Le pagele degli amministratori dei Comuni della Valtiberina

Interessati i Comuni di Anghiari, Badia Tedalda, Caprese Michelangelo, Monterchi, Pieve Santo Stefano e Sestino


COMUNE DI ANGHIARI
Riccardo LA FERLA 6 – L'avvocato ha un compito difficile: quello di non fare rimpiangere agli anghiaresi Danilo Bianchi, che molto ha inciso nel contesto locale. Ha buona esperienza e questo lo aiuta sicuramente, mentre il carattere è un po' introverso. I problemi da affrontare nell'immediato sono quelli di bilancio.
Sandro ATTALA 6 – L'esperienza non gli manca, il carattere è particolare, il modo di fare politica è un po' antiquato; per il resto, la voglia di fare sembra buona. Se qualcuno non lo avesse ancora capito, prima di decidere bisogna passare da lui.
Sandro DINI 6 – L'opposizione di Anghiari sembra finalmente aver ritrovato una persona che sa il fatto suo. Partito in sordina e con molto scetticismo, ha dimostrato di sapere quello che vuole e di portare avanti una opposizione costruttiva.

Comune di BADIA TEDALDA
Fabrizio GIOVANNINI 6 – La sufficienza ancora una volta è strappata con i denti, in quanto molti cittadini si lamentano di una certa immobilità dell'amministrazione. Qualcuno gli imputa di essere permaloso e di covare rancori: per chi sta in politica non è certo una dote.
Alberto SANTUCCI 5 – Politico da sempre, paga forse le polemiche relative all'ultimo periodo in Comunità Montana, che hanno coinciso con le sue dimissioni, da pochi capite. Dopo dieci anni da sindaco, fare ora il vice gli ha tarpato le ali?
Ivano SENSI 5 – Parole tante fatti pochi: questo il giudizio dei badiali. Una opposizione costruttiva farebbe bene anche a chi è in maggioranza. Comprendiamo benissimo che fare la guerra in una realtà piccola non giova a nessuno, ma occorre più determinazione.

Comune di CAPRESE MICHELANGELO
Filippo BETTI 5 – I cittadini hanno perso un po' di fiducia: va bene la giovane età, va bene che vi siano poche risorse economiche, ma in questi anni a Caprese è cambiato ben poco e gli abitanti - gente dura con il callo alle mani - sono abituati a parlare con i fatti.
Gabrio DONNINI 5 – Anche per lui c'è delusione per il suo operato: i capresani chiedono con forza che vengano risolti i vari problemi esistenti nel paese natale di Michelangelo.
Quinto ROMOLINI 5 – Ma l'opposizione dove è finita? Questo è il ritornello che si ripetono in Caprese. Proprio in questo numero del periodico, non gliele ha mandate a dire al buon Betti: è il classico caso in cui un'opposizione robusta potrebbe giovare anche alla maggioranza.

Comune di MONTERCHI
Massimo BONCOMPAGNI 5 – Uomo chiuso e poco aperto ai compromessi, avrebbe bisogno in alcuni casi di essere più elastico. Monterchi ha bisogno di ripartire ma i progetti dove sono? Se non ci fossero le associazioni sarebbe buio pesto.
Alfredo ROMANELLI 5 – Il giudizio su di lui è identico a quello espresso per il sindaco. Anche perché da una parte è bello constatare il "tutti per uno, uno per tutti!", dall'altra però anche i difetti rischiano di amplificarsi. 
Lina GUADAGNI 6 – Persona attiva e dinamica, svolge il ruolo di opposizione in maniera costruttiva, non mancando mai di pungolare la maggioranza.
Luigino SARTI 5 – Politico di lungo corso, ancora in molti si domandano cosa ci faccia sui banchi del'opposizione, troppo stretti per un politico "scafato" come lui. La sua vita politica monterchiese è ad un bivio: o si impegna o torna al Borgo.

Comune di PIEVE SANTO STEFANO
Albano BRAGAGNI 6 – L'imprenditore pievano porta avanti le sue idee con determinazione (troppa?) e le polemiche non lo spaventano. I cittadini gli chiedono un rilancio dell'economia locale, soprattutto quella commerciale.
Claudio MARCELLI 6 – Fedele braccio destro del sindaco, uomo dotato di un carattere deciso ed autoritario, ama lo scontro politico: anzi, quando i toni si alzano lui si esalta, ma per molti spesso esagera. Le idee sono chiare, qualche fatto in più non guasterebbe.
Andrea FRANCESCHETTI 6 – Come il vicesindaco Marcelli, non si sottrae allo scontro politico: da molti è definito uno dei pezzi migliori del Pd della Valtiberina. Il background culturale è il suo "piatto forte", per cui in sede di contradditorio con lui bisogna raccontarla giusta!

Comune di SESTINO
Elbo DONATI 6 – Sufficienza strappata in extremis: per una fascia di cittadini sono state tradite alcune aspettative. Carattere riservato, deve ridare slancio alla sua amministrazione.
Walter SANTI 5 – Non ha manifestato segni di miglioramento in questo anno e i cittadini lo rimandano ancora. Già, però non si può continuare a tenere un atteggiamento da eterni rimandati.
Giancarlo RENZI 5 – Partito forte, al suo rientro si è appannato strada facendo: in molti si chiedono se ancora manifesta interesse verso la politica, lui che in sala consiliare ha davvero ricoperto tutti i ruoli.
(Saturno Notizie)

Un anno fa il distacco parziale del muro di sfioro della diga di Montedoglio con la notte di grande paura per la Valtiberina

L'allarme scattò intorno alle 21.00. Il punto della situazione a distanza di 12 mesi esatti

E' passato un anno esatto dalla notte di grande paura che la diga di Montedoglio fece trascorrere alle popolazioni della Valtiberina. Erano circa le 21.00 di quel memorabile mercoledì 29 dicembre, una classica serata invernale nella quale tutti erano già proiettati verso il grande cenone di fine anno quando scattò l'allarme: "Scappate, la diga di Montedoglio sta crollando!". In un attimo la notizia si diffonde in tutta la vallata, la popolazione delle zone altimetricamente più basse e quindi più a rischio di inondazione viene obbligata a uscire dalle proprie abitazioni per rifugiarsi nelle zone collinari; su tutti, gli abitanti delle frazioni di Viaio e Santa Fiora. Una notte da incubo: protezione civile mobilitata a livello nazionale, ma ancora nessuno sapeva di preciso cosa fosse realmente successo. E' l'una di notte, questo è il momento di maggior pericolo, tutta la popolazione della vallata è sveglia. Si pensa al peggio, altre parti del muro di contenimento potrebbero cedere con conseguenze catastrofiche. Il tempo trascorre ma il flusso dell'acqua non cala, l'esondazione è sempre più vicina: solamente poco dopo le 8 della mattina cala la paura, il livello dell'acqua nella diga è sceso di 4 metri e la fuoriuscita si è abbassata a circa 240 metri cubi al secondo dei 600 iniziali. Il fiume Tevere registra esondazioni soprattutto nella parte umbra. Solamente alle 16.00 del pomeriggio arriva la comunicazione da parte della Prefettura e della Provincia di Arezzo che lo stato di emergenza è terminato. Passano giorni e la popolazione vuole conoscere la verità, vuole vedere con i propri occhi quella tragedia sfiorata per un soffio. Il Procuratore Capo della Repubblica di Arezzo, il dottor Carlo Maria Scipio, nel mese di febbraio formò ufficialmente un gruppo di esperti per effettuare un'accurata perizia sull'invaso. I cinque professionisti rappresentavano i vari settori di competenza, da quello geologico per giungere a quello idraulico. La commissione di esperti ha lavorato per oltre otto mesi al fine di risalire alle cause del disastro di Montedoglio, prelevando anche dei campioni di materiale sul posto. Il 3 novembre scorso, in una conferenza stampa, il Procuratore di Arezzo - coadiuvato nell'indagine dal pm Roberto Rossi – ha spiegato la verità su quello che è accaduto: "La diga di Montedoglio è crollata perché è stata costruita con materiali scadenti". La relazione finale dei tecnici incaricati mette in evidenza lo stato di deterioramento del cemento armato usato per la costruzione dell'invaso. Al momento attuale, l'accusa per "disastro colposo" resta contro ignoti, anche se gli inquirenti stanno cercando di risalire alle ditte che negli anni '70 hanno costruito l'invaso e ai loro amministratori; alcuni di essi, però, sono deceduti. Per farla semplice, gli abitanti della Valtiberina per anni hanno vissuto con un pericolo sopra la testa. Non va dimenticato che il giorno in cui il muro crollò, la diga di Montedoglio era interessata dall'ultimo collaudo di sicurezza e il livello dell'acqua era arrivato al massimo dei 394 metri previsti sul livello del mare, pari a una portata di circa 150 milioni di metri cubi, ma nessuno era stato informato di questo collaudo. Come tutti sappiamo, l'Ente Irriguo Umbro Toscano era il gestore dell'invaso che, con lo scorso mese di novembre, ha cessato l'attività trasformandosi in Ente Acque Umbre Toscane. Tre soli rappresentanti nel cda dell'Ente: uno per il Ministero delle Politiche Agricole, uno per la Regione Umbria e un altro per la Toscana. La Valtiberina a gran voce chiede che il posto riservato al membro toscano venga assegnato a un suo rappresentante, poiché zona che ospita la diga di Montedoglio; se ciò non avvenisse – si sostiene da più parti - sarebbe un grave "sgarbo" alla politica del territorio che in questo momento è chiamata alla massima compattezza senza distinzione di colorazioni politiche. I cittadini chiedono con insistenza quando i lavori di ripristino del muro saranno eseguiti e il futuro di questo invaso. Insomma, sta di fatto che è passato un anno esatto da quel crollo e a livello pratico abbiamo solo un risultato della perizia, peraltro quello che nessuno voleva sentirsi dire; restano infine ancora i segni che la furia dell'acqua ha lasciato nel suo percorso: fusti enormi sul greto del Tevere da rimuovere quanto prima per evitare altre disgrazie. (Saturno Notizie)

Al via la prima edizione del "Pennabilli Django Festival"

“Il jazz è americano, ma la musica non ha patria. E il jazz è musica. Noi suoniamo un tipo di jazz che è in stretti rapporti con la cultura europea, ma è sempre jazz. Perchè il jazz ha regole espressive da cui non si può derogare” D. Reinhardt
Risuonano nell’aria insieme ad arpeggi e cromatismi le parole di Django Reinhardt, il chitarrista belga di origini zingare che negli anni trenta ha reso possibile l'unione tra l'antica tradizione musicale zingara del ceppo dei Manouches e il jazz americano. All'ideatore e massimo esponente di gipsy jazz è dedicato infatti il Pennabilli DJANGO Festival che inaugura mercoledì 28 dicembre 2011 la sua prima edizione, coinvolgendo il Teatro Vittoria e i locali del centro storico.

Il Festival Internazionale di Musica Jazz Manouche nasce da un’idea di Enrico Partisani, direttore artistico del Festival “Artisti in Piazza”, e dal musicista olandese Tolga During, che da sempre nutrono una forte passione per questo genere musicale. Da tempo nel capoluogo si pensava di riempire le fredde giornate tra Natale e Capodanno, e questo festival è l’occasione per riscaldare gli animi con la coinvolgente atmosfera del jazz manouche per tre giorni interi, dal 28 al 30 dicembre.
In questi giorni i locali del borgo medievale si trasformeranno in esclusivi jazz club - l’insegna Hot Club campeggia sull’uscio- dove musicisti di fama internazionale si susseguiranno tra concerti e jam session. Il Teatro Vittoria poi, costruito negli anni ’20, con la sua aria retrò farà da perfetta cornice a concerti e workshop.
15 eventi, 9 concerti, 4 workshop, seminari e una mostra collaterale, renderanno Pennabilli capitale del jazz Manouche per i prossimi tre giorni.
Il primo concerto sarà mercoledì 28 alle 18:30 presso il Bar Roma, dove il jazz del gruppo “A La Santè De Django” riscalderà l’atmosfera; amici di Pennabilli da tempo, Dario Napoli (chitarra), Nicola Menci (chitarra) e Nicola Ferri (contrabbasso) propongono una formazione che con il jazz manouche ricreerà le atmosfere tipiche delle carovane degli zingari alsaziani.
A seguire alle ore 21:15 la compagnia “Trans Europe Trio” inebrierà il Teatro Vittoria con uno scoppiettante aroma internazionale. Nato dall’incontro di tre musicisti molto differenti tra loro per provenienza, stile e formazione, il gruppo è coodiretto da Marco Tamburini e dal chitarrista franco-gitano Christian Escoudé, autentica star del gypsy jazz, legato al trombettista emiliano da un sodalizio ormai pluriennale. Completa la formazione il contrabbassista Glauco Benedetti  affermato da diversi anni anche sulla scena europea.
Alle 23:30 la serata proseguirà nell’Hot Club Roma per una jam session che vedrà  protagonisti il gruppo “A La Santè De Django” il quale accompagnerà il pubblico in un piacevole viaggio tra i suoni e la musica di Django Reinhartd.
Per il programma completo e info: http://www.pennabillidjangofestival.com

"Non bombardate Sansepolcro", ritrovato il diaro dell'ufficiale che salvò la "Resurrezione"

Un capitolo significativo della storia di Sansepolcro, oggi sul Corriere della Sera. A pagina 29 dell'edizione odierna del noto quotidiano milanese è stato ricordato il nobile gesto del capitano Anthony Clarke, comandante dell'esercito inglese che nel 1944 risparmiò la città Pierfrancescana da un atroce bombardamento che gli era stato ordinato dai suoi superiori ai danni dei militari tedeschi in ritirata nelle mura del Centro Storico. Uomo di vasta cultura e amante dell'arte, Clarke era a conoscenza del patrimonio culturale che Piero della Francesca aveva lasciato nella sua città natale, tanto che in uno dei suoi libri preferiti era contenuto un particolare passaggio che descriveva la "Resurrezione", da sempre unico e autentico simbolo di Sansepolcro, come il dipinto più bello del mondo. Il militare non se la sentì di far bombardare il luogo in cui era custodito un simile patrimonio artistico, così decise di mentire ai suoi superiori, comunicando al quartier generale la completa assenza di soldati nemici e di obiettivi sensibili. L'argomento è stato nuovamente trattato dal Corriere poichè il giornalista Tim Butcher della Bbc ha ritrovato note e appunti del capitano Clarke, scomparso nel 1980, nei quali si rievoca anche il volo su Sansepolcro e la disobbedienza del giovane ufficiale alla quale l'intera città, ma anche gli amanti dell'arte, devono essere grati. Ad Anthony Clarke è oggi intitolata una strada nella zona residenziale di San Paolo, e in occasione del Millenario della cittadina biturgense il sindaco Daniela Frullani vuole invitare i suoi parenti in città, tentando di piazzare, se possibile, gli appunti ritrovati da Butcher. (Arezzo Notizie)

Pro Loco di Sestino: nel turismo un motore di ricerca

"Un progetto sbocciato da poco, ma già fiore all’occhiello di questa associazione, è il parco di Ranco Spinoso"
La Pro Loco di Sestino è giovane e nata di recente - spiega la presidente dell'associazione turistica, Sandra Fabbretti - forte dell'importante e coesa collaborazione fra giovani e adulti, fra "nuove leve" e persone appartenenti alle precedenti "gestioni". L'obiettivo principale di questa associazione è infatti il mantenimento e il proseguimento delle tradizioni locali, degli eventi che sono divenuti ormai il simbolo del territorio, dando nel contempo ampio spazio anche alle nuove idee e alle nuove iniziative per la valorizzazione dell'ambiente e di altre associazioni che mettono al primo posto il turismo come strumento di difesa per la nostra economia. Un progetto sbocciato da poco, ma già fiore all'occhiello di questa associazione, è il parco di Ranco Spinoso; creato dalla Comunità Montana, è oggi un'area ben attrezzata per molti turisti, i quali non mancano di fare visita a quell'angolo verde in mezzo alle montagne incontaminate, piene di animali: il lupo, il daino, il capriolo e tante altre specie selvatiche. Da quest'anno, per la prima volta anche un "Vespa raduno", dove si sono dati appuntamento decine di appassionati delle due ruote lungo le strade panoramiche dell'Appennino dentro il parco naturale del Sasso di Simone e Simoncello. "La Pro Loco di Sestino, però, è anche molto altro – continua la presidente Fabbretti - perchè durante l'anno si impegna anche nell'organizzazione di altri eventi. È ormai una tradizione consolidata, infatti, il suggestivo mercatino natalizio che si svolge alla vigilia di Natale, il quale propone manufatti artigianali donati dalle persone del luogo o creati dai bambini nei laboratori creativi che si svolgono nel mese di dicembre; un evento che cattura parecchie persone per la sua originalità. La vigilia di Natale vede anche l'inaugurazione del classico e tradizionale presepe, sempre ad opera della nostra associazione, che rimane esposto fino al giorno dell'Epifania. Il tutto viene arricchito da suggestivi canti natalizi e dalle immancabili castagne e vin brulè; per la notte della vigilia, fanno la comparsa gli zampognari, un gruppo di suonatori in costume che con i loro canti e balli invadono le strade ed entrano nelle case per dare l'annuncio del Santo Natale. Proprio per questa festa, sempre la Pro Loco organizza l'ormai consueta "Tombola della Befana" con ricchi premi per grandi e piccini. Questo impegno – conclude la Fabbretti, è la continuità delle nostre memorie, il desiderio di proseguire la nostra storia, che rappresenta il sogno di tutti noi e in più un motivo per far conoscere il nostro territorio negli itinerari del turismo. La nostra associazione vuole e deve essere uno strumento per fare scoprire che esistono cose belle e importanti da vedere". (Saturno Notizie)

Sestino rivuole la sua "storia"

Giancarlo Renzi "I ritrovamenti avvenuti testimoniano dell’esistenza di un insediamento di popolazioni prima metà del III sec. a.C"

E' in mostra, fino all'8 gennaio, presso il Museo Archeologico di Perugia, nell'ambito della Mostra "Screhto Est. Lingua e scritturategli antichi Umbri", l' "aes signatum" di Sestino: cioè la più antica testimonianza (prima metà del III sec. a.C.) dell'esistenza di un insediamento di popolazioni, giunto fino a noi con il nome Sestino. Rappresenta su ambo i lati due bovini, con una iscrizione sul davanti. Rinvenuto a fine Ottocento sulle colline prospicienti Città di Castello e perciò attribuito al "municipium di Tifernum Tiberinum", questo prezioso reperto fu venduto a studiosi tedeschi. Benchè studiato da insigni archeologi e numismatici, il "bronzo" sestinate per molto tempo non ha avuto molta divulgazione. E si può dire che è stato "riscoperto" dallo studioso Franco Benucci e valorizzato dalla Amministrazione comunale di Sestino, che, nel momento in cui realizzava importanti progetti per il rilancio del suo patrimonio storico e archeologico, ne ha fatto una bandiera. Da allora - fine anni Novanta - si sono moltiplicate le edizioni scientifiche, sia ad opera della biblioteca comunale di Sestino, sia come divulgazione, essendo stato assunto tra i simboli della presenza in Appennino del progenitore della razza Chianina, con l' "Associazione Nazionale Città della Chianina" e gli studi dei tecnici dell'ANABIC. Ed anche per questo, grazie al lavoro di sensibilizzazione del poeta austriaco Karl Lubomirscki, Sestino chiese ed ottenne una copia dell'Aes Signatum collocato nel Museo di Berlino, allestendo una sala didattica dedicata a questo "certificato" dell'antichità umbra di Sestino, prima di diventare città romana. Il catalogo della mostra di Perugia dedica un'ampia scheda – opera di Cristina Migliorati – a questa "barra monetale", importante per la stessa diffusione della civiltà Umbra, giacchè essa rappresenta il reperto più a Nord delle testimonianze epigrafiche epicorie di questa antica popolazione italica. Ma ripropone anche la discussione sulla esatta interpretazione dell'iscrizione che contraddistingue la tavola di bronzo. Una discussione, invero, che inizia fin dal suo rinvenimento e che poi si polarizza su due versioni, ancora aperte presso gli studiosi: se essa significhi "bosco sacro di Sestino" o "villaggio di Sestino", mentre resta più variegata la discussione sulla sua funzione. La mostra di Perugia e il convegno di studi che l'ha affiancata, riaprono un dibattito, che Sestino segue con evidente interesse e che comunque conferma l'importanza storico/archeologica di questo reperto, che Sestino spera di avere in forma provvisoria anche in originale, nel momento in cui ripartiranno i programmi di valorizzazione di una delle sue più forti attrazioni e fonte di cultura e di economia, cioè il suo importante patrimonio di arte e testimonianze antiche.
Giancarlo Renzi (Saturno Notizie)

Marcello Minozzi nominato presidente dell'Unione dei Comuni della Valtiberina Toscana

Al nuovo organo hanno aderito tutti i Comuni della Valtiberina ad eccezione di quello di Pieve Santo Stefano

Venerdì sera è nato ufficialmente l'Unione dei Comuni della Valtiberina Toscana. Al nuovo organismo hanno aderito i Comuni di Anghiari, Badia Tedalda, Caprese Michelangelo, Monterchi, Sansepolcro e Sestino: unica eccezione il Comune di Pieve Santo Stefano che si è chiamato fuori. La giunta del nuovo organo è formata dai sei sindaci dei Comuni di riferimento; all'unanimità è stato nominato in questa prima fase come presidente Marcello Minozzi. Prevista per venerdì 30 dicembre una nuova assemblea per l'approvazione del bilancio.

Dopo il vento arriva la prima neve

La prima neve ha fatto la comparsa nell'Appennino Alto Tiberino.
Dopo il vento forte di questi giorni è arrivata la prima neve. Temperature a picco e freddo intenso, questa è la situazione di adesso. La neve che è scesa nella notte a bassa quota in alcuni punti ha raggiunto i trenta centimetri d’altezza. Con il primo freddo, sono arrivati i primi disagi. Questa mattina, la popolazione ha dovuto fare i conti con il ghiaccio, la circolazione risultava precaria a causa del maltempo, i pulmini della scuola hanno subito dei ritardi, i bambini sono entrati in classe più tardi.
Da questa notte nevica sul passo di Viamaggio, subito i primi problemi per gli automobilisti, molti non hanno le catene, anche se c’è l’obbligo di catene a bordo o pneumatici da neve, una macchina si è messa di traverso a causa del ghiaccio, sono intervenuti i soccorsi per farla uscire dalla morsa del ghiaccio e riprendere il suo viaggio.Stessa situazione a Sestino, anche se la neve è più bassa, disagi un po’ ovunque, le vie del paese da questa mattina sono diventate scivolose, per chi si mette in viaggio, ha dovuto fare i conti con la prima neve quindi impreparati alle insidie della strada. In giornata sembra che la situazione migliori, ma non bisogna mai abbassare il livello di guardia, perché nella notte con l’abbassamento delle temperature si possono formare dei lastroni di ghiaccio rendendo la viabilità molto pericolosa.Per chi si mette in viaggio nelle strade di montagna con la propria auto, dal 15 novembre 2011 al 15 aprile 2012, è obbligatorio le catene a bordo oppure i pneumatici da neve. (Viaroma100.net)

Scoperchiate numerose case a Badia Tedalda

Per il forte vento danneggiato anche il tetto del Comune restaurato recentemente

Il forte vento che soffia da alcune ore ha scoperchiato i tetti delle case. Chiusa provvisoriamente al traffico la piazza centrale del paese a causa di alcune tegole che sono volate giù dal tetto del Comune appena restaurato e da alcune case circostanti. Volato via la copertura di un capannone industriale lungo la via Ermenegildo Ricci. Sul posto è intervenutola Protezione Civile intercomunale della Comunità Montana Valtiberina Toscana.
Tegole e rami volati un po' ovunque, la situazione non è delle migliori, a causa del forte vento nel pomeriggio è mancata la corrente elettrica, per chi si sposta in auto va prestato la massima attenzione, per evitare rami secchi e cartelloni che sono volati in mezzo alla strada, causando dei seri pericoli per chi guida. Sradicati alcuni lampioni,, fortunatamente in quel momento nessuna macchina e nessun pedone transitavano.
Una pianta è caduta nella via laterale del paese, anche qui ostruendo parzialmente la strada, danneggiando alcune insegne. Per ora nessun danno alle persone, l'unico pericolo sono le tegole e i calcinacci che dai tetti possono cadere da un momento all'altro. Nelle frazioni, da alcune ore non funzionano i telefonini di casa. (Post di Francesco Crociani da Saturno Notizie)

Nasce il Parco storico della Linea Gotica di Badia Tedalda

Nasce nel territorio aretino, e precisamente a Badia Tedalda, il Parco Storico della Linea Gotica. L'iniziativa, definita encomiabile dall'Assessore provinciale alla cultura e al turismo Rita Mezzetti Panozzi, è stata presentata in una conferenza stampa nel palazzo della Provincia. “L'associazione di Badia Tedalda è un esempio di cosa significhi davvero essere 'Pro Loco', cioè lavorare per il proprio territorio -, ha affermato l'Assessore Mezzetti Panozzi. Questo progetto di recupero della memoria, che può essere giocato anche in chiave turistica, ne è un ottimo esempio”. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Pro Loco e cooperativa sociale Costess di Jesi, promotrice di “In bicicletta sulla Linea Gotica - La Staffetta della Memoria”, manifestazione finalizzata a promuovere i “luoghi della memoria” e i valori della Costituzione Italiana. “I suoi presupposti principali – ha spiegato il Presidente della Pro Loco Fulvio Piegai – sono due: il primo è la mancanza, ad oggi, di un’iniziativa coordinata tale da consentire la creazione nelle regioni interessate, Toscana, Emilia e Marche, di un esteso museo diffuso della memoria della seconda guerra mondiale, e la conseguente perdita di elementi importanti per l’identificazione, sul territorio, degli eventi legati alla guerra. Secondo presupposto è, ovviamente, la presenza, sulle montagne che circondano Badia Tedalda di una cospicua quantità di resti di tali fortificazioni, alcuni dei quali recuperabili con poche opere di ripristino. Tra maggio ed ottobre i ricercatori della Costess hanno effettuato indagini e sopralluoghi che hanno consentito di prendere visione della maggior parte dei resti delle fortificazioni presenti, oltre 120 siti di grande interesse sia per la tipologia che per il dislocamento. Per consentire la fruizione al pubblico di questi resti e per valorizzarli in quanto luoghi della memoria, collocandoli quindi all’interno del quadro storico generale e contestualizzandoli con le vicende locali quali la storia degli abitanti del posto e la presenza dei diversi raggruppamenti partigiani che vi operarono, si è ritenuto opportuno procedere alla progettazione e all’allestimento del Parco Storico della Linea Gotica di Badia Tedalda. In questa prospettiva è stato siglato un accordo operativo tra Pro Loco di Badia Tedalda e Costess, e sono stati svolti i lavori di ricerca, mappatura e rilevamento topografico con individuazione delle aree in cui i resti sono più significativi per numero, tipologia e collocazione. Su questo progetto abbiamo ottenuto il patrocinio del Comune di Badia Tedalda, della Comunità Montana Valtiberina, della Provincia di Arezzo e della Regione Toscana”, ha concluso il Presidente Piegai. Sono stati già individuati gli itinerari a piedi e in bicicletta, e sono in corso la realizzazione del progetto grafico e creazione del sito web, la produzione ed installazione della segnaletica e delle tabelle illustrative, i lavori di ripulitura dei siti di maggior interesse, la definizione di un programma di proposte diversificato per i potenziali fruitori, la produzione di materiali pubblicitari ed il conseguente avvio della promozione. Il soggetto gestore del Parco sarà la cooperativa Costess, una piccola ma solida realtà del cooperativismo sociale marchigiano con sede a Jesi, attiva da 20 anni nei settori socio-educativo, ambientale e culturale. Il Presidente della Costess Doriano Pela ha definito la realtà di Badia Tedalda “unico luogo in Italia dove si trovano così tanti resti di fortificazioni della Linea Gotica con oltre 150 buche già individuate. Per questo nel progetto abbiamo pensato di inserire, oltre agli aspetti turistici legati agli itinerari, anche un filone culturale, con la raccolta delle memorie della gente del territorio e, in collaborazione con l’Istituto Storico Aretino della Resistenza e dell’Età Contemporanea, due video-documentari da utilizzare a scopi didattici, uno sulle generalità della Linea Gotica, uno sulle vicende storiche provinciali e locali, ed un sub-progetto di campi estivi di formazione e lavoro per giovani volontari che vogliano dare un contributo alla costruzione del Parco”. Il Presidente dell'Istituto Storico della Resistenza Camillo Brezzi, infine, ha confermato la disponibilità dell'Istituto stesso a collaborare al progetto, che ha definito degno di grande attenzione e che si integra con quello della realizzazione di percorsi destinati alle scuole sull'occupazione tedesca nel territorio aretino. (Arezzo Notizie).

Badia Tedalda si prepara ad un Natale speciale con i “Nanetti Sisley”.

L’avvento dei Nanetti sembra aver cambiato l’immagine del paese. Chi sono i “Nanetti”? Oramai tutti lo sanno: sono nati nella Riserva Naturale dell’Alpe della luna ed i primi avvistamenti risalgono ad una ventina di giorni fa. Sono esseri piccoli, dolci, fiabeschi che, con il loro manto rosso vermiglio, promuovono messaggi di indipendenza, libertà e fantasia. I negozi del paese si stanno colorando a festa e in ogni vetrina non manca un nanetto: in alcuni casi ce n’è addirittura una famiglia. Tra qualche giorno, in piazza Bonafede, sarà allestito un apposito spazio…..pieno delle simpatiche creature….dove uno schermo proietterà l’idea, la storia della nascita, il backstage, ed il video che la nota marca fashion “Sisley” ha deciso di girare proprio a Badia Tedalda per una campagna virale sul web. Vi aspettiamo a Badia Tedalda per avvistare, seguire, fotografare i nanetti ed inviare sul web i vostri messaggi di indipendenza !!!!

Il sindaco di Badia Tedalda manifesta le sue perplessità in merito al Parco Eolico di Poggio dei Tre Vescovi

"Per le nostre vallate, se non decolla la costruzione di questo progetto, la produzione di energia elettrica con il vento, rimane molta amarezza"

Questo è il parco del dubbio – così spiega il Sindaco di Badia Tedalda Fabrizio Giovannini, al ritorno da Roma dopo la riunione al Ministero delle Infrastrutture di giovedì 1 dicembre 2011, sulla realizzazione del progetto impianto eolico Poggio Tre Vescovi. Tutti erano presenti al tavolo incontro, i responsabili della ditta per la costruzione del parco: Geo Italia, dalla Regione Emilia Romagna alla Regione Toscana. Le due Comunità Montane delle vallate interessate, Alta valmarecchia per la provincia di Rimini, rappresentata da un funzionario ela Valtiberina Toscanacon il Presidente Marcello Minozzi. I comuni coinvolti nel progetto con i rispettivi Sindaci, Badia Tedalda, Fabrizio Giovannini, il Comune di Casteldelci, Mario Fortini,  Verghereto, Guido Guidi, infine il Comune di Sestino con Elbo Donati.
Ancora oggi, non ci sono grosse novità - continua Fabrizio, dopo un'accesa riunione tra i Sindaci della vallata tutti unanimi al progetto, siamo arrivati a un nulla di fatto. I motivi per potere applicare l'attivazione del procedimento di legge per la realizzazione del parco eolico sono venuti forse a meno, tutto è rimasto come prima della riunione, con il no forse definitivo della Regione Emilia Romagna e quello della Sovrintendenza, invece la Regione Toscana ha messo dei forti dubbi senza esprimersi definitivamente, tutto è rimasto in sospeso, orala Regione Toscana  dia una risposta positiva nel più breve tempo possibile, solo così si torna a sperare
Per le nostre vallate, se non decolla la costruzione di questo progetto, la produzione di energia elettrica con il vento, rimane molta amarezza, pur trovando consenso nelle Istituzioni locali, compreso le due Comunità Montane e soprattutto il consenso delle gente che ci vive, noi, non siamo in grado di dare una risposta, ma ci troviamo paralizzati da organi Sovra-comunali i quali decidono i nostri destini.
Io spero – conclude il Sindaco Giovannini, che la Regione Toscana dia un segno positivo per riaprire questa trattativa, tenga in considerazione la grande opportunità che abbiamo tra le mani, sia in termini economici, che in termini di valorizzazione dei nostri Comuni montani, dove oramai non è rimasto nulla che ci fa sopravvivere, è rimasto, solo il vento che soffia, almeno sfruttiamo questo per  produrre energia elettrica a basso costo, senza nessun inquinamento. (Saturno Notizie)

Battaglia di Anghiari, 101 intellettuali firmano appello per fermare le ricerche

Firenze, 5 dic. - (Adnkronos) - Interrompere la ricerca della 'Battaglia di Anghiari' di Leonardo da Vinci, in Palazzo Vecchio: e' quanto chiedono, in un appello rivolto al sindaco di Firenze Matteo Renzi e alla soprintendente Cristina Acidini, 101 studiosi, intellettuali e storici dell'arte. La caccia al 'Leonardo perduto' rischia di distruggere l'affresco sovrastante, la 'Battaglia di Scannagallo' di Giorgio Vasari. Per lo stesso motivo il presidente nazionale di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze per capire se siano ravvisabili profili penalmente rilevanti. L'appello degli studiosi e storici dell'arte, pubblicato oggi sulle pagine locali de 'La Repubblica' e 'La Nazione', chiede di fermare i lavori ritenendo ''del tutto improbabile che Vasari abbia sigillato qualcosa di ancora leggibile sotto un muro''.
Seguono le firme, fra gli altri, dello storico dell'arte e accademico dei Lincei Salvatore Settis, del direttore del Kunsthistorisches Institut di Firenze Alessandro Nova, del curatore capo della pittura europea del Metropolitan Museum di New York Keith Christiansen, il direttore dell'Institute of Fine Arts di New York Patricia Rubin, Charles Dempsey della John Hopkins University.
Quindi l'urbanista Vezio De Lucia, il presidente dell´Istituto nazionale di storia dell'arte Adriano La Regina, lo storico dell'architettura Cesare De Seta, Julian Hardner della National Gallery of Art di Washington, Oliver Bonfait docente di storia dell'arte moderna a Digione, lo storico dell'arte Tomaso Montanari, i docenti di storia dell'arte moderna Francesco Caglioti (Napoli) e Antonio Pinelli (Firenze), il vicepresidente emerito della Corte costituzionale Paolo Maddalena.
Oggetto della polemica e' il sondaggio della 'Battaglia di Scannagallo', che comporta alcune forature nell'intonaco affrescato da Giorgio Vasari. Secondo l'equipe diretta dall'ingegnere Massimo Seracini, dietro il Vasari si celano i resti o le tracce dell'opera di Leonardo. Gli studiosi si dicono ''preoccupati per la sorte dell'affresco del Vasari che viene bucato a piu' riprese'' nel tentativo di trovare tracce del dipinto leonardesco.
''Condividiamo le ragioni dell´esposto di Italia Nostra alla procura e chiediamo al sindaco Renzi e alla soprintendente Acidini di fermare i lavori - proseguono -. E di non riprenderli senza aver insediato un osservatorio terzo, formato da autorevoli specialisti di storia dell'arte del Rinascimento'', conclude l'appello.
La Procura di Firenze ha subito aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di danneggiamento degli affreschi del Vasari. Il procuratore capo, Giuseppe Quattrocchi, ha dato disposizione ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di compiere le necessarie verifiche volte a valutare se sussistono gli estremi per il reato di danneggiamento delle cose di interesse storico e artistico in base all'articolo 635 del codice penale.
''Francamente non capisco le polemiche'' ha commentato l'ingegnere Maurizio Seracini, responsabile della ricerca della ''Battaglia di Anghiari''. Seracini, che si dice ''amareggiato'', ha detto tra l'altro: ''Mi sembra solo un tentativo pretestuoso degli esclusi di bloccare una ricerca straordinaria. Un attacco demagogico che rischia di farci deridere nel mondo''.