L’anima della “citta’ del sole” al Sasso di Simome

Calati dal Nord, dopo esperienze in mezza Europa e sul sentieri di Santiago di Compostella, Lara e Paolo hanno trovato “rifugio” nel Rifugio Alpino di Casa del Re. “L’avevamo immaginato come un rifugio tradizionale, una sosta, un viaggio, un panino caldo, un frutto di bosco e via per le montagne. Abbiamo trovato, invece, un luogo da animare, da contemplare, da godere nel silenzio dei monti, o, come oggi,  un Appennino che è un  mazzo di fiori con tutti questi colori da condividere con gli escursionisti di turno”. Si sente il calore di un lavoro che hanno costruito per anni e forse un pizzico di rammarico per gli ultimi giorni a Casa del Re, per tornare in altre strade del mondo: costruttori di relazioni, elfi del bello e del nascosto.
“In questi anni, come gestori del Rifugio e cooperatori per la valorizzazione della Riserva naturale del Sasso di Simone, abbiamo avuto per ogni stagione almeno duemila presenze ( siamo chiusi in inverno) e appassionati che ci hanno rintracciato da tutta Italia, da molti paesi europei, a cominciare dall’Olanda, dalla Danimarca, dalla Germania e dall’Inghilterra. Naturalisti, docenti universitari, famiglie e sportivi: davvero una variegata umanità, che ogni volta è esplosa di meraviglia: Posti straordinari, un cielo limpido, una vita che riconcilia l’uomo con se stesso”.
Lara e Paolo sono stati, in effetti, l’anima di una Riserva e di un  territorio, che – dicono- non solo è poco conosciuto  ma poco valorizzato, nonostante lo slancio della Provincia di Arezzo. Il Sasso di Simone e le sue terre colorate sono da ascrivere tra le meraviglie del mondo: abbiamo visto- dall’Asia alle Americhe- cose straordinarie ma il Sasso non sfigura”.
Forse è anche- aggiungiamo- per quel misto di bello e di calma spirituale che ispira la roccia consacrata da millenni di presenze benedettine, da “anacoreti”, da  maschie fortezze e da città inanellate di miti e di speranze per l’uomo della montagna, che quando vi abitava giunse ad avervi tre chiese. Oggi una croce domina la spianata sommitale, a ricordo di una consacrazione della montagna avvenuta per l’anno giubilare del 1913. Una ricorrenza vicina, che dovrebbe far sprigionare un altro “ giubileo delle montagne” anche in questo corrusco Appennino.
“Siamo stati la guida- continua Lara- per tutto il territorio, perché da qui suggeriamo sempre di guardare a tutto tondo:  scoprire la “città romana” e il suo museo, purtroppo  anch’esso poco valorizzato; le chiese più defilate ma “cibori” di cultura e di arte, come Casale o Colcellalto o S.Gianni; borghi di temperie superstiti, come Monterone e Petrella; nuclei d’arte come il Centro degli affreschi di S.Donato”.
Ci ha affascinato – e con noi sono rimasti affascinati i nostri “rifugiati”- questa complessità di un territorio, defilato, purtroppo, ma anche per questo ricco di suggestioni  non consumate”.
Il discorso è attuale. Inizia, infatti, un nuovo capitolo per la gestione del Rifugio e della Riserva Naturale. Sono e dovranno  continuare ad  essere un polmone importante per l’economia  di Sestino, che ora,  colpa forse anche della crisi, non sembra credere più nel turismo, né nel suo patrimonio di storia e di natura e tende a rinchiudersi in sé stesso. (Arezzonotizie)

4 Novembre 2011: Badia Tedalda inaugura il "Parco della Memoria"

Venerdì 4 novembre, a partire dalle ore 11.00, in occasione della giornata dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate, si inaugura a Badia Tedalda il “Parco della Memoria”, a ricordo di tutti i caduti militari e civili della seconda guerra mondiale. L’Amministrazione Comunale e la pro Loco hanno deciso di dedicare ad ogni caduto un albero della pineta che si trova all’ingresso sud del paese. La cerimonia, con scopertura della lapide a ricordo , sarà presenziata dal Sindaco Giovannini e prevede gli interventi del Presidente della Pro Loco Fulvio Piegai e dell’Assessore alla cultura della Provincia di Arezzo Rita Mazzetti Panozzi. Sarà inoltre l’occasione per presentare al pubblico, grazie all’intervento di Doriano Pela – responsabile scientifico -, il “Parco della Linea Gotica di Badia Tedalda”, un progetto di ampio respiro promosso dalla Pro Loco e dedicato alla valorizzazione dei “luoghi della memoria” quanto al recupero della memoria della popolazione locale in vista della creazione di un museo-centro di documentazione multimediale. Saranno inoltre presenti i reduci militari e civili residenti nel Comune di Badia Tedalda, i rappresentanti dell’ANPI ( Associazione Nazionale delle Pro-Loco Italiane) di Sansepolcro. Gabriele Menci darà il suo contributo con un emozionante intervento musicale.

Anghiari, oggi il via alla XII edizione de "I Centogusti dell'Appennino"

"Una presenza ancora maggiore di produttori e la novità del "Marrone dop" di Caprese Michelangelo, sottolinea l'assessore Miriam Petruccioli.
Fine ottobre, primi di novembre: ad Anghiari tornano "I Centogusti dell'Appennino", manifestazione dedicata alle tipicità e alle eccellenze locali della enogastronomia. Un evento che quest'anno è arrivato a spegnere le dodici candeline. Abbiamo avvicinato in merito  il neo-assessore anghiarese al Turismo, Miriam Petruccioli, che ha dichiarato: "Il format di questo evento è lo stesso della Mostra dell'Artigianato che si consuma in primavera; cambia ovviamente il prodotto protagonista. Avremo una presenza più cospicua di produttori - spiega l'assessore Petruccioli - e questa cosa ci fa piacere, poiché significa che la manifestazione è apprezzata anche in momenti di crisi come questi. Tutte le botteghe rimarranno aperte e avremo la presenza della Strada dei Sapori della Valtiberina. Nella zona del Poggiolino - continua - ci sarà poi  lo stand gastronomico nel quale sostare per il pranzo e la cena, però mi preme ricordare la conviviale di domani sera (questa sera n.d.a.) presso il Castello di Sorci, che vedrà la presenza dell'Accademia della Tagliatella. Inoltre, ospiti della manifestazione saranno anche i colleghi di Caprese Michelangelo con il neo "Marrone dop" e quelli delle aree protette della Provincia di Arezzo". Proprio per l'occasione abbiamo sentito anche le parole del presidente della Pro Loco anghiarese, Piero Calli, nella veste anche di organizzatore della manifestazione. "Nel corso degli anni, "I Centogusti dell'Appennino" sono decisamente cambiati: da una dozzina di botteghe adesso siamo arrivati a circa 50 e abbiamo dovuto escludere qualche produttore per problemi logistici. Questo appuntamento - spiega Calli - per la specificità del settore può certamente diventare l'evento principale dell'intera vallata, poiché mi pare che sia arrivato già a un livello eccezionale. L'obiettivo è - come per la Mostra dell'Artigianato - quello di aprire una vetrina alle specialità di altre regioni: lo scorso anno era presente la Sicilia, per il 2011 avevamo contattato la Sardegna ma per sopraggiunti problemi non sono potuti venire ad Anghiari". Insomma, chiunque fosse intenzionato ad assaggiare le vere specialità locali, nello splendido borgo di Anghiari da oggi pomeriggio fino a martedì 1° novembre sono in programma "I Centogusti dell'Appennino". (Saturno Notizie)

Maxi furto alla farmacia di Porta Romana a Sansepolcro, ruba 150mila euro di medicinali

Maxi furto di medicinali alla farmacia di Porta Romana a Sansepolcro. Nottetempo un 50enne pregiudicato del posto di origini meridionali si è intrufolato nell’esercizio dopo l’orario di chiusura e ha riempito 17 sacchi della spazzatura con scatole, flaconi e pastiglie per poi darsi alla fuga con un malloppo del valore di 150mila euro, asportando dalla cassa anche contanti per 17mila euro. E' fuggito con un furgone, ma poi, impaurito e insospettito, ha abbondonato tutta la refurtiva, pronta per essere caricata in un camion, lungo la strada. I carabinieri della locale stazione ci hanno messo pochissimo a rintracciarlo e, tradotto in caserma, lo hanno accompagnato questa mattina davanti al tribunale di Arezzo dove si sta svolgendo il processo per direttissima a suo carico. I Militari hanno ritrovato anche gran parte dei contanti rubati, mancano all'appello circa 3mila euro. L'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai carabinieri e non ha specificato le motivazioni del maxi furto di medicinali, né ha spiegato nel suo piano criminoso che fine avrebbero dovuto fare i farmaci. Dati i precedenti penali il pubblico ministero chiederà per lui la custodia cautelare in carcere, mentre il suo avvocato tenterà la carta dei domiciliari in quanto il suo assistito è affetto da una grave patologia, e chiederà il rito abbreviato. (Arezzo Notizie)

Sansepolcro: aperti i provini per "Mezzogiorno in famiglia"

Prendono ufficialmente il via le selezioni per comporre la squadra di Sansepolcro che rappresenterà la cittadina biturgense in occasione della partecipazione a "Mezzogiorno in famiglia" su Raidue. I provini per il programma condotto da Amadeus, Laura Barriales e Sergio Friscia si svolgeranno giovedì prossimo dalle 16 alle 19, presso la sede dell'Informagiovani nel quartiere di Porta Romana. Gli autori della trasmissione girata negli studi di via Teulada a Roma cercano giovani con età compresa tra i 18 e i 28 anni. La puntata andrà in onda il prossimo 12 e 13 novembre, mentre il collegamento dalla piazza sarà registrato il prossimo 10 novembre.

Prima conferenza del ciclo "La nostra storia" tenuta da Giancarlo Renzi

Avrà come tema "Sansepolcro, la Valtiberina e il movimento del 'Viva Maria'" la prima conferenza del ciclo "La nostra storia". Dedicato allo studio della storia cittadina, il ciclo di conferenze ha preso avvio nell'autunno 2009 e ha riscosso un notevole interesse di pubblico. Promotori sono la Pro-Loco "Vivere a Borgo Sansepolcro", l'Associazione Storica dell'Alta Valle del Tevere, l'Università dell'Età Libera "Città di Sansepolcro", il Centro Studi sul Quaternario, l'Istituzione Culturale "Biblioteca - Museo - Archivi storici della città di Sansepolcro", il Museo e Biblioteca della Resistenza di Sansepolcro, la Società Rionale di Porta Romana e il Circolo delle Civiche Stanze.
La prima conferenza sarà tenuta da Giancarlo Renzi, specialista dell'argomento, al quale ha dedicato vari saggi. Nato a Sestino nel 1942, Giancarlo Renzi ha percorso la carriera di insegnante nella scuola primaria, per ricoprire poi gli incarichi prima di segretario e successivamente di presidente del Distretto Scolastico della Valtiberina. Attivamente impegnato nella promozione di iniziative di studio della storia del territorio appenninico tra Toscana, Marche e Romagna ha partecipato alla fondazione della Società di Studi Storici del Montefeltro di San Leo e dell'Istituto di Studi e Ricerche della Civiltà Appenninica di Sestino, organismi nei quali ha più volte ricoperto incarichi direttivi. E' stato inoltre sindaco di Sestino e ha collaborato con l'Associazione Storica dell'Alta Valle del Tevere nella sua fase costitutiva. Animatore culturale capace di unire la profondità della ricerca scientifica, la scrupolosità dell'organizzazione e la familiarità della divulgazione, ha tenuto numerose conferenze e relazioni a convegni. Tra l'altro, è stato promotore di numerose iniziative convegnistiche che, tra la fine degli anni '70 e la metà degli anni '90 dello scorso secolo hanno caratterizzato la vita culturale di Sestino, Badia Tedalda, Sansepolcro e Anghiari.
Tra le sue pubblicazioni si ricordano: "Sestino. Storia civile e reliquisa del Cinquecento" (Sestino 1973),  "Sestino. Documenti e sinodi del piviere nullius" (Sestino 1976), "Itinerari del 'Viva Maria' dalla Valtiberina al Montefeltro" (Sansepolcro 1980). Nel 2011, per l'editore Ghigi di Rimini, ha curato la pubblicazione "Storia dei fatti che provocarono l'unità d'Italia". Ha inoltre curato i volumi "La Valtiberina, Lorenzo e i Medici" (Firenze 1995), "L'Appennino dall'età romana al medioevo" (San Leo 1997) e "Il Sasso di Simone. Scritti di naturalisti toscani del Settecento" (Pesaro 1990).
La conferenza di Giancarlo Renzi si terrà giovedì 27 ottobre, alle ore 17.30, presso la sala del Circolo delle Civiche Stanze, in Via del Buonumore a Sansepolcro. (Arezzonotizie)

Le prime reazioni sulla nascita del nuovo Ente che gestirà l'invaso di Montedoglio.

Esprime rammarico anche l'ex presidente dell'Ente Riccardo Marzi "Ancora una volta la Regione Toscana sembra avere una posizione defilata sull'argomento"
All'indomani dell'annuncio del "nuovo nato", prime reazioni in Valtiberina. L'Ente Acque Umbro Toscano, che prende il posto del dimesso Ente Irriguo, fa già discutere. Se Filippo Betti, sindaco di Caprese Michelangelo, contrariamente a quanto asserito nel comunicato ufficiale che sanciva il varo della struttura, non ha partecipato alla riunione nella sede della Regione Umbria, è dalla Comunità Montana che giungono alcuni commenti. L'ente comprensoriale tiberino non è stato invitato al "battesimo" celebrato a Perugia. Ma non è tanto questo che solleva perplessità, semmai altre questioni. "Prendiamo atto di quanto avvenuto – dichiara a caldo Marcello Minozzi, presidente dell'ente comprensoriale – e restiamo in attesa. Soprattutto siamo fermi alla richiesta avanzata a suo tempo all'assessore regionale toscano Salvadori di un incontro con gli enti locali della Valtiberina. Tutti, nessuno escluso. Per capire quanto e come la vallata avrà peso nel nuovo organismo che si è formato. Fin qui infatti non si è compreso né risposte esaurienti sono arrivate nelle prime comunicazioni trapelate". Sullo stesso quesito intanto il consigliere Dini ha già preannunciato una apposita mozione che sarà presentata nella prossima assemblea della Comunità Montana. E sull'argomento interviene pure Riccardo Marzi, ex presidente dell'ente comprensoriale tiberino, che nell'intero arco del proprio mandato si è battuto con vigore per ottenere maggior peso nella gestione dell'organismo che si occupa di Montedoglio da parte delle istituzioni di vallata. "Esprimo rammarico – dice Marzi – come prima reazione a quanto avvenuto in questi giorni. Ancora una voltala Regione Toscana sembra avere una posizione defilata sull'argomento, delegando all'Umbria il compito di tenere saldamente in mano le redini della questione. Le riunioni decisive si fanno in Umbria, i comunicati ufficiali partono da lì. Dispiace constatare tutto ciò, dispiace soprattutto a chi, come il sottoscritto, si è battuto assieme alla struttura amministrativa della Comunità Montana Valtiberina per ottenere finanziamenti dietro progettazioni dopo anni e anni di vuoto. Il nuovo Ente Acque che si è formato somiglia molto al vecchio Ente Irriguo, e sarà così probabilmente anche per i suoi vertici direzionali. Nel Cda ci saranno rappresentanze del Ministero e delle due regioni. E gli enti locali, soprattutto quelli della Valtiberina Toscana sui quali insiste l'invaso di Montedoglio? Magari faranno parte del preannunciato comitato per la sorveglianza. Le briciole, rispetto a quanto da anni chiediamo".

Sansepolcro a 'Mezzogiorno in Famiglia'

Sarà Sansepolcro, le sue associazioni, tradizioni, cultura e particolarità la protagonista di “Mezzogiorno in Famiglia” la popolare trasmissione del fine settimana di Raidue che andrà in onda il prossimo 12 e 13 novembre dalle 11,30 alle 13. Per questo ormai da qualche giorno le associazioni della città sono state mobilitate dall’amministrazione comunale per raccogliere più materiale possibile da inviare agli autori della trasmissione Rai e selezionare così gli interventi che saranno proposti. “Il 10 novembre verranno realizzate le riprese in piazza Torre di Berta dalle 8 alle 16 e il week end successivo andrà in onda la trasmissione in diretta dallo studio di Roma dove si svolgerà la sfida tra due squadre rappresentati due diversi comuni - spiega l’assessore biturgense alla comunicazione e turismo Chiara Andreini - il materiale girato in piazza quindi andrà in onda nel corso della trasmissione mentre in studio ci saranno 12 ragazzi del Borgo tra i 18 e i 28 anni scelti tra una trentina di provini inviati. A contattarci è stata direttamente la Rai e a noi è sembrata un’ottima opportunità di visibilità per far conoscere il territorio e le varie realtà di Sansepolcro. Nel corso del programma sarà anche realizzata una videocartolina con gli scorci più belli della città. Per ora stiamo inviando le schede delle associazioni che si sono proposte ma sarà direttamente la redazione del programma Rai a scegliere i contenuti del programma.” “Mezzogiorno in Famiglia” è un programma di Michele Guardì, Anna Maria Flora, Massimo Giacomazzi, Tonino Quinti, per la regia di Michele Guardì, ed è condotto da Amadeus, Laura Barriales e Sergio Friscia mentre dalla piazza ci saranno le inviate Roberta Gangeri e Silvia e Laura Squizzato “E’ comunque una bella occasione per lavorare con le associazioni e da subito si è creato davvero uno spirito di squadra tra tutti coloro che si sono messi a disposizione e per la registrazione di giovedì 10 l’invito è aperto a tutta la cittadinanza” aggiunge Andreini. Le delegazioni in studio dei comuni si misurano in una serie di prove pratiche e di abilità, utili per conquistare i punti necessari per far vincere la propria squadra. Tra i giochi invece anche una sfida musicale con l’orchestra diretta dal Maestro Gianni Mazza.

Diretta tv dal San Donato di Arezzo per un delicato intervento con il robot Da Vinci

Specialisti da tutta Italia riuniti a Pavia seguiranno le relazioni di Sbrana e un intervento eseguito da Ciabatti. Sabato un secondo video sarà presentato al più importante congresso americano di chirurgia. AREZZO - L’Università di Pavia organizza il primo congresso nazionale di chirurgia robotica. Una due giorni dall’alto valore scientifico con la partecipazione dei maggiori specialisti del nostro Paese, dove sono ben 53 i robot presenti. Arezzo è uno dei protagonisti di questa iniziativa, con il direttore del dipartimento di chirurgia, Fabio Sbrana e quello della chirurgia specialistica Pier Guido Ciabatti. A Sbrana toccherà il compito di fare il punto sullo stato dell’arte in due specifici settori: “il by-pass gastrico col robot” e la “Chirurgia mininvasiva del pancreas”. Il dottor Ciabatti, invece, sarà il protagonista di un intervento chirurgico di “tiroidectomia robotica” eseguito in diretta tv e collegamento via satellite dalle sale operatorie del San Donato. Dall’inizio dell’anno sono 67 gli interventi effettuati con il “Da Vinci” dall'equipe di Otorinolaringoiatria: di questi le tiroidectomie (asportazione totale della tiroide) sono state 50. Numeri e tipologie di interventi che fanno di Arezzo un centro di riferimento nazionale per il settore dell'otorinolaringoiatria, sopratutto perché gli interventi in robotica sulla tiroide in Italia vengono effettuati per lo più da chirurgi generali, mentre al San Donato vengono eseguiti da un otorino. Nell’intervento che domani andrà in diretta dal Polo chirurgico aretino, i convegnisti di Pavia osserveranno come il chirurgo realizza, mediante un'incisione di circa 7 centimetri, una sorta di tunnel sotto pelle arrivando fino ai muscoli del collo che, una volta divaricati, consentono l'accesso alla ghiandola tiroidea. A questo punto si introducono gli strumenti robotici collegati ai quattro bracci e controllati da un collega, mentre il chirurgo comincia ad intervenire operando dalla consolle. I vantaggi della metodica computer assistita sono sia estetici che funzionali: dall'assenza completa di cicatrici sul collo, ad una minore incidenza delle complicanze delle lesioni dei nervi laringei, minor dolore post operatorio, più rapida ripresa dell'attività quotidiana, miglior qualità della vita. Da Pavia a San Francisco Sabato mattina, al termine del convegno di Pavia, Sbrana e Ciabatti voleranno verso San Francisco, dove sono attesi al più importante congresso americano di chirurgia, per illustrare un altro video, sempre sulla chirurgia tiroidea, realizzato al San Donato e che è stato accettato con grande entusiasmo dagli specialisti di oltreoceano. La particolarità di questo intervento è riferita al rispetto dei “nervi laringei” nella fase operatoria, un aspetto di particolare interesse per i cantanti, poiché consente di preservare sia la voce parlata che quella cantata. L’equipe chirurgica di Otorino, accanto al robot Da Vinci. (Arezzonotizie).

PleinAir disegna l'Alpe della Luna e i suoi sentieri

Un magico lembo di Toscana incuneato fra le Marche e l'Emilia Romagna, dove nasce il Marecchia e si levano le candide pietre dell'Alpe della Luna: villaggi medioevali, escursioni per tutti, ospitalità senza riserve. 
Per apprezzarne al meglio il fascino dolce e selvaggio allo stesso tempo, l'Alpe della Luna va vista di notte: lo sanno bene quelli della Pro Loco di Badia Tedalda, che ormai da anni organizzano una passeggiata notturna durante l'ultimo plenilunio di agosto quando la Ripa Bianca, il caratteristico affioramento di arenaria che contraddistingue la montagna, sembra quasi risplendere di luce propria davanti agli occhi dei turisti.
Il trekking dura più o meno 4 o 5 ore, ma è di facile percorribilità; si parte da Poggio La Piazzola (826 m), a una decina di minuti di guida dal paese, e ci si incammina lungo il sentiero 19, con segnavia bianchi e rossi, che si inerpica lungo un crinale fino a superare i 1.000 metri nei pressi delle rovine di Casale Il Monte. Superata la Fonte dei Caproni si giunge sul crinale dell'Alpe della Luna, a quota 1.396: seguendolo verso sud, sul sentiero GEA 00, si sale al Monte dei Frati (1.453 m) nei pressi del quale c'è un piccolo rifugio in legno utile per ripararsi in caso di maltempo; poi si continua scendendo tra grandi distese di erba cipollina, arrivando al di sopra della magnifica spaccatura della Ripa Bianca. Proseguendo fino a incrociare il sentiero 5 si scende verso valle lungo un altro crinale che passa in mezzo al bosco raggiungendo il Poggio Giavattine (1.103 m). Qui, seguendo il sentiero P3 segnato in giallo e blu, si può visitare la grotta della Tabussa, un centinaio di metri circa a valle del tracciato: la cavità, di origine tettonica, presenta un'ampia sala dove si trova un trogolo scolpito nella roccia entro il quale si raccoglie l'acqua che scola lungo la parete (occorre prestare attenzione perché l'interno della grotta è buio, umido e molto scivoloso). Con un po' di fortuna si riusciranno persino a vedere - ma assolutamente senza tentare di toccarli - i timidi geotritoni, anfibi che si sono adattati alla vita sotterranea. Tornati sul sentiero 5 si continua a percorrerlo fino a Poggio Monterano (1.087 m) dove si imbocca sulla sinistra il sentiero P2, ancora con segnavia in giallo e blu, che scende alla chiesetta della Madonna del Presale (623 m): un tempo era questa una delle cosiddette Maestà sulla pubblica via, punto d'incontro della popolazione del circondario. Restaurato di recente, il piccolo santuario conserva un architrave originale con un fregio in pietra finemente scolpito, rappresentante scene della mitologia pagana, e un altare con stemmi di Ugo di Toscana, marchese della Tuscia e diplomatico della fine del X secolo (morì nell'anno 1001). Da qui si scende infine alla strada che fiancheggia il fiume Presale e, proseguendo verso sinistra e oltrepassando l'omonima cascata, si ritorna al Poggio La Piazzola. 

Una potente abbazia
L'Alpe della Luna è oggi compresa nell'omonima riserva naturale regionale che ne tutela il paesaggio, la vegetazione e la fauna (tra cui boschi di faggio, cerro e carpino nero dove vive una popolazione ancora sana di lupi). Ma tutta la vallata circostante, percorsa dal primo tratto del fiume Marecchia, è di grande bellezza: e con questo termine vogliamo indicare un equilibrato amalgama di natura, storia, arte, tranquillità e la cordiale ospitalità di questa gente di montagna che si dedica all'allevamento di bovini e di pecore, all'apicoltura e magari arrotonda il bilancio con le attività turistiche. 
Ci troviamo del resto in uno degli angoli più nascosti e suggestivi dell'Appennino Toscano, tuttavia facile da raggiungere grazie alla statale 258 che sale dalla E45 e da Sansepolcro giungendo in una trentina di chilometri a Badia Tedalda per poi scavalcare le montagne, entrando in Emilia Romagna e portandosi fino a Rimini. Da sempre infatti questa è una terra di passaggio, fin da quando la Marecchiese era l'antica Via Ariminensis o Iter Arretinum che collegò i capisaldi gallici di Rimini e di Arezzo: una comoda transappenninica le cui origini si perdono nel tempo, una strada che i romani avevano lastricato e fornito di solidi ponti in pietra così da resistere alle impetuose piene del fiume. 
Un magico lembo di Toscana incuneato fra le Marche e l'Emilia Romagna, dove nasce il Marecchia e si levano le candide pietre dell'Alpe della Luna: villaggi medioevali, escursioni per tutti, ospitalità senza riserve. 
Prima e dopo di loro transitarono di qui etruschi, umbri, bizantini, longobardi, a segnare una storia ricca di avvenimenti e di testimonianze. In origine Badia Tedaldaera solo una mansio itineraria, cioè un punto d'appoggio per i viandanti in prossimità del valico di Viamaggio, la Via Maior; e la tradizione vuole che il borgo sia stato fondato intorno al VII secolo sulle vestigia della tappa romana. Sembra risalire invece a poco prima dell'anno Mille la nascita dell'abbazia intitolata a San Michele Arcangelo: a metà del XIII secolo dominava su tutto il circondario, tanto che il nuovo monastero voluto dall'abate Guido del Presale aveva l'aspetto di un castello fortificato. Tra le grandi figure dell'epoca domina quella di un altro abate, Tedalgrado, che fu "potente signore feudale dell'intera vallata... e splendida figura d'uomo, ben predisposto verso i poveri e i bisognosi" (Marta Bonaccini, Il paese sul Paradiso); ma anche l'abate Bonafede, del periodo fiorentino a metà del XV secolo, fu "personaggio di cultura e di carattere che ridarà lustro all'abbazia e la arricchirà di capolavori di terracotta commissionandoli a Benedetto da Buglione" (Gian Carlo Renzi, Badia Tedalda una terra dal cuore verde). Antiche storie che hanno lasciato una traccia indelebile nel paesaggio, nell'architettura, nei monumenti. 
Nella parte alta del paese, con le vestigia medioevali edificate sulla sommità del cosiddetto Colle dei Galli, spicca appunto la chiesa di San Michele Arcangelo con le sue magnifiche decorazioni invetriate di scuola robbiana. Nella parte bassa del paese meritano invece una visita il piccolo museo di storia naturale, allestito nella sede della Pro Loco, e la sala consiliare del Comune dove è conservata una splendida scultura in arenaria raffigurante una Madonna con Bambino, di probabile origine longobarda, ritrovata in una cappella diroccata in località Mulino di Mezzo. 

Andar per borghi
D'arte e di storia sono ricche anche le frazioni dei dintorni, disposte ad anello a nord di Badia Tedalda. La prima che troviamo imboccando la provinciale è Rofelle dove, accanto a una quercia vecchia di secoli, sorge la bella parrocchiale al cui interno spiccano pregevoli opere del XVI secolo, tra le quali un battistero con sette testine di angioletti in arenaria e un dipinto del Cristo Morto sorretto da due angeli. 
Proseguendo sulla stessa stradina l'asfalto lascia il posto alla ghiaia (il fondo è comunque in buone condizioni, ma chi è alla guida di un mezzo di grossa stazza lo lascerà preferibilmente a Rofelle continuando a piedi) e in 3 chilometri e mezzo sale a Montebotolino, castrummedioevale edificato sul Poggio del Paradiso che scende a strapiombo con un salto di 300 metri sulla valle del Marecchia. Di proprietà dei Catani, famiglia di origine longobarda, il borghetto fu venduto nel 1290 all'abbazia dei Tedaldi; nell'antica fortezza, attualmente chiesa, si conserva una bellissima terracotta robbiana raffigurante l'incredulità di San Tommaso. Dall'abitato la vista spazia fino all'Alpe della Luna, al Monte Zucca, al Fumaiolo e al Poggio dei Tre Vescovi, dove si incontrano le province di Arezzo, Forlì-Cesena e Pesaro. 
Fresciano, Pratieghi e Caprile sono le tre località che concludono l'itinerario, con due possibilità per raggiungerle: proseguire lungo la strada bianca fino a chiudere l'anello oppure ridiscendere a Badia Tedalda e riprendere la 258 in direzione di Sansepolcro, svoltando a destra per Caprile dopo 7 chilometri. Noi scegliamo la prima ipotesi, uscendo da Montebotolino e arrivando in 5 chilometri a Fresciano, dove la chiesa dei Santi Pietro e Paolo offre un'altra terracotta di scuola robbiana. 
Con una breve deviazione per Fresciano di Sotto lungo una viuzza che diventa una sorta di larga mulattiera di campagna, ecco apparire in una valletta circondata dai monti il santuario dellaMadonna delle Grazie, uno dei più antichi e importanti dell'Alta Valmarecchia, che conserva una tela del '400 raffigurante la Vergine con il Bambino sulle ginocchia: il sito, noto già nel XIII secolo, venne distrutto e ricostruito più volte, l'ultima per ordine del cardinale Bevilacqua nella prima metà del XVI secolo. 
Raccolta di prugnoli
Una leggenda narra che in pieno agosto vi cadde una nevicata miracolosa la cui altezza indicò quella del muro della cappella da edificare, che da allora è chiamata anche Madonna della Neve. 
Risaliti a Fresciano, si riprende la strada - che qui ridiventa asfaltata - sino a un bivio che sulla destra porta a Pratieghi. Uscendo dal paese, sulla sinistra si stacca il sentiero P16 con segnavia gialli e blu che conduce alle sorgenti del Marecchia (929 m) con una deliziosa passeggiata di circa mezz'ora in mezzo al bosco e attraverso magnifici prati fioriti. 
Tornati sui nostri passi concluderemo il giro a Caprile, altro piccolo borgo medioevale che vale una sosta, percorrendo infine gli ultimi chilometri che in pochi minuti ci riporteranno alla 258 e a Badia Tedalda. 

Una mostra di cimeli risorgimentali a Sansepolcro

Una nuova iniziativa, a Sansepolcro, per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Dal 15 ottobre al 15 novembre nella hall dell'hotel Palazzo Magi di Sansepolcro è stata allestita una mostra di cimeli risorgimentali, messi a disposizione dalla collezione privata del collezionista ed orafo biturgense Paolo Mercati. La collocazione scelta per l'esposizione è situata in zona Porta Romana, nell'edificio adiacente al cinema Dante, in quello che un tempo era il palazzo dei Pacchi, famiglia biturgense che acquisì la struttura a fine '700 e che fu tra i grandi promotori locali del movimento risorgimentale. Oggi, alle 18, la presentazione ufficiale della mostra alla quale presenzierà anche il primo cittadino Daniela Frullani. L'ingresso è libero. 
La mostra ha il patrocinio del Comune di Sansepolcro ed il contributo di: Confesercenti, Mercurio Promozioni, Ristorante 0575, Associazione Rinascimento nel Borgo, Gelateria Ghignoni e la Fondazione Piero della Francesca. (Arezzonotizie)

Caprese Michelangelo, oggi il via al primo week-end della Festa della Castagna 2011

La conferenza sulle proprietà nutraceutiche delle farine di castagne toscane posticipata a sabato prossimo, sempre alla stessa ora
Si parte con il primo fine settimana della Festa della Castagna. A Caprese Michelangelo, a ridosso dell'antico Castello, alle ore 12.00 si apriranno i tradizionali stand gastronomici dove sarà possibile assaggiare tutti i sapori tipici della zona, in particolare la castagna: vera e autentica "regina". Nel pomeriggio di oggi era in programma l'importante conferenza sul tema: "Progetto di ricerca sulle proprietà nutraceutiche delle farine di castagne toscane", la cui relatrice doveva essere la professoressa Elisabetta Meacci dell'Università degli Studi di Firenze. L'organizzazione della manifestazione, ovvero la Pro Loco locale, comunica che è stata posticipata al sabato successivo. Domani invece, dopo l'apertura degli stand alle ore 9.00, sarà in programma l'esibizione presso la Corte Alta del Castello di Caprese, dei "Cacciatori di Sant'Angelo e Maestri Balistrari di Castiglione", provenienti da Castiglion Fiorentino. Nello stesso pomeriggio per le vie del paese saranno presenti le majorettes della filarmonica "La Mezza Età" di Lama. Un appuntamento sicuramente da non perdere, a Caprese Michelangelo sventolano le bandiere della manifestazione. (Saturno Notizie)

Furto al bar ristorante di Rofelle: portata via una somma pari a 300 euro

I ladri hanno approfittato del giorno di chiusura settimanale e potrebbero essere individuati nell'ambito dei nomadi.
Furto nel bar ristorante di Rofelle, frazione di Badia Tedalda situata a pochi chilometri di distanza dal capoluogo. E' avvenuto ieri mattina intorno alle 12.00, quando i ladri hanno approfittato del giorno di chiusura settimanale per entrare nel locale e asportare dalla cassa una somma in denaro pari a circa 300 euro. A quanto pare, però, i carabinieri sarebbero già sulle piste degli autori, individuati con ogni probabilità nell'ambito dei nomadi. (Saturno Notizie)

Anche la Regione Toscana dice no al parco eolico del "Poggio dei Tre Vescovi"

Sarà direttamente il Consiglio dei ministri a decidere se il Parco eolico di ''Fresciano-Poggio Tre vescovi'' si farà. Una cosa e' certa: al momento le Regioni Toscana e Emilia Romagna e il ministero per i Beni e le attività culturali, oltre la Provincia di Arezzo, hanno espresso parere negativo per motivi che riguardano aspetti ambientali e paesaggistici, a differenza dei Comuni e le Comunità montane interessate che hanno confermato il loro parere positivo. E' questo l'esito della Conferenza dei servizi che si e' svolta oggi a Firenze per il rilascio della Via interregionale al progetto del grande parco eolico presentato dalla società Geo Italia che dovrebbe sorgere tra i Comuni di Badia Tedalda Verghereto e Casteldelci. Alla conferenza dei servizi hanno partecipato le Regioni Toscana e Emilia Romagna, il Ministero per i beni e le attività culturali, le Province di Arezzo e di Rimini, i Comuni e le Comunità montane interessate. Se da una parte le due Regioni interessate e il ministero che ha raccolto anche i pareri negativi delle soprintendenze di Arezzo e Ravenna, hanno espresso parere negativo, così come la Provincia di Arezzo mentre quella di Rimini ha chiesto integrazioni prima di esprimersi, i Comuni e le Comunità montane coinvolte hanno confermato il loro parere positivo già espresso in precedenza. La Nazione

Ancora temperature miti, per l'autunno bisognerà aspettare il 20 ottobre

Roma, 11 ott. (Adnkronos) - Torna il caldo fuori stagione, con temperature che domani, al Nord, potranno toccare i 30 gradi, mentre per l'autunno bisognerà aspettare il 20 di ottobre. ''Niente da fare - dice Sergio Brivio, del centro 3bmeteo.com - l'Autunno vero ancora non vuole entrare in azione''. Infatti un cuneo di alta pressione azzorriana, supportata da aria calda in quota di matrice afro-mediterranea, ricoprirà nuovamente per questa settimana tutta l'Italia, mostrandosi più tenace su quella Settentrionale. E sarà proprio al Nord che tra oggi e domani le temperature torneranno marcatamente sopra media.
In particolare domani si toccheranno nuovamente i 30 gradi tra Piemonte, fondovalle valdostano e ovest Lombardia. Ecco qualche valore previsto da 3bmeteo: Torino 29 (media 17), Milano 28 (media 18), Aosta 28 (media 15), Novara 30 (media 18). Piu' ad est valori leggermente piu' bassi, ma comunque sopra i 25/26 gradi. Lo zero termico salirà nuovamente fino a quasi 4000 metri, un valore tipico del mese di luglio
Secondo 3bmeteo l'anticiclone continuerà a dominare la scena almeno fino al 20 ottobre, salvo disturbi confinati alle regioni adriatiche e al Sud. Per l'Autunno vero dovremo attendere ancora. Sarà molto probabilmente dopo il 20 ottobre che una depressione in discesa dal Nord Europa potrebbe portare l'inizio del maltempo autunnale in grande stile e un definitivo abbassamento termico, verso valori definitivamente autunnali.
Quali gli ottobre più caldi? Così come settembre ha chiuso battendo molti record centennali, anche ottobre sembra promettere bene, ancora una volta soprattutto per il Nord, dove verranno battuti altri record. Ma quali sono stati gli ottobre più caldi degli ultimi anni? Dagli archivi di 3bmeteo risultano il 1992 ed il 1994, quest'ultimo particolarmente caldo al sud; il 1999 (i 39°C a Catania sono un record assoluto, 37°C a Palermo); il 2000, il 2001 ed il 2004. L'Ottobre 2006 fu un anno da record per molte le località: Capo Bellavista registrò 31°C, Rimini 29°C, Ferrara 28°C e Venezia 27°C.

Cade a pezzi il monumento dedicato a Buitoni

Allarme degrado in via Francini a Sansepolcro: il monumento dedicato all'illustre imprenditore biturgense Giovanni Buitoni sta letteralmente cadendo a pezzi. La scultura, inaugurata nel 1936 nella strada che un tempo conduceva ai vecchi stabilimenti dell'azienda alimentare, versa oggi nel completo degrado nonostante la vicina collocazione del Centro commerciale Valtiberino, punto nevralgico del commercio e del viavai biturgense. Sia il monumento che l'area limitrofa si trovano in stato di totale precarietà: gli scalini sono anneriti e presentato svariate rotture e incrostazioni, l'aiuola è asciutta e cosparsa di calcinacci, il busto in bronzo di Buitoni è annerito e il pannello protettivo in vetro presenta evidenti inclinazioni. L'area venne a suo tempo già ripulita e 'risanata' dai membri dell'associazione 'Vivere a Borgo Sanepolcro' ma in seguito nessuno si è più mobilitato per la tutela di uno dei monumenti più antichi e significativi della città. Più volte i biturgensi hanno espresso il proprio disappunto alle varie amministrazioni comunali che si sono susseguite negli ultimi anni, ma ancora non si è mai percepito un sensibile apporto alla salvaguardia del monumento. “La soluzione migliore - sostengono alcuni cittadini - sarebbe quella di affidare la manutenzione ordinaria dell'area ad un'associazione di volontariato come accaduto per il 'Campaccio'. Gli edifici e i monumenti di proprietà collettiva devono avere la stessa tutela di qualsiasi altra costruzione, poichè sono una testimonianza unica dei valori, della storia e, soprattutto, della validità morale e culturale dell'intera cittadinanza". (Arezzonotizie.it)

Intervento del Pegaso a Ponte Presale di Sestino

L'elicottero Pegaso arriva fino a Ponte Presale per un 94enne che perde conoscenza all'interno della propria abitazione.
Dunque un intervento a suo modo significativo. E' successo nella tarda mattinata di oggi, a seguito della perdita di conoscenza da parte di un 94enne del posto, V.F., che si trovava nella propria abitazione e che con ogni probabilità ha avuto complicazioni di origine cardiaca. Sono intervenuti l'ambulanza di Badia Tedalda e poi l'elicottero che ha trasferito l'anziano ad Arezzo.

Sestino, ancora polemiche legate al parco eolico di Poggio Tre Vescovi

Si riunirà domani a Firenze la conferenza dei servizi per dare o meno il proprio ok. La paura principale si chiama speculazione.
Tornano le polemiche e le paure di speculazione per il parco eolico di Poggio Tre Vescovi a Sestino: domani, infatti, si riunirà a Firenze la conferenza dei servizi nell'ambito della quale il Ministero per i Beni e le Attività culturali comunicherà ufficialmente la propria decisione. Bocciatura o via libera? Il parere negativo è dato per scontato, mentre del clamoroso avrebbe, se confermato nei fatti, il compromesso individuato, che la sezione Italia Nostra di Sestino battezza sin da ora come "finestra sulla speculazione". I tecnici guidati da Giancarlo Galan, infatti, secondo voci molto attendibili, inviteranno la società proponente Geo Italia a elaborare un nuovo progetto che preveda, obbligatoriamente, la riduzione del numero delle pale e - a discrezione dell'azienda stessa - la diminuzione dell'altezza delle stesse. "Auspichiamo che il dicastero preposto alla conservazione del paesaggio e del patrimonio artistico-culturale non sia seriamente intenzionato a proporre questa alternativa perché così facendo – spiega il presidente di Italia Nostra, Gabriele Cevasco - confermerebbe l'avanzata della speculazione. Facciamo presente che il modello gestionale individuato dalla Geo Italia che prevede l'azionariato diffuso, l'assunzione di manodopera locale e la sua formazione in loco, nel caso di un ridimensionamento del progetto, sarà totalmente insostenibile". Ma il presidente Cevasco non si ferma qui e continuando nel suo comunicato dichiara: "Tutto ciò aumenterà il rischio legato alla nascita di più parchi indipendenti tra loro sullo stesso territorio. Una simile finestra sarebbe elemento di forte attrazione per tutte quelle aziende senza scrupoli che, tradendo le aspettative dei territori, pur consapevoli dell'insussistenza delle condizioni minime di sostenibilità economico-finanziaria, redigono egualmente il progetto ridimensionato, senza realizzare l'intervento, con l'esclusivo obiettivo di ottenere l'autorizzazione da rivendere al "miglior offerente", nella maggior parte dei casi identificabile con chi a interesse a pulire denaro sporco". Italia Nostra di Sestino, qualora il Ministero decidesse di aprire "la finestra sulla speculazione", auspica sin da ora che la società proponente Geo Italia rinunci alla suddetta alternativa, ed esorta, gli attori interessati e amministrazione comunale in primis il sindaco Elbo Donati, a non lasciarsi illudere e a bocciare con forza e fermezza anche la via del ridimensionamento progettuale che, al contrario di quanto possano far credere i procacciatori di guadagni facili, avrebbe il solo e drammatico fine di svendere i propri territori alla speculazione e al mercato delle autorizzazioni facili.

Italia Nostra: Parco eolico Poggio Tre Vescovi a Sestino: il rischio speculazione è alla finestra

"Il modello gestionale individuato dalla Geo Italia, elemento innovativo del progetto, che prevede l’azionariato diffuso, l’assunzione di manodopera locale e la sua formazione in loco, nel caso di un ridimensionamento del progetto, sarà totalmente insostenibile"
Poche ore e il destino del Parco eolico Poggio Tre Vescovi sarà segnato: lunedì si riunirà a Firenze la conferenza dei servizi nell'ambito della quale il Ministero per i Beni e le Attività culturali comunicherà ufficialmente la propria decisione. Bocciatura o via libera? Il parere negativo è dato per scontato, mentre del clamoroso avrebbe, se confermato nei fatti, il compromesso individuato, che la sezione Italia Nostra di Sestino battezza sin da ora come "finestra sulla speculazione". I tecnici guidati da Giancarlo Galan, infatti, secondo rumors attendibili, inviteranno la società proponente Geo Italia a elaborare un nuovo progetto che preveda, obbligatoriamente, la riduzione del numero delle pale e, a discrezione dell'azienda stessa, la diminuzione dell'altezza delle stesse.

La sezione Italia Nostra di Sestino auspica che il dicastero preposto alla conservazione del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale non sia seriamente intenzionato a proporre questa alternativa perché, così facendo, legittimerebbe l'avanzata della speculazione e l'allargamento del tristemente noto mercato delle autorizzazioni a  territori marginali e, dunque, meno monitorabili, che di tutto hanno bisogno fuorché di becero sfruttamento.

La sezione Italia Nostra di Sestino fa presente che il modello gestionale individuato dalla Geo Italia, elemento innovativo del progetto, che prevede l'azionariato diffuso, l'assunzione di manodopera locale e la sua formazione in loco, nel caso di un ridimensionamento del progetto, sarà totalmente insostenibile. Aumenterà, inoltre, il rischio legato alla nascita di più parchi indipendenti tra loro sullo stesso territorio. Non solo: una simile finestra sarebbe elemento di forte attrazione per tutte quelle aziende senza scrupoli che, tradendo le aspettative dei territori, pur consapevoli dell'insussistenza delle condizioni minime di sostenibilità economico-finanziaria, redigono egualmente il progetto ridimensionato, senza realizzare l'intervento, con l'esclusivo obiettivo di ottenere l'autorizzazione da rivendere al "miglior offerente", nella maggior parte dei casi identificabile con chi a interesse a pulire denaro sporco.

La sezione Italia Nostra di Sestino, in conclusione, qualora il Ministero decidesse effettivamente di aprire "la finestra sulla speculazione", auspica sin da ora che la società proponente Geo Italia rinunzi responsabilmente alla suddetta alternativa, limitandosi ad accettare il parere, con la consapevolezza di chi sa che una simile soluzione farebbe tramontare ogni ipotesi gestionale innovativa. Al contempo esorta, tutti gli attori interessati, amministrazioni comunali in primis, a non lasciarsi illudere e a bocciare con forza e fermezza anche la via del ridimensionamento progettuale che, al contrario di quanto possano far credere i procacciatori di guadagni facili, avrebbe il solo e drammatico fine di svendere i propri territori alla speculazione e al mercato delle autorizzazioni facili.

Il Presidente
Gabriele Cevasco

Montedoglio, un ente pubblico economico per la gestione della diga una volta chiuso il capitolo Ente Irriguo Umbro-Toscano

Convegno molto partecipato ieri sera a Sansepolcro, con domande incalzanti sulla sicurezza da parte degli intervenuti.
E' stato un convegno molto partecipato, quello di ieri sera nella sala teatro del convitto Inpdap "Regina Elena" di Sansepolcro avente per delicato argomento l'invaso di Montedoglio quando siamo giunti a un mese esatto dalla scadenza del mandato dell'Ente Irriguo Umbro-Toscano. Occupate per intero le poltroncine e anche tanta gente in piedi, a dimostrazione del fatto che sarebbe stato più opportuno tenere l'incontro in un locale con capienza maggiore. L'amministrazione comunale biturgense, rappresentata dal sindaco Daniela Frullani, pare intenzionata a lavorare nella direzione di ricostituire quel rapporto fra cittadini e diga che si è rotto dallo scorso 29 dicembre, con il distacco dei conci del muro di sfioro. A illustrare il nuovo organismo di gestione, che sarà un ente pubblico economico, ha provveduto l'assessore regionale toscano all'Agricoltura, Gianni Salvadori (nella foto), il quale ha precisato che si sta mettendo a punto in questi giorni il relativo testo che diverrà legge per le due Regioni, Toscana e Umbria. A proposito del ruolo rivendicato dalla Valtiberina su Montedoglio, saranno i comitati a confrontarsi con il nuovo ente e con gli amministratori. Ad animare il dibattito e a conferire il giusto "pepe" alla discussione sono stati tuttavia gli interventi della gente, preoccupata per quella sicurezza che non c'è più; in particolare, da rimarcare quello di Cesare Farinelli, presidente della Pro Loco di Santafiora, il quale è stato chiaro: "Se dopo mesi di indagine e lavoro, la commissione incaricata di fare luce sulle cause della rottura – composta da esperti autorevoli – chiede ancora tempo, che cosa significa tutto questo?". Al tavolo dei relatori, con moderatore il giornalista Federico Sciurpa, gli assessori regionali all'Agricoltura, Gianni Salvadori per la Toscana e Fernanda Cecchini per l'Umbria; il presidente della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai, l'assessore provinciale perugino Domenico Caprini; il direttore dell'Ente Irriguo, Diego Zurli e il sindaco biturgense Daniela Frullani. (Saturno Notizie)

Sansepolcro, questa sera nella sala teatro del convitto Inpdap l'interessante convegno sull'invaso di Montedoglio

A un mese esatto dalla partenza del nuovo ente di gestione, i promotori dell'iniziativa intendono conoscere quale ruolo dovranno recitare Sansepolcro e la Valtiberina.

A un mese esatto dalla scadenza fatidica del 7 novembre, la coalizione che alle amministrative di maggio a Sansepolcro ha appoggiato la candidatura a sindaco di Danilo Bianchi si è resa promotrice del convegno speciale sulla emergenza idrica della diga di Montedoglio. L'appuntamento è fissato per le 21.00 di questa sera nella sala teatro del convitto Inpdap "Regina Elena", un luogo che non ha la stessa capienza del palazzetto dello sport, originariamente richiesto da Democratici per Cambiare, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà e Rifondazione Comunista. "Vista la delicatezza del tema – ha dichiarato Massimo Canosci – avremmo preferito il palasport, però invito ugualmente tutti a venire, a costo anche di star fuori dal locale: se non ci siamo, è chiaro poi che non ci possiamo nemmeno lamentare. Nonostante tutti i proclami fatti dai politici, vi sono ancora piante di 30 metri adagiate lungo il corso del Tevere, con il rischio che una prossima piena del fiume possa provocare gli stessi danni della diga. E poi, il 7 novembre dovrebbe teoricamente partire il nuovo ente di gestione creato dalla Regioni Toscana e Umbria al posto dell'Ente Irriguo: alcuni parametri importanti dovranno garantire la Valtiberina dal punto di vista sia della sicurezza che del ritorno economico. Nella mozione presentata dalla coalizione di Danilo Bianchi (quindi dallo stesso Bianchi e dai consiglieri Lorenzo Moretti ed Emanuele Calchetti), ma firmata anche dai consiglieri provinciali Michele Del Bolgia e Sara Boncompagni e votata all'unanimità sia dal consiglio provinciale di Arezzo che da quello comunale di Sansepolcro, si impegnano le rispettive giunte ad attivarsi presso la Regione e il Ministero competente perché il nuovo soggetto gestore dell'invaso rimanga demaniale; perché quest'ultimo si accolli le opere di manutenzione ordinaria; perché – punto fondamentale – vengano coinvolti gli enti locali nei territori dei quali insistono le opere idrauliche di maggior rilevanza con adeguate procedure partecipative; perché – altro punto fondamentale – vi sia rappresentatività nel nuovo soggetto degli enti locali nel cui territorio insiste la diga e perché venga favorita una specifica vocazione di fornitura di acqua potabile in aggiunta alle erogazioni a scopo irriguo e che questa vocazione diventi un'ulteriore importante forma di sostentamento finanziario. "Già da qualche mese abbiamo iniziato a lavorare sul convegno – spiega Luca Galli - e i primi contatti li abbiamo presi con il consigliere regionale Marco Manneschi dell'Idv, che ha trovato il modo di accordarsi con l'assessore Gianni Salvadori, il quale assieme alla collega umbra Fernanda Cecchini avrà il compito di dar vita al nuovo organismo. Da iniziativa nostra, abbiamo deciso di fare un atto di maturità e di trasformarla in un qualcosa di più ampio, allargandola al Comune di Sansepolcro e presentando la mozione passata all'unanimità: crediamo che questa debba essere una vittoria di tutta Sansepolcro. Se va bene il suo patrocinio, meno d'accordo ci trova l'impostazione più elitaria e ristretta data al convegno dal Comune, anche se la platea potrebbe essere più qualificata. Noi, per informare la gente, abbiamo realizzato e pubblicato uno speciale opuscolo e ora vogliamo sapere quale ruolo dovranno recitare Sansepolcro e la vallata nel nuovo ente, a livello non soltanto di partecipazione ma anche di benefici: questa zona si ritrova con una grande risorsa, ma ha pagato anche qualcosa in termini di sacrificio del territorio". E intanto, alla vigilia del convegno un imprenditore di Sansepolcro a suo tempo impegnato anche in politica, Franco Pagelli, fa rilevare come i Comuni rivieraschi abbiano diritto a ricevere un canone qualora essi si siano riuniti in consorzio, come stabilisce il Regio Decreto n. 1775 dell'11 dicembre 1933 con successiva integrazione attraverso la legge n. 959 del 27 dicembre 1953; tuttavia, il provvedimento ha un effetto retroattivo, ragion per cui le amministrazioni di Pieve Santo Stefano, Sansepolcro, Anghiari e Caprese Michelangelo avrebbero diritto – secondo la tesi di Pagelli – a essere rimborsate dai fruitori per aver dato l'acqua agli altri. Ad avallare questa posizione, la causa vinta da un Comune del Meridione che non aveva ricevuto soldi dall'Enel.
“Il convegno su Montedoglio dovrà essere un momento fondamentale per dimostrare la coesione del nostro territorio che ha esigenze diverse rispetto a tutti gli altri sulla questione. Come hanno dimostrato gli eventi della notte tra il 29 e il 30 dicembre 2010, non solo abbiamo sacrificato parte delle nostre terre per realizzare l’invaso, ma siamo anche le aree maggiormente esposte in caso di improvvisi rilasci d’acqua causati da incidenti o calamità. Il Convegno è per questo stato promosso da tutto il Consiglio Comunale, cioè da tutte le forze politiche che sono chiamate a sostenere gli interessi di Sansepolcro, delle sue frazioni e delle popolazioni che le abitano. Sarebbe strumentale e fuori luogo che qualche forza politica, in maniera totalmente scorretta, tentasse di accreditarsi diversamente nei confronti di questo importante appuntamento. Il mio obiettivo è quello di ottenere risultati e non certo quello di fare polemiche.” Così il sindaco Daniela Frullani in merito all’importante iniziativa che si svolgerà dalle 21 odierne presso il teatro del collegio Inpdap venerdì prossimo dal titolo “Diga di Montedoglio…Quale Futuro? “La nostra volontà, dell’Amministrazione, della Giunta  e del Consiglio Comunale, è quella di avere un ruolo decisivo nella futura gestione della Diga di Montedoglio entrando nel costituendo ente che prenderà il posto dell’Eiut dal prossimo 7 novembre. Oltre a questo ci sono altri ed importanti temi correlati che devono essere affrontati, ad iniziare dalla messa in sicurezza del nostro territorio, troppo fragile e ad altissimo rischio dal punto di vista delle infrastrutture. (Saturno Notizie)

Pioggia e freddo, arriva l'autunno

In ritardo di qualche settimana, nel prossimo week-end sull'Italia arriva improvvisamente l'autunno. Colpa di una perturbazione atlantica, che dal nord Europa porterà -già da oggi- precipitazioni sparse in successione su tutte le regioni, seguita da un cambiamento dei venti con un abbassamento marcato delle temperature anche di 10 gradi.

Ma non c'è da disperare: martedì, infatti, potrebbero tornare sole e temperature decisamente primaverili. Secondo le previsioni dei meteorologi della Protezione civile, il cambiamento significativo avverrà nella notte tra giovedì e venerdì, quando la perturbazione atlantica si affaccerà sui settori alpini delle regioni del Nord-Ovest portando precipitazioni significative e possibili nevicate in montagna.

Venerdì il maltempo si sposterà con un incedere piuttosto veloce su tutto il Nord, dalla Lombardia al Friuli, mentre nel Nord-Ovest è previsto un miglioramento. A seguire, in poche ore e sempre nella giornata di venerdì, i temporali (anche localmente molto intensi) raggiungeranno il Centro e quindi il Sud. Oltre alla pioggia, sarà l'aria decisamente più fresca a caratterizzare i prossimi giorni: si prevede infatti una diminuzione sensibile e molto veloce delle temperature, prima a Nord poi anche al Sud, anche di 10 gradi, in alcune zone anche di più. I venti infatti (il föhn sull'arco alpino, la bora sul Golfo di Trieste, maestrale sulle isole maggiori e sulle coste tirreniche) dopo il passaggio delle precipitazioni ruoteranno dai quadranti settentrionali, portando aria fredda. Sabato e domenica, passata la perturbazione, il tempo rimarrà instabile su tutta la Penisola, con prevalenza di sole, almeno fino a lunedì.

Attenti però a questo primo freddo, che dovrebbe durare tutto il fine settimana. Estate arrivederci al 2012? Forse ancora non del tutto: con i dovuti condizionali - visto che mancano 5/6 giorni - martedì prossimo potrebbe riaffacciarsi un campo anticiclonico con tempo bello e temperature piuttosto gradevoli.