanto, Pieve non aderendo oggi all'Unione sarà libera di scegliere, secondo il prevalente interesse della propria cittadinanza, e di convenzionare o meno servizi con gli altri Comuni dell'Unione, valutando caso per caso la convenienza, l'economicità e l'efficienza del servizio.
In ordine al comunicato della minoranza di Franceschetti, non posso che evidenziare come le illazioni sul mio conto siano fine a se stesse, dal momento che nella mia presidenza in pectore sono state rese note le difficoltà finanziare del Sociale in Valtiberina e la seria preoccupazione il suo risanamento. Non riscontrando una volontà politica di compiere scelte coraggiose ed efficaci, ma solo quella di mantenere la vecchia guardia, il mio ruolo compensioriale è venuto meno ma rimane a livello del Comune che mi ha eletta e per rispetto proprio dei miei concittadini continuerò a perseguire l'innovazione, l'efficacia e l'economicità amministrativa, anche dicendo no, per le motivazioni sopra esposte, a questa Unione dei Comuni.
Francesca Calchetti

Lieve scossa di terremoto ieri sera alle 22:43

Una lieve scossa di terremoto è stata registrata ieri sera alle ore 22:43 in Valtiberina tra  Sansepolcro, San Giustino Umbro e Badia Tedalda come epicentro nella Riserva dell’Alpe della Luna. La scossa, di magnitudo 2.3, è stata localizzata dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV 57 km SW Rimini (pop 135,953 ; local time 22:43:43.0 2011-11-21) 7 km NE Sansepolcro (pop 15,989 ; local time 22:43:43.0 2011-11-21). La profondità della scossa è stata registrata a dieci chilometri. Non si registrano al momento danni a cose e oggetti. Non tutta la popolazione ha avvertito la scossa.

Nasce a Badia Tedalda l’evento mondiale per il Natale di Sisley.


Nani Sisley, un Natale in piena libertà.

Il primo nanetto è stato visto per la prima volta nella Riserva Naturale dell’Alpe della Luna; un luogo fantastico nel territorio di Badia Tedalda in provincia di Arezzo. I nani Sisley sono arrivati per portare un unico grande messaggio per il Natale: essere liberi, indipendenti . 
Parlaci del tuo incontro con i nani e la tua storia di indipendenza.
Le prime storie di coloro che li hanno visti sono già state documentate alla pagina Sisley di Facebook,  di seguito il  video, foto e messaggi di incontri con i nani Sisley, mentre su Twitter il tag #nanoliberatutti accompagneranno tweet di indipendenza e la libertà Ma non è tutto : nel concept store di Roma e Milano, potrete scattare una foto di voi con i nani nel negozio.
Avete per caso visto passare un nano Sisley?


L’habitat naturale del pingue nanetto vermiglio è la Riserva Naturale dell’Alpe della Luna. E’ lì che sta da tempo immemore, è lì che trascorre le sue felici giornate costruendo casette con corteccia e gomitoli colorati. Ma il nanetto non s’interessa solo di real estate, è troppo saggio per tirare su minuscole abitazioni tutto il tempo. Il nanetto costruisce mini-magioni come passatempo, perchè la sua vera vocazione è ben altra. Il nanetto lascia la Riserva Naturale dell’Alpe della Luna quando c’è davvero bisogno di restituire un po’ di sana voglia di stare al mondo a chi ne ha più bisogno. Appare all’improvviso vicino agli ignari calcagni di chi giace spiaggiato e triste, incagliato in noiosità tali da non ricordare nemmeno più come ci è capitato in mezzo.  E che fa il nanetto vermiglio? Fa come si fa alle focene che hanno perso l’orientamento e stanno a seccare sul bagnasciuga… il nanetto tira una liberatoria secchiata d’acqua. Perchè il nanetto sarà piccolo, ma è straordinariamente efficace. E in casi estremi, fa pure spuntare l’arcobaleno – lo tiene sotto il cappello.
Un’immagine più ottimistica e liberatoria di un arcobaleno che scaturisce dal cranio di un nanetto vermiglio non riesco a produrla.
Spero vada bene.
Metafore a parte, mi è apparso un nanetto. Si è presentato lanciando sporchevolissimi coriandoli e mi ha annunciato che qua l’andazzo doveva cambiare. Prima di propormi valide soluzioni, però, si è fatto accompagnare in un giro di perlustrazione del mondo, perchè i nanetti non parlano a vanvera, si sbilanciano solo quando hanno finito di capire.
E che sarà mai capitato?
Il nanetto ha fatto ricerche nella desolazione della metropolitana, attendendo pazientemente l’arrivo del vagone. E senza neanche chiedere un Leggo.
Arrivati in ufficio, il nanetto ha insistito per stazionare sulla scrivania. E visto che a me squillava il telefono, si è messo a parlare con chi poteva.
A casa, ha iniziato l’ispezione dalla scatola dei biscotti.
Nel frigo, ha fronteggiato con coraggio una desolazione a dir poco epica, scuotendo il capo solo di tanto in tanto – e promettendo di non dire nulla alla MADRE.
Si è intrattenuto per diversi minuti col prato-stella, messo a dura prova dalla siccità, tipica piaga che assale le piante d’appartamento.
Il nanetto ha anche rinvenuto il relitto di un mobilino mai montato. Tanto per capire se si poteva fare, ha dato un’occhiata rapida alle istruzioni, constatando che i pezzi c’erano tutti.
Per concludere, mi ha chiesto gentilmente se potevo aiutarlo a usare il citofono. Perchè i nanetti vermigli hanno il potere di trasformare i citofoni in telefoni. E se pensiamo che possono suscitare tsunami di entusiasmo, che volete che sia la storia del citofono. Credo abbia preso a cuore la mia causa, perchè ha chiamato i rinforzi. Con voce ferma e perentoria ha convocato un plotone di nanetti, perchè sono impegnativa.
E ora, che cosa succederà?
Quali avventure mi attendono?
La speranza e l’ispirazione torneranno ad albergare nel mio cuore?
Il pingue nanetto vermiglio saprà cosa fare.
In attesa di un risolutivo piano strategico del nanetto – se non state capendo un bel niente-, andate a bighellonare sulla pagina Facebookdi Sisley. E anche sul loro account Twitter. Perchè un uccellone gigante mi ha riferito di un’anomala ondata di avvistamenti di nani.
Nel frattempo, il mio nanetto medita… guardando i lavori in corso.



Petardi contro negozio d'antiquari

Denunciato 27enne di Arezzo, scoperto grazie alle indagini dei carabinieri

PENNABILLI - A scoprire il suo gesto da bombarolo fu il titolare del negozio, che presentata denuncia ai carabineri di Novafeltria è stato presto ripagato dai militari, che a distanza di 2 mesi hanno identificato e denunciato il responsabile. Si tratta di un 27enne di Arezzo, sorpreso la notte del 10 settembre a lanciare un petardo contro un negozio di antiquariato, danneggiandolo nella vetrina.

Le riprese a circuito chiuso e le successive indagini hanno consentito l'identificazione del ragazzo, ora denunciato per danneggiamento ed accensioni ed esplosioni pericolose.

Allarme crisi in Valtiberina ed Altotevere Umbro. Confartigianato convoca gli stati generali a Sansepolcro

Mine vaganti circolano in Valtiberina Toscana e nel vicino Altotevere Umbro: sono quelle relative al futuro di molte aziende artigiane e in particolare del comparto “legno arredo”, stretto da una crisi economica senza precedenti. Le imprese del territorio, oltre ad avere una carenza di lavoro e di redditività, versano in precarie condizioni finanziarie, sono sottocapitalizzate, hanno debiti a breve e necessitano di quella liquidità senza la quale rischiano seriamente la chiusura. Questo il grido di allarme lanciato dal presidente nazionale della Federazione Legno Arredo di Confartigianato Imprese, Domenico Gambacci. Dei problemi del territorio, che in Alta Valle del Tevere non sono altro che la proiezione di quelli nazionali del comparto, si parlerà venerdì prossimo, 18 novembre, giorno nel quale Confartigianato ha convocato a Sansepolcro i vertici nazionali dei tre gruppi di mestiere per discutere del delicato momento di congiuntura economica. I massimi rappresentanti a livello italiano e locale si daranno appuntamento nella città biturgense per parlare della situazione delle loro regioni e per creare una importante occasione di confronto, utile alla ricerca di misure di sostegno efficaci per le imprese. Si ricorda al proposito che il presidente Gambacci, la scorsa settimana, era presente alla convention nazionale di Roma indetta dalle categorie di Confartigianato e ha partecipato a una interessante tavola rotonda, moderata dal giornalista Nicola Porro, vicedirettore del quotidiano “Il Giornale” e da sempre vicino al mondo dell’impresa. E anche i risultati della tavola rotonda sono inseriti nella scaletta dei lavori di un direttivo nazionale che si preannuncia speciale. Da segnalare che, su richiesta esplicita di alcuni dirigenti nazionali, la convocazione dei vertici a Sansepolcro sarà l’opportunità anche per conoscere meglio la città biturgense: la delegazione federale sarà infatti ricevuta nella mattinata di venerdì 18 dal sindaco Daniela Frullani, che accompagnerà gli ospiti al museo civico assieme alla direttrice, la dottoressa Mariangela Betti, per la visita ai capolavori di Piero della Francesca; seguirà poi l’altra significativa tappa all’interno di Aboca Museum, dove ad attendere i rappresentanti di Confartigianato sarà il commendator Valentino Mercati. L’intensa giornata conoscerà il momento operativo alle 15.00, quando il direttivo si riunirà in una delle sale del Borgo Palace Hotel, che sarà sede dalle 20.00 in poi della nona edizione di “Artigiani del Legno in Festa”, l’annuale serata conviviale che riunisce gli operatori della provincia di Arezzo aderenti all’associazione di categoria, nel corso della quale è prevista la consegna dei riconoscimenti di “qualità artigiana” e “mastro artigiano” 2011. La serata di quest’anno sarà arricchita anche da altri simpatici momenti, con un programma in fase di ultimazione. (Arezzonotizie)

Sansepolcro sconfitta senza attenuanti a Mezzogiorno in Famiglia dalla città di Cetrano

I biturgensi "bocciati in cultura generale"

La città di Sansepolcro questa mattina è stata protagonista della trasmissione televisiva Mezzogiorno in Famiglia, la città biturgense lottava per la vittoria contro il Comune di Cetrano. Purtroppo i baldi alfieri del "Borgo" non ce l'hanno fatta, gli avversari di Cetrano si sono dimostrati troppo forti. Una brutta umiliazione è stata evitata grazie alla soubrette Samantha De Grenet, la quale, con molta fortuna, aveva rimesso in gioco Sansepolcro. Sfortuna ed emozione hanno travolto i ragazzi biturgensi; giuste le critiche che si respirano in città che accusano i partecipanti di poca cultura. E' sempre facile criticare dall'esterno ma, i personaggi scelti alla partecipazione dei giochi andavano selezionali in base alla cultura e non in base alla "popolarità". In ogni caso è stata una occasione di promozione per la città.

Novafeltria: volantinaggio di Forza Nuova alle scuole superiori

Si è svolto ieri mattina un volantinaggio davanti l'istituto d'istruzione superiore “L. Einaudi” di Novafeltria, per criticare l’attuale sistema di gestione delle politiche. È l’iniziativa della sezione della provincia di Rimini di Forza Nuova. Un incontro con gli studenti dell'alta valmarecchia per sensibilizzare i giovani a riflettere sul loro futuro.
Armati di bandiere tricolori e striscioni, i militanti della federazione provinciale di Lotta Studentesca, movimento giovanile legato a Forza Nuova, capeggiati dal responsabile Matteo Barbieri e dal coordinatore forzanovista per la provincia di Rimini Mirco Ottaviani, hanno tenuto un altro volantinaggio della lunga serie che sta coinvolgendo in questo periodo tutte le realtà studentesche della provincia. A ricevere la visita dei militanti sono stati gli studenti dell'istituto d'istruzione superiore “L. Einaudi” di Novafeltria.
“Pensa, agisci, lotta” questo il motto che ha fatto da cornice all’operazione svolta dai giovani ragazzi di Forza Nuova. Un’azione mirata a scuotere le coscienze dei giovani d’oggi affinchè uscendo dal gregge diventino un domani uomini e donne forti e capaci di tirare su una famiglia, di reggere un’impresa, di costruire una città, di progettare un futuro ad un paese sempre più in mano a governi liberal-capitalisti che vogliono indirizzare tutti verso un’unica grande catena di montaggio. Questa battaglia politica, fuori dagli schemi di destra e di sinistra, vuole dare vita ad una vera ed unica opposizione nazionale, contro tutto ciò che come un rullo compressore sta per abbattersi su di noi, sulle nostre famiglie, sulla nostra stirpe, sulla nostra Patria, sulla nostra Fede e sulla nostra cultura. I ragazzi di Lotta Studentesca stanno issando le proprie bandiere in tutto il territorio sfidando spesso la faziosità antifascista condotta da docenti “sessantottini” che riproponendo fino alla nausea la loro fede multietnica e i drammi dell’olocausto, tralasciando del tutto le stragi dei Gulag e delle foibe comuniste, trasformano i programmi didattici in una vera e propria propaganda politica.
Ogni volantino distribuito dai militanti del movimento è un proiettile che va a colpire al cuore un sistema che ha oramai rinchiuso dentro ad una gabbia infernale gli spiriti combattivi dei più giovani. Non fatevi omologare, il domani appartiene a noi! (Altarimini.it)

Sempre più vicino l'arrivo di Papa Benedetto XVI a Sansepolcro

Pare che la data sia anticipata al mese di maggio 2012
Il Papa in visita nell'aretino? Una domanda alla quale presto daremo una risposta. Ieri mattina il Vescovo Monsignor Riccardo Fontana si è recato a Roma, in Vaticano, per un incontro con il Santo Padre presentando i dati del Centro di Ascolto della Caritas, per prendere accordi sulla sua visita in terra di Arezzo. Oramai da tempo si parla dell'arrivo di Benedetto XVI in terra aretina in occasione del millenario della città di Sansepolcro e del Santuario di Camaldoli. Lo spiega Don Giuliano Francioni dicendo che c'è la possibilità di anticipare la data che era stata prevista un tempo, quella del 19 giugno. In base a quello che è emerso nel colloquio con il Vescovo Fontana pare che la data di arrivo del Pontefice sia anticipata al mese di maggio.

Sansepolcro, l'attore Luca Zingaretti inaugurerà giovedì 17 novembre la stagione teatrale 2011-2012 al Dante

Il noto "commissario Montalbano" leggerà "La Sirena", dal racconto Lighea di Giuseppe Tommasi di Lampedusa.
Giovedì 17 novembre primo appuntamento della Stagione teatrale 2011-2012, promossa dal Comune di Sansepolcro, Fondazione Toscana Spettacolo, con la sponsorizzazione di Estra Energie-Coingas. Sette appuntamenti di alto livello, particolarmente apprezzati dal pubblico come conferma la vendita di oltre 160 abbonamenti. Apre la Stagione Luca Zingaretti con La Sirena, in scena al Teatro Dante giovedì 17 novembre alle ore 21. Luca Zingaretti (nella foto) legge LA SIRENA dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi Di Lampedusa drammaturgia di Luca Zingaretti,musiche composte da Germano Mazzocchetti. Nel tardo autunno del 1938 due uomini si incontrano in una Torino a entrambi estranea. Tra riflessioni erudite, dialoghi sagaci,battute cinicamente ironiche,i due trascorrono il tempo conversando di letteratura,di antichità,di vecchie e nuove abitudini di vita. In un immaginario viaggio,geografico e temporale tra il Nord e il Sud,emerge un mondo costruito sulla passione e l'estasi. Dalle pagine del racconto ambientato nella fredda Torino emerge con vigore la calda Sicilia: l'odore della salsedine,il sapore dei ricci di mare,il profumo di rosmarino sui Nèbrodi,il gusto del miele di Melilli,le raffiche di profumo degli agrumeti. Di tutte queste sensazioni si arricchisce lo spettacolo La Sirena, in un percorso tra la carnalità del Presente e la spiritualità dell'Antichità, la ricchezza della poesia della terra siciliana su cui sembra palpitare quella melensa e liquorosa stasi del vivere che connota gran parte dei paesaggi e degli uomini.
Prevendita dei biglietti per lo spettacolo da lunedì 14 novembre al Museo civico di Sansepolcro. (Saturnonotizie)

Da questa mattina a Sansepolcro le riprese di "Mezzogiorno in Famiglia", ecco la lista dei biturgensi selezionati.

Previsto ieri in serata l'arrivo a Sansepolcro delle truppe Rai di "Mezzogiorno in Famiglia". Le registrazioni prenderanno il via questa mattina alle ore 10 e verranno trasmesse su Raidue questo fine settimana. Saranno presenti all'evento anche gli alunni delle scuole biturgensi, la Società Balestrieri, il Gruppo Sbandieratori e il Convivio Rinascimentale. Come anticipato, l'avversaria in studio della città pierfrancescana sarà Ceprano, paese di 8mila anime nel Frusinate, che ha vinto proprio lo scorso week-end contro Terrasini. Nei giorni scorsi, si sono svolti presso l'Informagiovani di Sansepolcro i provini per comporre la squadra che rappresenterà il Borgo e la Valtiberina sul piccolo schermo.

Ecco la lista dei selezionati:
Marica Pierli, Lorenzo Meazzini, Mariangela Marcianò, Giulia Mariotti, Riccardo Riuzzi e Michele Foni (quest'ultimo sarà il 'caposquadra' che dovrà rispondere anche alle domande di cultura generale). (Arezzonotizie)

Pasquina Milli, ovvero la "nonna tecnologica" di Badia Tedalda con un record di famiglia alle spalle

La donna, 81 anni, ha il profilo su Facebook, "chatta" con gli amici e ha un indirizzo e-mail.
Sembra incredibile ma è la verità: c'è una "nonna tecnologica" che vive a Badia Tedalda. La signora Pasquina Milli (nella foto), nata nel 1930, è (pensate!) la 27esima figlia del padre Secondo, morto nel 1941, che a sua volta ha avuto tre mogli. Una storia complicata ma decisamente curiosa. L'anziana vive nel piccolo Comune di Badia Tedalda, per l'esattezza nella centralissima piazza del paese e ha due figli: l'una, femmina, che vive e lavora a Pieve Santo Stefano; l'altro, maschio, vive e lavora invece lontano dalla Valtiberina; ai due figli, aggiungerei anche 4 nipoti. Ma fin qui nulla di strano. La signora Pasquina adopera il computer come una giovane: possiede il contatto di Facebook, "chatta" con gli amici (tutti più giovani di lei ovviamente) e ha un indirizzo e-mail. La figlia della sorella, Ada Milli, nata nel 1892, all'inizio degli anni '20 era emigrata in America e la signora Milli nel 1979 era andata proprio negli "States" per trovarla: attualmente, sono 6 i nipoti che vivono oltre oceano. Ma veniamo alla vita della 81enne di Badia Tedalda: molti sono stati i settori in cui ha prestato servizio. In un primo momento praticava la professione di sarta, ha lavorato in vari negozi e pure come cuoca, oltre a fare la bracciante in agricoltura. Attualmente si trova in pensione, ma la sua vitalità e il suo modo di fare rimangono quelli di una quindicenne: basta guadare le foto dell'album di Facebook, che la ritraggono in serate con amici oppure a bordo di una vecchia Ferrari. Guida la macchina, una Fiat 500 "storica" di colore azzurro, targata Grosseto. Le piace cantare: fa infatti parte dell'organico del coro polifonico di Badia Tedalda. Per passione, inoltre, le piace scrivere i racconti sulla guerra e proprio in occasione dell'ultima esibizione della corale è stato letto il suo articolo. La famiglia Milli di Badia Tedalda ha ottenuto anche una sorta di primato, essendo stata in tempo di guerra il nucleo familiare più numeroso della Regione Toscana. Solamente 15 dei 27 fratelli sono ancora rimasti in vita, ma nessuno è morto in guerra e uno solo venne preso prigioniero in Germania. Nella mattinata di ieri, la signora Paqualina Milli, si è recata presso l'ufficio anagrafe del Comune di Pieve Santo Stefano, munita di un foglietto con scritto venti nominativi, compreso quello di suo padre e delle tre mogli. Voleva sapere le date di nascita e di morte degli altri fratelli per cercare di ricostruire il proprio albero genealogico. Vogliamo precisare inoltre, che dieci sono i figli della prima moglie di padre Secondo, dodici della seconda e cinque della terza. Curiosità: la data di nascita della terza moglie è più o meno la stessa di quella della figlia proveniente dalla prima moglie. In questi momenti è proprio il caso di dire "Ottant'anni e non sentirli!". Auguri da tutta la redazione a nonna Pasquina. ( da Saturno Notizie )

Quanto guadagna un tartufaio?

Raccogliere il tartufo, per professione a tempo pieno o part time, in alternativa  per hobby, all’atto pratico può rivelarsi molto remunerativo, in quanto, ad esempio, è possibile guadagnare da €8.000 a €40.000 a stagione, da Ottobre a Dicembre.
Con le caratteristiche che la legge consente ai raccoglitori, di poter vendere i tartufi senza emettere alcuna fattura al grossista.
Alcune quotazioni di tartufi, una per tutte, la qualità più pregiata di tartufo bianco, può avere un prezzo di alcune migliaia di euro al chilo.
In media, di solito il prezzo oscilla per un etto da €100 a €600.
Il tartufo è il prodotto alimentare più caro al mondo.
Alcune tra le fiere più importanti da segnalare, Alba (Cn), Città di Castello (Pg), Volterra (Pi), Portico di Romagna (Fc), Apecchio (Pu), Bonizzo di Borgofranco (MN), Leonessa (Ri), Bagnoli Irpino (Av),…
In considerazione, delle caratteristiche dei tartufi, in special modo, l’impossibilità di conservazione, è prioritario disporre di una clientela fidelizzata, per essere in grado di poter vendere il prodotto in tempi ristretti.
I buongustai, sono disposti a tutto per assaporare l’unicità dell’aroma del tartufo, il quale conferisce ad un piatto un sapore eccezionale.
A titolo indicativo, per quanto riguarda, i picchi relativi alle quotazioni del tartufo, negli ultimi tempi, un tartufo del peso di Kg. 1,100 è stato venduto a $200,000.00 (duecentomila dollari) in Molise.
In modo particolare, per tutti coloro che vivono in prossimità delle zone dove è possibile raccogliere il tartufo, si determina l’opportunità di conciliare la vita all’aria aperta, una escursione, una passeggiata a stretto contatto con la natura, ed in più anche la possibilità di usufruire di una occupazione da svolgere anche part time, per staccare dai ritmi frenetici della vita “moderna”. A voi le conclusioni !!!

Rischio idrogeologico. Insieme per la Valmarecchia: 'Aggiornare mappa frane'.

La mappa del livello di franosità della provincia di Rimini tenuta dalla Regione Emilia Romagna è ferma al 2006, segnala l'associazione Insieme per la Valmarecchia che ha iniziato a monitorare il territorio in tempi non sospetti attraverso il progetto Dida: Dissesto idreologico e difesa attiva. Per il futuro si intende puntare l'attenzione, ad esempio, sulla viabilità in vicinanza dei fiumi.

Si chiama Difesa Attiva. Oltre agli occhi dei cantonieri e della Protezione civile, a controllare il territorio dal 2009 ci sono anche quelli di alcune associazioni che il territorio lo osservano con gradi di competenza diversi: ne fa parte l'associazione Pedalando e camminando e le guide di appennino amico. Capofila, in una prima fase, è stata “Insieme per la Valmarecchia”. Un territorio, entrato coi sette comuni in Provincia, che ha fatto alzare il livello di franosità provinciale: anche se i dati, secondo l'associazione che li ha raccolti in un libro, sono fermi al 2006. Spiega Nicola Parato, di Insieme per la Valmarecchia: "Se è vero che la Regione ha fatto un primo studio che ha evidenziato l'esistenza a livello regionale di 70mila movimenti franosi a livello regionale (tra attivi e quiescenti), non ci sono altri dati ufficiali, o almeno non ci risultano, dopo il 2006. Per la Provincia di Rimini la percentuale di franosità è triplicata senz'altro, con l'annessione dei comuni della Valamarecchia, una zona interessata da movimenti".

La Provincia ha annunciato un monitoraggio del centinaio di ponti sul territorio. Vanno controllati anche quelli ora non operativi per l'associazione. "Per esempio a Ponte Messa, il vecchio ponte romano per la viabilità è stato sostituito, ma resta lì" dice Parato.

E l'attenzione, guardando ai fiumi, viene puntata anche sulle strade: soprattutto su quelle ancora da costruire. "Per esempio come associazioni ambientaliste sosteniamo che il tentativo di Santarcangelo di avvicinarsi al fiume per realizzare una parte di strada di Gronda sia da respingere assolutamente perchè potrebbe creare rischi derivanti dalla creazione di danni al fiume" dice il rappresentante di Insieme per la Valmarecchia. (NewsRimini.it)

Andrea Piccini Campione del mondo

 “Ancora una volta un biturgense porta il nome di Sansepolcro ai vertici mondiali di una disciplina sportiva.” Esprime grande soddisfazione il vicesindaco e assessore allo sport Andrea Laurenzi dopo aver appreso della vittoria di Andrea Piccini, diventato domenica in Argentina campione del mondo 2011 nella classifica per team del Gti World Championship con la Hexis Racing. “Un talento mondiale del Borgo che si afferma questa volta per una vittoria conseguita in Argentina – ha aggiunto Laurenzi – il nuovo campione del mondo Andrea Piccini ha disputato una stagione davvero eccezionale e faccio i complimenti a lui e al suo team per ora a distanza ma lo aspetto presto a Sansepolcro per poterglieli fare personalmente insieme a tutta l’amministrazione comunale.” Anche il sindaco Daniela Frullani invia al neo campione del mondo le sue congratulazioni per la splendida vittoria argentina a nome dei cittadini di Sansepolcro. (Arezzonotizie)

Tartufo record ritrovato a Caprese Michelangelo

Ritrovamento record a Caprese Michelangelo, un cercatore di tartufi ha rinvenuto un tubero dal peso "importante" di 562 grammi. Il ritrovamento è avvenuto nei pressi di Fragaiolo.

Fiera di San Martino a Santarcangelo edizione 2011

Il giorno di San Martino, ogni anno, rappresenta un appuntamento atteso e gradito. Ma per il 2011, la data è veramente speciale: 11/11/11. Una combinazione che ritorna una volta ogni cent’anni, una sorta di Capodanno secolare. Per festeggiare, gli organizzatori, il Comune e la Pro Loco hanno programmato diverse iniziative. Prima di tutto un Annullo Postale in collaborazione con Poste Italiane. Il giorno di San Martino si può ottenere l’Annullo in Piazza Ganganelli, n. 17, dalle 9 alle 17. Per chi vuole conservare un ricordo di questa giornata, l’annullo potrà essere impresso sulla cartolina che riporta l’immagine simbolo. Ne sono state stampate 999 copie. Per i curiosi  ed i collezionisti di informazioni strambe, è stata prodotta L’Undiciclopedia, il primo (e probabilmente l’ultimo) compendio di (quasi) tutto lo scibile sul numero 11, a Santarcangelo e in ogni dove, nelle scienze, nella storia, nelle arti e, perché no, nella cabala. Viene stampato in 333 copie. Per questa occasione è stato anche ritrovato il Calendario delle Fiere del 1911: 25 Fiere e 6 Controfiere. È stato riprodotto, per i cultori della tradizione, in 99 copie. I tre stampati si possono trovare, durante la Fiera, nell’ufficio dell’annullo e, dopo, alla Pro Loco. Per stare a tema, l’Azienda Agricola La Collina dei Poeti imbottiglia, per l’occasione, 111 bottiglie di Sangiovese DOC  dei Colli di Rimini, con l’etichetta 11/11/11. Le venderà a partire dal giorno di San Martino. E, infine, alle ore 11.11, quando 11 botti pirotecnici annunceranno il Capodanno di San Martino, brinderemo insieme, dal palco dei Cantastorie: sarà il Sindaco ad alzare il primo calice. Al brindisi sono stati invitati tutti coloro che festeggiano il compleanno in quel giorno. L’utile della vendita del vino e le offerte raccolte con gli stampati contribuirà all’acquisto della Nuova TAC per l’Ospedale di Santarcangelo. (Comune di Santarcangelo).

Montedoglio, muro da rifare. Ecco le colpe e ora gli indagati.

Super perizia: cemento scadente, posato male e ferri non saldati. Cogeco nel mirino.
Era di venerdì quando gli operai si misero a gettare. Un venerdì di trent’anni fa, a Montedoglio. Finita la settimana di lavoro e interrotta la colata, si riprese l’opera solo il lunedì successivo. E questo non è buona cosa perché il cemento non fa corpo, non si salda. Specialmente se la gettata si fa con le temperature rigide di febbraio. Il rischio è la mancata stabilità. A svelare il particolare è il “diario” della diga, un grande libro dove sta scritta ogni cosa nella vita dell’invaso: ad esempio la costruzione del muro di sfioro (tra 1979 e 1980), oppure il disastro del 29 dicembre 2010 quando proprio quel muro di conci è venuto giù come burro in un punto, con la furia dell’acqua che poteva spazzare via le persone della Valtiberina come fossero formiche, “ma il padreterno ci mise una mano”, come dice il procuratore della Repubblica Carlo Maria Scipio. Le cause Quel venerdì di trent’anni fa, si è scoperto ora, il cemento usato per la gettata non era dei migliori, di qualità scadente, venne posizionato in due tranche con tutti i rischi del caso e, quel che è ancora peggio, i ferri dell’armatura non vennero saldati fra di loro. Il risultato di quelle omissioni, negligenze e imperizie è stato, per l’appunto, il cedimento avvenuto tre decenni dopo. Paura, 450 evacuati, danni. Un disastro colposo ancora senza responsabili. Ma gli avvisi di garanzia sono in serbo. E le prime certezze individuate dalla super perizia rappresentano il fulcro dell’inchiesta condotta dal pm Scipio e dal sostituto procuratore Roberto Rossi. Muro da rifare “Immaginate un pettine infilato nella ricotta” Usa questa semplice immagine, il pm Scipio, per far capire come a un certo punto i ferri del concio, per effetto del lavorio dell’acqua, si sono slegati dal composto cementizio. “Sono state le infiltrazioni, nessun altro agente esterno”. Un’opera eseguita male, insomma. Con “difetti nella costruzione e nella qualità dei materiali”. Il muro non poteva resistere e infatti non ha retto. “E non è escluso - scrivono i consulenti - che tali difetti possano interessare altre porzioni dell’opera di scarico superficiale”. Per questo sia i super esperti che la procura consigliano ora di rifare il manufatto del “troppo pieno” in tutta la sua lunghezza (150 metri), se si vuol restituire sicurezza alla popolazione e, un giorno, portare la diga ai 150 milioni di metri cubi di acqua di capacità (ridotti a circa 70 milioni a seguito del dissesto, ora a circa 25 milioni). Indagati Assolta con formula piena la Natura. Niente eventi sismici, terremoti. Lo certifica un luminare del calibro del professor Enzo Boschi. Colpa dell’uomo, dunque. Sì, ma di chi? “Il nostro lavoro comincia adesso”, dice Scipio, che dopo aver dato una prima risposta alle popolazioni minacciate dalla diga, cerca ora i responsabili penali del disastro. Nel mirino c’è la Cogeco, impresa che furoreggiava all’epoca negli appalti pubblici. Ma il direttore dei lavori dell’epoca, l'ingegner Scalfati, è deceduto. In vita, ma anziano, il direttore di cantiere. “Al momento non ci sono persone indagate”, dicono i due pm. Ma lasciano intendere che gli avvisi partiranno. Dal punto di vista delle responsabilità civili potrebbero essere chiamate in causa anche le imprese che hanno ereditato l’opera della diga da Cogeco, la Cogefar e la Impregilo, colosso quotato in borsa. Frugando nelle polverose carte della storia dell’invaso, sono saltate fuori anche irregolarità amministrative, da mettere a fuoco meglio. L’ex ministro Controlli, ispezioni, saggi, perché non hanno messo in allarme nessuno durante tre decenni. Si poteva prevedere il crollo? Per il procuratore Scipio è una “bella domanda” alla quale darà risposta. Tutto ancora da verificare. La diga di Montedoglio, per la cronaca, vigilava una commissione designata dallo Stato per il collaudo in corso d’opera. Presidente, l’ex ministro Giovanni Travaglini, 87 anni, tecnico e politico. Ingegnere, esponente della vecchia Dc. Come lui sono viventi altri due membri della commissione. Se hanno fatto tutto quello che era nelle loro competenze, lo sapremo più avanti. Ma l'impressione è che l'inchiesta sul disastro Montedoglio servirà più per prevenire che per condannare. (Corriere di Arezzo)

Le Misericordie di Badia Tedalda e Sestino insieme per dare una risposta in tempi brevi.

L’impegno delle due Misericordie. Il coordinamento della centrale per la scelta migliore (elicottero e/o intervento da Sassocorvaro)
Da quattro mesi nelle difficilissime aree montane di Badia Tedalda e Sestino è in vigore un accordo con le locali misericordie per il servizio di supporto al 118.
Un accordo che a parere dell'Azienda sanitaria e delle stesse Misericordie sta fornendo risultati importanti in termini di sicurezza della popolazione. La prova del fuoco, anche se sarebbe più giusto dire "del ghiaccio" si avrà nei prossimi quattro mesi, quando le condizioni metereologiche rendono a volte proibitive le possibilità di soccorso nei tempi dovuti. Ma quando sperimentato dal primo a luglio ad oggi rappresenta una valida base per poter affermare che il modello individuato rappresenta oggi la formula più adeguata per questo territorio.
Per dodici ore al giorno (dalle 08,00 alle 20,00) c'è sempre una ambulanza pronta ad intervenire (alternativamente si trova a Badia Tedalda o a Sestino). Ma nelle stesse ore, in caso di richiesta di soccorso  la centrale del 118 sia per codici maggiori (giallo e rosso ) che minori, (verde)  attiva l'ambulanza più vicina anche se non è in servizio (e vedremo che proprio alcuni giorni fa questo meccanismo ha funzionato, probabilmente salvando una vita umana). Così come previsto dall'accordo a suo tempo firmato dal direttore del 118 Massimo Mandò con i presidenti delle due Misericordie Mauro Bartolini e Luciano Crescentini, dietro le indicazioni della centrale che coordina gli interventi, per i codici maggiori l'ospedale di riferimento è quello di Sassocorvaro, nelle Marche (da Sestino meno di mezz'ora di strada, mentre per raggiungere Sansepolcro si va ad oltre  un'ora, neve o ghiaccio permettendo). Per la stessa ragione di distanza, c'è un accordo con la Asl marchigiana per far intervenire, in caso di necessità un medico dell'emergenza territoriale sempre da Sassocorvaro, con una enorme riduzione del tempo di intervento questo solo per i casi di massima emergenza arresto cardio respiratori o paziente non cosciente.
Si tratta comunque, statisticamente, di pochissimi casi all'anno, (intorno a 10-15 codici rossi all'anno).
E come spesso accade, la soluzione migliore nei casi gravi, resta l'elicottero. Il Pegaso utilizza già regolarmente la pista di atterraggio realizzata a Sestino, per la quale sono in corso le pratiche anche per la abilitazione al volo notturno. Solo il maltempo potrebbe a quel punto far scegliere l'ambulanza come mezzo di trasporto.
In definitiva questi primi quattro mesi hanno dato risultati importanti e di grande soddisfazione nella assistenza ai cittadini.

CASO EMBLEMATICO
Dei casi che si potrebbero citare (che comunque sono davvero pochi di una certa gravità), vediamo proprio l'ultimo in termini di tempo.
Domenica pomeriggio, ormai a tarda ora, arriva una chiamata da Sestino per una signora di oltre 90 anni che ha uno scompenso cardiaco. Viene inviata alla sua abitazione l'ambulanza più vicina, anche se questa non era di turno. L'ambulanza con i volontari è arrivata in un minuto, iniziando subito a fornire alla centrale i parametri vitali essenziali.
Nel frattempo la CO 118 invia presso l'abitazione della signora anche il medico della continuità assistenziale,  che insieme ai volontari della Misericordia di Sestino forniscono le prime cure alla paziente
Infine la signora, con le necessarie precauzioni, viene trasportata con l'ambulanza della Misericordia di Sestino, all'ospedale di Sassocorvaro, nei tempi giusti per poterla curare.
Questo dimostra che quando le istituzioni lavorano in tempo di pace alla costruzione di percorsi assistenziali corretti, quando arriva il tempo della guerra sono in grado di dare risposte corrette ai bisogni delle popolazioni. (Saturnonotizie)