A fine mese, un sacerdote aretino, in media si mette in tasca circa mille euro. Questa la cifra al netto che mensilmente viene corrisposta ad un prete "prima nomina". Secondo quanto riportato direttamente da alcuni religiosi aretini, la loro busta paga ammonta - euro più euro meno – a poco più di mille euro mensili. Le variazioni di compenso per preti e religiosi vari, dipendono anche dal numero di abitanti residenti nella propria parrocchia. Ma come si calcola di preciso lo stipendio di un sacerdote? Ciascuno dei 242 preti presenti in altrettante parrocchie del territorio aretino ricevono un compenso mensile dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero, il quale calcola l’ammontare dello stipendio in base a punteggi. Il punteggio di partenza è pari ad 80 (sacerdoti “base” ordinati di fresco). Poi, ci possono essere punti in aggiunta a questi calcolati secondo altre voci: anzianità, oneri d’ufficio, e altro ancora. Fino ad un massimo di 110 punti. Il corrispettivo per ciascun punto è di 12,36 euro. E questo è lo stipendio base, ovvero quello che in teoria spetta a tutti sacerdoti e viene elargito dall'Istituto. Ma a contribuire alla formazione della busta paga possiamo trovare anche le seguenti altre voci: percentuale di offerte che ogni parroco è tenuto a trattenere per se dalla Parrocchia (pari a 0,071 euro per ciascun abitante del proprio territorio di competenza) ed eventuali stipendi derivati da altri uffici (insegnamento della religione, uffici di Curia). Tutte voci che successivamente vengono detratte dall'ammontare corrispettivo previsto dall'Istituto Centrale. Esulano da questo conteggio le cariche massime della chiesa. Secondo una cifra approssimativa, un vescovo può arrivare a prendere sulle 2.000 euro. (Arezzonotizie)
Raccolta funghi, ecco i cambiamenti intervenuti
L’importo da versare dipende dalla residenza anagrafica e dalla durata dell'autorizzazione richiesta
Dal 1° gennaio di quest'anno sono entrate in vigore nuove norme sulla raccolta dei funghi freschi spontanei. L'autorizzazione viene rilasciata dalla Regione Toscana e non più dal Comune di residenza del richiedente ed è valida su tutto il territorio regionale. Tuttavia le precedenti autorizzazioni comunali, acquisite dai residenti in Toscana entro il 31/12/2010, mantengono la loro validità fino alla loro naturale scadenza (6,12,36 mesi dalla data del versamento sui conti correnti comunali). La nuova autorizzazione regionale è costituita da una ricevuta di versamento sul c.c. postale n. 6750946 intestato a Regione Toscana, riportante nella causale "Raccolta funghi". La ricevuta deve indicare le generalità del raccoglitore e va portata con sé al momento della raccolta, insieme a un documento di riconoscimento. L'autorizzazione ha carattere strettamente personale. L'importo da versare dipende dalla residenza anagrafica e dalla durata dell'autorizzazione richiesta. Per i residenti in Toscana raccogliere funghi ha il seguente costo: 13 euro per un'autorizzazione di 6 mesi decorrenti dalla data del versamento; 25 euro per un'autorizzazione di 12 mesi decorrenti dalla data del versamento. Tali importi sono ridotti al 50% per i residenti nei territori montani. La stessa riduzione spetta ai minori, che abbiano compiuto 14 anni e abbiano ottenuto un attestato di frequenza - da esibire con la ricevuta - a un corso di informazione e educazione alla raccolta funghi, organizzato dalla Provincia, dalle Comunità Montane o dai Comuni. Più alti i costi da sostenere per i non residenti in Toscana: 15 euro per un'autorizzazione di 1 giorno; 40 euro per un'autorizzazione di 7 giorni consecutivi. La data o l'indicazione esatta della settimana devono essere obbligatoriamente aggiunte nella causale dopo la dicitura "Raccolta funghi". Il limite di raccolta giornaliero è di 3 kg per persona. Non sono soggetti ad alcun versamento i residenti nel Comune di Montevarchi che intendano raccogliere funghi esclusivamente all'interno del territorio del Comune stesso. Rimane comunque il rispetto del limite di 3 kg il giorno per persona. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito della Regione Toscana o chiamare il numero verde 800.860070. (Saturno Notizie)
Monteviale in difesa del rubinetto della fontanella
Intervista con Antonio Polito, presidente del comitato per la tutela e la valorizzazione di questa località.
Al presidente del Comitato per la Tutela e la Valorizzazione del borgo storico di Monteviale nel Comune di Badia Tedalda, Antonio Polito, abbiamo voluto porre delle domande per capire come mai lui, persona che viene da fuori, precisamente da Roma, è così impegnato nel difendere questo borgo antico, dal momento che qui è venuto per la prima volta circa quarant'anni fa. "E' vero che sono partito in ritardo, ma ho intenzione di recuperare - sono queste le prime parole che Antonio Polito ci dice - in quanto estraneo alla cultura locale, per me è ancora di più gratificante contribuire nel mio piccolo a conservare la storia e la cultura di questa piccolo comunità; sia che si tratti di un cippo votivo, di un forno comune o di una vecchia fontanella. Credo - continua - che una cultura locale è sempre un arricchimento di una cultura più generale; inoltre, il sapere e la conoscenza hanno cittadinanza universale, per cui in quest'ambito nessuno può dirsi forestiero. Monteviale è abitata da gente che viene dalla Romagna, da stranieri, da me stesso che vengo dalla Capitale; ognuno, anche inconsapevolmente, esprime idee e mette in atto comportamenti dettati dalla propria cultura. Il Comune di Badia - precisa Polito - ha fatto sostituire alla cannella della fonte il vecchio rubinetto a flusso continuo ma regolabile, con uno a pressione, creando non pochi disagi alle persone e agli animali per essere abbeverati. E' proprio brutto vedere le vasche della fontanella di Monteviale completamente asciutte: difficilmente, passeranno indenni il prossimo inverno, dal momento che già da ora mostrano segni evidenti di cedimento e un maleodorante olezzo di acqua stagnante". A Monteviale ci sono poche persone e i servizi potrebbero essere in esubero rispetto agli effettivi abitanti? "Se si parla di abitanti normalmente stabili potrei essere d'accordo - spiega il presidente del comitato - ma anche qui il discorso sarebbe più complesso. Se però si parla di gente che frequenta Monteviale per vari interessi, questa è assai numerosa; c'è chi alleva gli animali, chi taglia la legna, chi produce prodotti naturali e chi fa sana agricoltura". Ma il sindaco vi ha dato una risposta? "La risposta che ha dato il sindaco Fabrizio Giovannini potrebbe essere condivisibile, quando dice che tale operazione ha fatto parte di un intervento più generale di riduzione dei consumi nei diversi erogatori pubblici - precisa Antonio Polito - se non fosse che dal serbatoio di Monteviale tracima un flusso consistente di acqua di rifiuto che la società Nuove Acque preferisce versare nei campi causando danni piuttosto che convogliarla nella fontanella a beneficio della comunità e dell'agricoltura. Lo spreco è sempre un danno per la collettività, specialmente quando riguarda una risorsa di prima necessità". E la risposta di Nuove Acque? "Nessuna! Abbiamo inviato un fax con la richiesta di utilizzo del rifiuto, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta - conclude il presidente Polito - evidentemente contiamo poco, ma noi comunque continuiamo a ritenerla doverosa una risposta per sapere cosa fare, al fine di non farci danneggiare i terreni".
Umberto Eco a Sestino. Incontro tra arte, dibattito e pittura
Continuano le iniziative per celebrare i 40 anni di vita della Società di Studi Storici per il Montefeltro, nei cui interessi, fin dall’inizio, è rientrato Sestino: anzi si può dire che proprio tale Società, attraverso la sue varie pubblicazioni, ha riattualizzato e “scoperto” la storia millenaria di Sestino, dall’epoca preistorica a quella “Civiltà contadina”, che rappresenta il displuvio tra “modernità transeunte” e “elaborazione/rielaborazione” dell’antropologia. Martedì 23 agosto l’appuntamento era a Montecerignone, nella straordinaria rocca medievale ma sagomata da Francesco di Giorgio Martini. Un luogo simbolo anche per Sestino, perché fu lì che dal 27 al 30 novembre 1520 furono firmati i trattati tra il card. Ennio Filonardi, Francesco Vettori e Bonifazio di Zanobi per il passaggio di Sestino alla Repubblica Fiorentina. L’esame dei contenuti dell’ultima pubblicazione della rivista “Studi Montefeltrani”, comprende ben tre saggi su Sestino, riguardanti argomenti inediti. Umberto Eco, chiamato a illustrare il volume, dopo aver percorso il travaglio dei confini del Montefeltro ed esaltato la liminarità anzi la “marginalità” come fattore principale della storia, si è soffermato sullo studi di Alessandro Marchi: ”Il Maestro di Sestino e la pittura al tramonto del Medioevo: tra Montefeltro e Massa Trabaria”. “Una storia attraente quella del “Maestro di Sestino”- ha chiosato Umberto Eco- un pittore sconosciuto che ora si scopre aver lavorato moltissimo, con mano sicura. Le numerose opere riscontrate e riportate nel testo sembrano- si potrebbe dire con simpatia - una replica fotografica che lascia una scia dentro e ben oltre il Montefeltro”. Il “Maestro di Sestino” è l’autore dello stendardo della Misericordia di Sestino, studiato tempo addietro sia da Alessandro Marchi, sia da Paola Refice quando tale stendardo in lino, bifacciale , con la Madonna della Misericordia sul davanti e dietro una straordinaria crocifissione, datato 1421, fu restaurato e riportato ai suoi caratteri originali. Dietro la “filologia” di questo quadro sono stati rintracciati vari affreschi e varie opere soprattutto nelle Marche e anche nell’Umbria. Le iniziative della Società di Studi Storici per il Montefeltro continuano. C’è da sperare che Sestino, dopo l’interessamento di tanti studiosi, accolga un appuntamento, magari sotto lo sguardo del “Maestro di Sestino”, nella chiesa che da sempre accoglie il prezioso stendardo. (Arezzo notizie)
Si smarrisce nel bosco sopra Badia Tedalda ma viene ritrovato con l'elicottero
Spiacevole avventura per un uomo che si perde nei boschi di Badia Tedalda. Era il pomeriggio di ieri quando ai vigili del fuoco giunge la segnalazione di una persona smarrita in una zona isolata del Comune di Badia. Immediate sono scattate le ricerche che hanno visto alzarsi in volo anche l'elicottero per osservare dall'alto la zona. Proprio il veicolo in volo ha individuato l'uomo che ha segnalato a terra il punto esatto dove si trovava l'uomo. Qualche ora di paura per la famiglia, ma la disavventura ha avuto un epilogo positivo. (Saturno Notizie)
Badia Tedalda intotola a Don Fiorenzo "la sua piazza"
Quest’anno l’Associazione Palio dei Castelli, l’Amministrazione Comunale di Badia Tedalda, la Parrocchia di S. Michele Arcangelo e la Cittadinanza tutta hanno voluto non solo unirsi, ma fondersi tra di loro per ricordare con un unico pensiero il caro Don Fiorenzo e celebrare con un omaggio indelebile l’anniversario della Sua scomparsa, avvenuta lo scorso 13 luglio 2010.
L’intitolazione a Don Fiorenzo della millenaria piazza abbaziale di Badia Alta, già anticamente denominata Piazza del Castello del Poggio del Gallo del Monte Lardaio - sapientemente restaurata per l’occasione - fu proposta dal Sindaco Fabrizio Giovannini già all’indomani della morte del nostro amato parroco ed è stata fortemente ed unanimemente voluta da tutto il Consiglio Comunale di Badia Tedalda.
L’Associazione Palio dei Castelli, per l’occasione, ha sospeso la propria usanza di rievocare significativi eventi medioevali ed il nuovo Parroco, il francescano Padre Giovanni - successore di Don Fiorenzo - accogliendo l’invito dell’Abate Don Tedalgrado (il più famoso nella serie degli abati benedettini del Monastero di S.Angelo Michele de’Tedaldi e definito nelle antiche cronache come “Vir bonus, prudens, nobilis et potens”) domenica 21 agosto, prima di celebrare la S.Messa Solenne, avrà l’onore di inaugurare e di benedire la millenaria piazza abbaziale, oggi intitolata al caro Don Fiorenzo. “Con i suoi cinquantotto anni di benemerita e ininterrotta missione pastorale, umana e sociale ha garantito alla nostra comunità assistenza spirituale e conforto, diritto allo studio e conservazione del nostro patrimonio artistico e architettonico, è stato promotore del centro anziani e sostenitore del museo dell’alta valmarecchia toscana (di prossima apertura). Per queste e per le tante altre cose che ha fatto e che continuerà a fare in favore della nostra comunità locale, Don Fiorenzo, con la sua opera di vita, è diventato, è oggi, e sarà sempre, il vero simbolo di Badia. Perciò si merita appieno questo Stemma d’Oro del Comune di Badia Tedalda – onoris causa – proprio perché per Badia Tedalda Don Fiorenzo è stato più importante di ogni sindaco, di ogni cittadino onorario”. Questa era la motivazione che scrissi per lo Stemma d’Oro del Comune di Badia Tedalda onoris causa assegnato a Don Fiorenzo nel 2007. Il grande e caro Don Fiorenzo Moretto, nato a Crocetta di Montello (Treviso) il 20 aprile 1915 è stato parroco di Badia Tedalda per 60 anni. Morto in Bada Tedalda (Arezzo) il 13 luglio 2010 è stato inumato in data 15 luglio 2010 presso il cimitero comunale del Capoluogo, davanti alla cappella liturgica, nel punto esatto in cui era solito svolgere le esequie e le orazioni per i suoi defunti. Nella targa marmorea realizzata per l’intitolazione della piazza sono incise le seguenti parole: “Piazza Don Fiorenzo – Grande benefattore e parroco di Badia – 20/04/1915 – 13/07/2010”
Fine settimana più atteso dell’anno per Badia Tedalda con lo svolgimento della XVI edizione del Palio dei Castelli
Alle 16.30 di domenica, benedizione dei cavalieri a cavallo e apertura del Palio dei Castelli con assieme le esibizioni del gruppo “Il Lauro” e della Federazione Balestrieri Sammarinesi
La manifestazione è iniziata già ieri e sale ulteriormente oggi per entrare nel clou domani. Per questa sera sono in programma l’apertura delle antiche locande nel borgo medievale di Badia Alta alle 19.00, con le musiche eseguite dal gruppo “Il Lauro” e la classica fiaccolata liturgica dalla Maestadina alla chiesa monumentale di San Michele Arcangelo, con la benedizione del Palio di San Michele e la degustazione di libagioni e ricette medievali tipiche. Domani mattina alle 10.30, corteo storico in piazza dei Tedaldi e intitolazione della millenaria piazza di Badia Alta a Don Fiorenzo Moretto, lo “storico” e amato parroco del paese deceduto all’età di 95 anni. La Santa Messa solenne delle 11.30 sarà officiata da Padre Giovanni Spadola. Alle 16.30, benedizione dei cavalieri a cavallo e apertura del Palio dei Castelli con assieme le esibizioni del gruppo “Il Lauro” e della Federazione Balestrieri Sammarinesi, con giro d’onore e premiazione alle 16.30 con consegna del Tedaldo d’Oro e del prestigioso piatto bi crociato di Sant’Angelo Michele. Alle 21.30, infine, direttamente dal grande successo di “Zelig …”, l’esilarante spettacolo di Bruce Ketta e lo spettacolo musicale dei Jelly Rolls (tributo ai Nomadi). Intanto, L'associazione Pro Loco di Badia Tedalda compie 40 anni di vita con progetti qualificanti nel settore della accoglienza e nelle infrastrutture turistiche e culturali. Entro ottobre di questo anno vi sarà il rinnovo del consiglio direttivo e, in quella occasione, verrà stilato il bilancio del lavoro effettuato nell'ultimo triennio, ma la Pro Loco rende già noto che si tratta di una incredibile sarabanda di attività che comprendono l'informazione, l'escursionismo, la riqualificazione di edifici rurali, la creazione di eventi, la realizzazione di mostre ed anche, tra l'altro, l'accoglienza di turisti ed il soccorso di questi creandogli sussidi adatti alla prosecuzione del loro cammino. (Saturno Notizie)
Valtiberina e Casentino le vallate della Provincia di Arezzo più "fresche".
Finora l'avevamo scampata (soprattutto di luglio) ma da ieri, e per almeno un'altra settimana, si potrà tranquillamente parlare di estate torrida. Si chiama 'alta pressione subtropicale di matrice oceanica', nomignolo sinistro che nasconde sole, sole e ancora sole. A picco, senza un attimo di tregua, con i termometri che vedono schizzare la colonnina di mercurio a pochi passi dalla soglia dei 40°.
L'anticiclone africano torna quindi ad impossessarsi del palcoscenico meteorologico aretino, proprio al giro di boa dell'estate, sfoderando un sahariano colpo di coda. L'aria rovente dovrebbe raggiungere la sua massima espressione tra oggi e domenica. Canicola bella e buona, quindi. E se fuori tempo massimo è praticamente arrivata l'estate, Arezzo e gran parte della sua provincia, stanno facendo la parte del leone. Anche ieri infatti la città è stata 'eletta' come la più calda d'Italia: 35° e tutti a friggere.
Secondo il bollettino della Protezione Civile, tra oggi e il weekend, Arezzo, la Valdichiana e gran parte del Valdarno si raggiungerà il 'livello 2', cioè 'temperature elevate e condizioni meteo che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio. E non sono previsti gli acquazzoni e i bruschi cali di temperatura che generalmente caratterizzano la seconda metà d'agosto. Si rischia, in altre parole, di vivere la fase di più calda dell'estate 2011. La massima prevista per Arezzo, Civitella e Monte San Savino si aggirerà sui 33° con la bellezza di 13 ore di disagio da caldo. Il picco dovrebbe arrivare tra Capolona, Castiglion Fibocchi, Subbiano ma anche Bucine, Cavriglia, Montevarchi, San Giovanni e Terranuova Bracciolini dove si taglierà il traguardo della fatidica soglia dei 35°. L'invito, per tutti (soprattutto bimbi e anziani), è quello di limitare al massimo le attività all'aperto fin da oggi.
Chi vuol tornare a 'respirare', però, potrà raggiungere la Valtiberina, Casentino e Pratomagno. Da Sansepolcro ad Anghiari, passando da Badia Tedalda e da Caprese Michelangelo, senza dimenticare Poppi, Pratovecchio, Chitignano e Chiusi della Verna i venti caldi che spirano da sud si «scontreranno» con le colline e le fronde degli alberi, «foriere» di fresco: qui il mercurio sfiorerà appena i 33°, almeno si spera.
Nonostante il gran caldo, però, il pronto soccorso del San Donato non ha avuto particolari problemi a gestire qualche lieve malore (soprattutto anziani) dovuto alla disidratazione. "Abbiamo mantenuto tutti i servizi essenziali — ha detto Lucia De Robertis, assessore comunale alle politiche sociali —. Nonostante il periodo di ferie non possiamo abbassare la guardia: le nostre case di accoglienza sono aperte e stiamo presidiando il territorio per essere pronti per qualsiasi evenienza. Anche quella del gran caldo". Stesso discorso per la Casa Pia, il 'ricovero' per anziani che si trova in città: per cercare di regalare un po' di refrigerio, gli addetti hanno deciso che pranzi e cene dei nonni vengano consumati nel coro della Chiassa. Ma non solo. C'è anche chi ha deciso di dare una spallata all'afa, come il parroco don Silvano della parrocchia di San Marco: messe al dopo cena e aria condizionata a tutto gas. Aspettando che passi, magari guardando il cielo in attesa di qualche goccia di pioggia. (Saturno notizie )
Rave Party al Sasso di Simone, è polemica
Il consigliere comunale di Sestino denuncia: "Quel meeting notturno ferisce la Riserva"
"Sapevamo che la riserva naturale del Sasso di Simone e l'attiguo parco marchigiano omonimo, erano considerati e censiti come aree di estrema importanza naturalistica, faunistica e ornitologica, spiega il consigliere comunale Giancarlo Renzi. Sapevamo che erano considerati e classificati tra i "parchi delle stelle" in Italia, nonché tra i paesaggi caratteristici della Regione Toscana. Oggi dobbiamo aggiungere - con disappunto - che tali "Riserva/Parco regionale" sono anche il luogo del "Rave party" selvaggio. La notte del 13 agosto scorso infatti, è stato celebrato il primo "Rave party" del Sasso di Simone. Nessuna autorizzazione per l'evento, nessuna autorizzazione per entrare dove occorrono per l'accesso dei mezzi meccanici e per gli stessi proprietari degli animali che pascolano allo stato brado apposita delibera provinciale. Un folto gruppo di amanti - continua Renzi - della "musica di genere" si sono dati appuntamento da varie località toscane, marchigiane e romagnole. La musica ha imperversato lungamente nella notte, diffondendosi lungo le vallate contigue. Si può sottolineare che ciò ha destato scandalo in quei turisti veri che pensavano di trovare un luogo di silenzi notturni, di musiche magari modulate dal fruscio del vento, di sentire l'ululato dei lupi e lo svolazzare di uccelli notturni, sotto il cielo del "parco delle stelle". E' intuibile facilmente che un'area naturalmente delicata e con rare specie di animali, che stanno popolando quassù le ultime oasi di sopravvivenza non ha bisogno certamente di un "Rave Party" e il crescente turismo ha bisogno di ben altri eventi. Crediamo che ci siano varie cose da rivedere. Intanto una vigilanza attenta su tutti i fronti - spiega il consigliere sestinese - una continua programmazione e riflessione sull'importanza e sulla valorizzazione di questo patrimonio naturalistico, ma ciò è difficile quando si deve considerare, ad esempio, che la Comunità della Riserva non è stata mai convocata dall'attuale amministrazione comunale di Sestino che attualmente la presiede. Inoltre, sono state fatte cadere le proposte per un parco interregionale Toscana-Marche-Romagna, che è la logica conseguenza per custodire e valorizzare un patrimonio comune alle tre realtà istituzionali. La disattenzione locale è evidente anche dalla completa assenza di Sestino e delle varie Associazioni del settore per fare "sistema" - conclude Giancarlo Renzi - con Provincia di Arezzo e Parco Regionale di Carpegna per il calendario degli eventi, per sostenere quello che è il principale attrattore turistico sestinate, in attesa che anche la cultura torni ad essere visibile e visitabile. ( Saturno Notizie ).
La Marecchiese e la provinciale dello Spino, vera e propria passione per i motociclisti
La Marecchiese e la provinciale dello Spino, vera e propria passione per i motociclisti
La notizia è contenuta nel magazine Omnimoto, che considera le due strade fra le più belle d'Italia.
La Marecchiese lungo le rampe del valico di Viamaggio (nella foto) e la provinciale dello Spino sono considerate fra le strade più belle d'Italia dagli appassionati della moto. E' quanto si legge nel magazine Omnimoto a proposito dei percorsi dell'Appennino: "Tra i passi più conosciuti dai motociclisti del centro Italia c'è sicuramente Viamaggio, una bellissima strada che unisce Toscana ed Emilia Romagna, da Arezzo a Rimini. Il percorso è ricchissimo di curve e la sua parte migliore è quella che va da Sansepolcro a Badia Tedalda" e poi ancora "un itinerario di quelli "impegnativi" è lo Spino. Consigliamo di raggiungere Pieve Santo Stefano o scendendo da Viamaggio in direzione Castelnuovo o dalla E45 Orte-Ravenna. Da Pieve Santo Stefano salite verso Chiusi della Verna perla SP208. Questa strada è teatro di una famosissima cronoscalata, quindi l'asfalto viene rifatto di frequente ed è in perfetto stato. Dopo un primo tratto stretto, la strada si allarga con curve che possono portare ad andature decisamente sopra le righe ... Ci raccomandiamo di non esagerare...". Anche perché i controlli da parte del Corpo Forestale dello Stato non mancano. (Saturno notizie)
Nicoletta Spinelli: a Badia Tedalda omaggia la foresta
Presso Il Centro Visite di Badia Tedalda ha luogo la personale della pittrice ravennate Nicoletta Spinelli, denominata "OMAGGIO ALLA FORESTA". Il prossimo 19 alle ore 18,30 l'Artista incontrerà il suo pubblico in concomitanza con le celebrazioni per il celebre Palio dei Castelli. La Pro Loco di Badia Tedalda offre un altro importante appuntamento d'arte a tutti i turisti e visitatori. La Spinelli ha anche in corso una mostra presso lo Stabilimento Nardi, a Selci Lama in Viale Europa, denominata ENO-ARTE.
Nicoletta Spinelli ha già esposto mostre personali a Sansepolcro nella sala esposizioni di Palazzo Pretorio, dal 24 Aprile al 2 Maggio 2010, e nello Show Room del Consorzio Terra della Valtiberina, dal 26 Febbraio al 13 Marzo scorsi: l'artista è nata a Ravenna nel 1967, è diplomata al Liceo Artistico, frequenta il DAMS, e ha anche, in Valtiberina, esposto in collettive della Compagnia Artisti sia a Pieve Santo Stefano che a Sansepolcro rispettivamente nei mesi di Dicembre e di Maggio scorsi. Tra le mostre di pittura del passato è da ricordare la sezione "Dipinti", assieme alla pittrice Sara Lovari, nell'ambito della collettiva del 2007 presso la Foresteria del Monastero di Camaldoli.
I soggetti sono alberi e soprattutto foreste. Le "sculture viventi" sono un omaggio alla natura e alla sua forza. Accanto agli alberi c'è anche l'acqua con la sua vorticosa potenza; questa è rappresentata nella sua più energica condizione di movimento. La Spinelli delinea le cascate e alberi con maestria e con una tecnica che senza dubbio è sinonimo di maturità artistica. L'autrice dipinge il ricordo commosso di quando bambina veniva portata nelle più fresche foreste Casentinesi, con perita conoscenza dei luoghi. Sembra, guardando attentamente, di trovarsi immersi nei panorami della Valtiberina più verde come potrebbe essere quella relativa ai boschi dell'Alpe della Luna. In questo senso è un viaggio dell'anima. La sensazione è che ci troviamo di fronte ad un immaginario bosco ideale. Le situazioni, mantenendo sempre l'iniziale fresca intuizione, si arricchiscono di acque e di altri sussidi che coronano il corredo di quel panorama ideale che va delineandosi. La pennellata decisa contrassegnata, specialmente nella produzione più attuale, da una graffiante gamma cromatica, fa' apparire i quadri come visioni oniriche. Ci si trova, a volte, di fronte alle avvisaglie di una rivoluzione che potrebbe lasciare intravedere una evoluzione astratta. L'incontro con Badia Tedalda e con il Centro Visite, curato con nobile e sapiente spirito dalla Pro Loco di Badia Tedalda, è un connubio elegante e pertinente. "I boschi della Spinelli - ha affermato Michele Foni Responsabile della Compagnia Artisti e vivificatore di eventi culturali in Valtiberina - dovevano essere ospitati dalla Pro Loco di Badia Tedalda; la Pittrice e l'ente montano si occupano infatti entrambi, con intelligenza e talento, di promuovere e mettere sotto la loro migliore luce quei territori montani che sono sempre più spesso considerati, a ragione, patrimonio dell'Umanità".
Alle ore 18,30 del 19 Agosto visitatori e turisti potranno incontrare l'autrice e, con lei, ammirare i quadri simbolo di una risorsa naturale in costante crescita nella considerazione e nel sentimento della gente.
Nicoletta Spinelli ha già esposto mostre personali a Sansepolcro nella sala esposizioni di Palazzo Pretorio, dal 24 Aprile al 2 Maggio 2010, e nello Show Room del Consorzio Terra della Valtiberina, dal 26 Febbraio al 13 Marzo scorsi: l'artista è nata a Ravenna nel 1967, è diplomata al Liceo Artistico, frequenta il DAMS, e ha anche, in Valtiberina, esposto in collettive della Compagnia Artisti sia a Pieve Santo Stefano che a Sansepolcro rispettivamente nei mesi di Dicembre e di Maggio scorsi. Tra le mostre di pittura del passato è da ricordare la sezione "Dipinti", assieme alla pittrice Sara Lovari, nell'ambito della collettiva del 2007 presso la Foresteria del Monastero di Camaldoli.
I soggetti sono alberi e soprattutto foreste. Le "sculture viventi" sono un omaggio alla natura e alla sua forza. Accanto agli alberi c'è anche l'acqua con la sua vorticosa potenza; questa è rappresentata nella sua più energica condizione di movimento. La Spinelli delinea le cascate e alberi con maestria e con una tecnica che senza dubbio è sinonimo di maturità artistica. L'autrice dipinge il ricordo commosso di quando bambina veniva portata nelle più fresche foreste Casentinesi, con perita conoscenza dei luoghi. Sembra, guardando attentamente, di trovarsi immersi nei panorami della Valtiberina più verde come potrebbe essere quella relativa ai boschi dell'Alpe della Luna. In questo senso è un viaggio dell'anima. La sensazione è che ci troviamo di fronte ad un immaginario bosco ideale. Le situazioni, mantenendo sempre l'iniziale fresca intuizione, si arricchiscono di acque e di altri sussidi che coronano il corredo di quel panorama ideale che va delineandosi. La pennellata decisa contrassegnata, specialmente nella produzione più attuale, da una graffiante gamma cromatica, fa' apparire i quadri come visioni oniriche. Ci si trova, a volte, di fronte alle avvisaglie di una rivoluzione che potrebbe lasciare intravedere una evoluzione astratta. L'incontro con Badia Tedalda e con il Centro Visite, curato con nobile e sapiente spirito dalla Pro Loco di Badia Tedalda, è un connubio elegante e pertinente. "I boschi della Spinelli - ha affermato Michele Foni Responsabile della Compagnia Artisti e vivificatore di eventi culturali in Valtiberina - dovevano essere ospitati dalla Pro Loco di Badia Tedalda; la Pittrice e l'ente montano si occupano infatti entrambi, con intelligenza e talento, di promuovere e mettere sotto la loro migliore luce quei territori montani che sono sempre più spesso considerati, a ragione, patrimonio dell'Umanità".
Alle ore 18,30 del 19 Agosto visitatori e turisti potranno incontrare l'autrice e, con lei, ammirare i quadri simbolo di una risorsa naturale in costante crescita nella considerazione e nel sentimento della gente.
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Palio dei Castelli della Badia Tedalda
Programma della Manifestazione
19 - 20 - 21 Agosto 2011
Venerdì 19 Agosto
Ore 15:00 Prove ufficiali di qualifica per la selezione dei dieci valenti Cavalieri che disputeranno il torneo equestre della lancia e dell’anello della Domenica.
Ore 20:00 Banchetto Abbaziale nel Borgo antico della Badia Alta riservato ai soli Cavalieri, Sindaci e Dame
Ore 22:00 Svolgimento della Tratta per l’Ingaggio, vestizione dei Cavalieri e sorteggio del loro ordine di partenza…con dolcetti e vino gratis per tutti !
Sabato 20 Agosto
Ore 16.00 Prove libere dei dieci Cavalieri ad infilzar gli anelli.
Ore 19.00 Apertura di antiche locande nel Borgo medievale di Badia Alta con musiche eseguite dal Gruppo "I Lauro".
Ore 21.00 Classica Fiaccolata Liturgica dalla Maestadina alla Chiesa Monumentale di S. Michele Arcangelo. Degustazione di deliziose libagioni e tipiche ricette medievali dell’Alta Val Marecchia presso Le Antiche Locande dette “Del Pozzo”, e “Del Porco” .
Domenica 21 Agosto
Ore 10.30 Corteo storico in Piazza dei Tedaldi, incontro col drappello detentore di San Paterniano e riconsegna del Palio: salita al Castello. Intitolazione a Don Fiorenzo Moretto della millenaria piazza abbaziale di Badia Alta, già anticamente denominata Piazza Castello del Poggio del Gallo del Monte Lardaio, sapientemente restaurata per l'occasione.
Ore 11,30 S.Messa Solenne officiata da Padre Giovanni Spadola.
Ore 12,30 Apertura stands gastronomici.
Ore 16.30 Benedizione dei Cavalieri a cavallo”
Apertura del Palio dei Castelli: tipico torneo equestre della lancia e dell'anello disputato nel campo di gara "Della Valla". A seguire esibizione del gruppo "I Lauro" e del Gruppo Sbandieratori, Musici e Figuranti della Federazione Balestrieri Sammarinesi..
Ore 18.30 Giro d’Onore e Premiazione nella Piazza dei Tedaldi: consegna del Tedaldo d’Oro e del Piatto Bicrociato d’Argento al Cavaliere vincitore del XVI Palio dei Castelli, edizione 2011.
Ore 21.30 Direttamente dal grande successo di ZELIG’ l’esilarante spettacolo di
"Bruce Ketta"
.
( In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà presso la struttura comunale polivalente di Badia Tedalda). A seguire spettacolo musicale dei JELLY ROLLS...........tributo a i NOMADI !!!.
Durante tutta la giornata funzioneranno stands gastronomici.
Associazione Palio dei Castelli della Badia Tedalda
Piazza L . Bonafede 52032 Badia Tedalda (AR)
info-tel: 328.7378245 333.3571326
fax 0575 - .714135
www.paliodeicastelli.net info@paliodeicastelli.net
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Cade con la bici in un fosso: trasferito con il Pegaso a Siena
Domenica rovinata per un giovane straniero, ieri pomeriggio, nei pressi della cascata vicino al ponticello
Brutta avventura per un giovane di nazionalità straniera che, mentre era in sella alla bicicletta, è caduto in un fosso e adesso si trova ricoverato all'ospedale Le Scotte di Siena. Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio di ieri a Badia Tedalda, nei pressi della caratteristica cascata che si trova vicino al ponticello. Molto probabilmente è stata una distrazione, o un ostacolo improvviso, a tradirlo. Fatto sta che è servito anche l'intervento del Pegaso (nella foto) che lo ha trasportato a Siena.
(tratto dal Corriere di Arezzo)
Costituito a Badia Tedalda il comitato Monteviale
Costituito a Badia Tedalda il comitato per la tutela e la valorizzazione del borgo storico di Monteviale
Promotore dell'iniziativa è il signor Antonio Polito da anni proprietario di un'abitazione del posto
"Sarebbe davvero imperdonabile che la generazione moderna non si occupasse del piccolo borgo di Monteviale e farsi carico della cura di un patrimonio - spiega il presidente del comitato - ben più grande della piccola comunità che abita questa località. Adesso del caso si deve occupare la generazione di ritorno - continua Polito - quella dei cinquantenni e i sessantenni, nati qui a Monteviale e che qui ritornano appena possono per venire a fare, come dicono loro, una "riserva di aria natia". Sono quelle persone che alla fine degli anni cinquanta o i primi anni sessanta si sono dovuti trasferire con i genitori lontano dalla terra natia con la speranza di una vita migliore. Oggi quei ragazzi e ragazze - precisa il presidente - in alcuni casi anche nonni e nonne, quando si incontrano è un piacere sentirli raccontare i ricordi del passato, le feste che si facevano in paese, o evocando le gesta della loro adolescenza. Per quale motivo dobbiamo perdere queste tradizioni che per decenni hanno animato questa località? Perché la politica si dimentica di questi piccoli borghi? Sono passati gli anni, ma il legame con questi luoghi non è mai scemato, anzi ti suggerisce molto più, praticamente di fare qualcosa perché questi patrimoni non vengano abbandonati, che ritornino come un tempo a pulsare di vita, che le case non degradino più di quanto il tempo non le ha già danneggiate. Un impegno che è anche un dovere morale verso quelle generazione di uomini e donne che queste case hanno costruito con la sola forza delle mani, dapprima togliendo i sassi dai campi e poi a impastare terra cruda per fare mura robuste e belle testate d'angolo. Un piccolo borgo ubicato alle pendici del monte che domina il Comune di Badia Tedalda - continua - abbandonato a se stesso senza che nessuno faccia niente per salvaguardarlo. Ogni giorno è una continua "Via Crucis" di persone che vogliono gustare questo magnifico paesaggio: gente in mountain-bike, a cavallo, a piedi che percorrono i sentieri che conducono all'Alpe della Luna. Fontane che sgorgano acqua limpida potabile migliore di quella in bottiglia, questo borgo non può e non deve essere dimenticato e lasciato al degrado più totale. Tante idee, tanti progetti che però non hanno portato a nulla ma, se le buone idee - come dice qualcuno - hanno bisogno di buone azioni per concretizzarsi, si può ritenere che un primo passo è stato fatto con la fondazione di un comitato locale. Ora possiamo parlare con più forza - conclude Antonio Polito, presidente del comitato - presso le autorità locali, in primiss il sindaco Giovannini e la sua giunta, per l'ottenimento di aiuti, migliorie e collaborazioni per le iniziative più varie organizzate dal comitato. Monteviale è storia e non va abbandonato!".
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