Un appuntamento importante sul quale gli esponenti dibatteranno sull'approvazione del bilancio consuntivo 2010 e quello preventivo per il 2011
Si terrà domenica 2 ottobre, alle ore 9.30, presso il Castello di Sorci, l'assemblea generale annualedelle Pro Loco aderenti all'Unpli - provincia di Arezzo. Si tratta di un evento di rilevanza, che vede la riunione di noti rappresentanti delle Pro Loco aretine i quali dibatteranno sull' approvazione del bilancio consuntivo del 2010 e su quella del bilancio preventivo del 2011. Adaprire l'incontro, sarà il presidente nazionale Unpli Claudio Nardocci, dopo i saluti del presidente della Pro Loco ospitante Piero Callie del presidente provinciale Unpli, Bruno Polverini. Subito dopo l'assemblea, intorno alle 10,30 si terrà il convegno regionale delle Pro Loco della Toscana, nell'occasione si celebreranno i 150°anni dell'Unità di Italia, i 23 anni della costituzione del comitato provinciale Unpli di Arezzo e il 40°anniversario del Primo convegno regionale delle Pro Loco della Toscana. Seguiranno consegne di benemerenze e riconoscimenti vari tra i quali, segnaliamo il premio alla Pro Loco di Monterchi per aver raccolto il maggior numero di firme nel progetto "Costruiamo la nostra storia". Interverranno alla conviviale i rappresentanti delle Istituzioni e della giunta nazionale dell'Unpli.
Ieri 29 settembre 2011, in occasione della festa del Santo Patrono San Michele Arcangelo, Badia Tedalda ha festeggiato anche il quarantesimo compleanno dall’Associazione Pro-Loco.
Nel pomeriggio, presso il Centro Visite e sede dell’Associazione, si è ripercorso il cammino che questa associazione, una delle più attive in Toscana, ha tratto dal 1971 ad oggi. Orgogliosadi un passato legato alle edizioni storiche della Maremmata, alla creazione di percorsi guidati, alla realizzazione di un centro visite con mostre permanenti e punto di riferimento per tutta la popolazione turistica, oggi la pro-loco di Badia Tedalda punta in alto. Nell’occasione dei festeggiamenti è stato presentato ed illustrato il progetto “Il parco storico della linea gotica di Badia Tedalda” con interventi da parte del ricercatore Doriano Pelae della guida ambientale Andrea Meschini. Il parco offrirà ai visitatori la possibilità di ammirare, con riferimenti storici, le molteplici trincee scavate lungo il tratto appenninico durante l'ultimo conflitto mondiale avvalendosi, appunto, dei molti tra i percorsi segnalati realizzati in passato dalla pro-loco.
La serata si è conclusa alla struttura polivalente dove il presidente Fulvio Piegai ha donato un riconoscimento a tutti coloro che, durante i primi quarant’anni della’associazione, hanno fondato, presieduto e semplicemente collaborato con essa.
Prima del buffet è stata letta al pubblico la comunicazione che ilPresidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato all’ associazione .
Roma, 20 settembre 2011
Gentile Sigor Piegai,
il Presidente della Repubblica La ringrazia, mio tramite, per la notizie che ha voluto fornirgli sull’attività della Pro Loco da Lei diretta.
Insieme al vivo apprezzamento per l’attività intesa anche al ricordo di chi perse la vita per il ritorno delle libertà democratiche, il Presidente Napolitano invia a Lei ed a tutti i consociati i suoi migliori saluti, ai quali aggiungo con piacere i miei personali.
Per due giorni, 28 e 29 settembre, grande protagonista sarà questa pregiata e antica razza da carne
Mancano poche ore prima che si accendano i riflettori sulla chianina. Mercoledì 28 e giovedì 29 settembre prossimi a Ponte Presale (Sestino di Arezzo) torna infatti la Mostra Nazionale degli Allevamenti Bovini di Razza Chianina allo Stato Semibrado e a stabulazione libera iscritti al Libro Genealogico Nazionale, manifestazione creata a tutela di questa razza che è ormai, giunta alla 18esima edizione, diventata un importante appuntamento per il settore zootecnico.
La Mostrasi svolgerà presso il Complesso Zootecnico "Silvio Datti", tradizionale location dell'evento. A Ponte Presale sono attesi, come ogni anno, una ventina di allevatori provenienti dalle regioni (Toscana, Umbria ed Emilia Romagna) in cui viene allevata tradizionalmente questa pregiata razza da carne molto antica, di probabili origini etrusche, che nel corso dei secoli ha sviluppato peculiari caratteristiche morfologiche, fisiologiche e produttive che la rendono unica al mondo. In tutto saranno presentati circa 150 capi selezionati.
L'organizzazione della manifestazione - figlia dell'antica fiera del bestiame che negli anni ha acquistato una risonanza tale da diventare Mostra Nazionale - è curata dall'Associazione Regionale Allevatori della Toscana (sezione APA di Arezzo) e dall'Anabic (Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne), con il contributo della Regione Toscana, oltre che dell'Amministrazione Provinciale di Arezzo, dei Comuni di Badia Tedalda e Sestino, della Comunità Montana Valtiberina Toscana e della Camera di Commercio di Arezzo.
"La Mostradi Ponte Presale – afferma l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Arezzo, Andrea Cutini – qualifica senza dubbio le produzioni, in un territorio come quello della provincia aretina in cui ci sono molti allevamenti. Ma è senza dubbio una manifestazione che più in generale dà un contributo importante alla crescita e allo sviluppo della razza chianina, oltre ad essere inoltre un appuntamento fondamentale per la selezione genetica della stessa". "Ora – aggiunge l'assessore – cercheremo di intensificare gli sforzi per favorire la penetrazione della chianina nella ristorazione e per consentire ai territori montani come quello di Ponte Presale uno sviluppo veloce anche sul fronte turistico".
Nel corso delle due giornate ci sarà un calendario di eventi molto ricco: sono previste aste di vitelli e manze, mercato di torelli selezionati, dimostrazioni, iniziative gastronomiche e una gara di giudizio con istituti tecnici agrari e istituti professionali.
All'inizio della giornata di mercoledì 28 settembre è previsto l'arrivo e la sistemazione degli animali. La manifestazione entrerà poi nel vivo con tutta una serie di iniziative. Si parte alle ore 9 con la visita all'Antica Fiera del Ranco. Dalle ore 9 alle 11 si terrà la Gara di Giudizio tra Istituti Tecnici Agrari ed Istituti Professionali legati all'agricoltura provenienti da varie parti d'Italia. Dalle ore 10.30, invece, il Laboratorio di sezionamento - macelleria mobile venderà al pubblico tagli anatomici di carne Chianina IGP proveniente dal territorio della Valtiberina. A seguire, dopo il pranzo a tema dal titolo "La Chianina incontra il consumatore", inizieranno i lavori della giuria e dimostrazioni di vario genere, come quelle di mascalcia e toelettatura.
Anche la giornata conclusiva, giovedì 29 settembre, sarà caratterizzata da varie iniziative: l'Asta dei vitelli da ristallo e manze da riproduzione, con in tutto 80 soggetti, e intorno alle ore 12.30 il conferimento del premio al "Miglior soggetto della Mostra" (offerto dall'Associazione Nazionale Città della Chianina) e dei Trofei "Mario Casini" e "Silvio Datti". Dopo il "Pranzo dell'Allevatore" la manifestazione si concluderà nel primo pomeriggio.
Inoltre, sempre all'interno delle iniziative della Mostra Nazionale, in entrambe le giornate si terrà, per i bovini idonei al funzionamento sui pascoli, il tradizionale Mercato dei Torelli Selezionati giunto alla 18esima edizione, con una decina di giovani torelli da riproduzione.
Sarà poi presente un box con cani pastori abruzzesi anche per presentare il risultato del progetto "Azioni di mitigazione per prevenire danni da predatori", curato dall'Associazione Cani da Gregge Abruzzese.
Per quanto riguarda le iniziative più gustose, le sorprese non finiscono qui. Da segnalare, infine, che fino al 2 ottobre, i ristoratori e gli agriturismi dei Comuni di Badia Tedalda e Sestino prepareranno menu a base di carne esclusivamente chianina IGP (vitellone bianco dell'Appennino Centrale), per esaltare tutti i suoi tagli e senza fermarsi alla fiorentina. (Saturno Notizie)
Fino a gli anni '70 il Ranco ( piccolo agglomerato di case nel comune di Badia Tedalda ) ospitava annualmente, in occasione appunto della festa di San Michele Arcangelo, un’antichissima e rinomata fiera del bestiame a cui partecipavano le genti di Toscana, Marche e Romagna. Della fiera del Ranco la notizia più antica risale al 1593: "Adì, 29 settembre 1593, ….essendo da Alessandro Venturini stato condotto alla fiera del Ranco un paio di buoi.... ". Attualmente, per ragioni logistiche , la fiera si è trasferita in località più agevole, a Ponte Presale ( comune di Sestino ), trasformandosi in mostra-mercato Nazionale di esemplari selezionati di razza Chianina. La fiera inizierà il giorno 28 per concludersi il giorno dopo.
Il compleanno dell’Associazione Pro-Loco.
Il Presidente della Pro-Loco, Fulvio Piegai, presenterà tutte le novità che l’Associazione promuoverà nei prossimi mesi; novità importanti e progetti ambiziosi che cambieranno in modo incisivo le sorti della pro-loco e di tutto il paese di Badia Tedalda.
Questo il programma:
Ore 16.30 – Chiesa abbaziale di San Michele Arcangelo: celebrazione della Santa Messa con la tradizionale benedizione dei bambini.
Ore 17.30 – Centro visite ( sede dell’Associazione Pro-Loco ):
Presentazione ed illustrazione del progetto “IL PARCO STORICO DELLA LINEA GOTICA DI BADIA TEDALDA”. Interverranno: Doriano Pela, ricercatore di storia della II° guerra mondiale e della Resistenza, Andrea Meschini, guida ambientale escursionistica.
Ore 20.30 – Struttura polivalente comunale: FESTA DI COMPLEANNO.
-I quarantenni dell’Associazione Pro Loco di Badia Tedalda –
-Consegna delle pergamene ai soci fondatori ed ai presidenti che si sono succeduti.
-Intervento della Corale Santa Maria con esecuzione di brani classici legati al tema del Risorgimento e della memoria.
-Buffet in musica con Lorenzo e la sua fisarmonica e spuntino per tutti.
Confermata la presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini
Saranno oltre 150 gli studenti, gli amministratori e i semplici cittadini che raggiungeranno domani Borgo Pace, al confine tra l'appennino Toscano e quello marchigiano, per partecipare alla manifestazione che ha il suo clou nel percorrere la strada che fu già di Garibaldi, portando il tricolore più lungo di sempre. In tutto saranno un migliaio i partecipanti annunciati all'evento, che si chiuderà al campo sportivo di Borgo Pace, con il saluto finale del Presidente della Camera Fini.
La partecipazione aretina, coordinata dalla Provincia di Arezzo, che ha da subito aderito al progetto, vedrà un pullman – messo a disposizione gratuitamente dalla società Tiemme - in partenza da Arezzo – per trasportare i ragazzi dell'Istituto d'arte Piero della Francesca, a questo si aggiungerà il pullman organizzato dai comuni di Sansepolcro e Anghiari, con a bordo studenti della scuole locali e amministratori, mentre una delegazione di studenti e di famiglie partirà dal comune di Sestino, il più vicino al luogo dell'evento. Annunciata anche la partecipazione di una delegazione dell'Istituto del Nastro Azzurro e quella di amministratori e rappresentanti di associazioni di categoria, tra cui anche il vice Presidente di Confindustria Arezzo Fabozzi.
La delegazione della Provincia sarà guidata dal Presidente Vasai e vedrà la partecipazione della Vice Presidente Mirella Ricci, dell'assessore al lavoro e alla formazione Carla Borghesi, e dell'assessore alla viabilità Francesco Ruscelli. "Con questo evento – ha ribadito il Presidente Vasai – vogliamo richiamare l'attenzione di tutti su una parte d'Italia ad oggi troppo trascurata".
L'appuntamento per tutti sarà alle 9.30 nel punto di ritrovo fissato a un paio di chilometri dalla località marchigiana. Da li partirà il corteo con la bandiera lunga 1861 metri, per raggiungere il campo sportivo di Borgo Pace, dove la mattinata sarà chiusa dall'intervento del Presidente della Camera Fini. Nel pomeriggio a Mercatello sul Metauro, la riunione sulla Due Mari, con la partecipazione di tutte le Provincie interessate e di Barbara. (Saturno Notizie)
Attesi tanti visitatori ed operatori del settore zootecnico dalle regioni dell’Italia centrale
Alla fine di settembre, a Ponte Presale, torna immancabile l'appuntamento con la chianina, grazie ad un evento tradizionale di grande spessore economico, turistico e gastronomico.
È la Mostra nazionale degli allevamenti bovini di razza chianina allo stato semibrado e a stabulazione libera iscritti al Libro Genealogico Nazionale - giunta alla 18esima edizione e che si svolgerà il 28 e 29 settembre come al solito presso il Complesso Zootecnico "Silvio Datti" - sempre più ormai un punto di riferimento fondamentale per il settore zootecnico, molto attesa e sentita dagli operatori dell'Italia centrale.
Ma non solo, visto che tanti turisti ogni anno approfittano della Mostra chianina per visitare il territorio e conoscere luoghi davvero incantevoli dal punto di vista paesaggistico-ambientale.
A Ponte Presale sono attesi una ventina di allevatori provenienti soprattutto dalla Toscana, dall'Umbria e dall'Emilia Romagna, ovvero da quelle regioni in cui viene allevata tradizionalmente la chianina, i quali presenteranno circa 150 capi selezionati.
Per due giorni, quindi, grande protagonista sarà la pregiata e antica razza da carne chianina: sono previste gare di giudizio, aste di vitelli e manze con 80 soggetti, dimostrazioni, pranzi a tema, mercato di torelli. Tra le varie iniziative in programma, infatti, per i soggetti idonei al funzionamento sui pascoli si terrà il tradizionale mercato dei torelli selezionati, giunto alla 18esima edizione, con una decina di giovani torelli da riproduzione.
Sarà inoltre presente un box con cani pastori abruzzesi anche per presentare il risultato del progetto "Azioni di mitigazione per prevenire danni da predatori", curato dall'Associazione Cani da Gregge Abruzzese.
Poi, sempre presso il Complesso Zootecnico "Silvio Datti", il Laboratorio di sezionamento - macelleria mobile venderà al pubblico carne di Chianina IGP proveniente dal territorio della Valtiberina.
Da segnalare, infine, che dal 24 settembre al 2 ottobre, i ristoratori e gli agriturismi dei Comuni di Badia Tedalda e Sestino prepareranno menu a base di carne esclusivamente chianina IGP (vitellone bianco dell'Appennino Centrale), per esaltare tutti i suoi tagli e senza fermarsi alla fiorentina.
L'organizzazione della manifestazione è curata dall'Associazione Regionale Allevatori della Toscana (sezione APA di Arezzo) e dall'Anabic (Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne), con il contributo della Regione Toscana, oltre che dell'Amministrazione Provinciale di Arezzo, dei Comuni di Badia Tedalda e Sestino, della Comunità Montana Valtiberina Toscana e della Camera di Commercio di Arezzo. C'è poi da sottolineare la collaborazione dell'Associazione Nazionale Città della Chianina, che anche quest'anno offrirà il Trofeo per il "Miglior soggetto della Mostra". (Saturno Notizie)
Debutto amaro per il nuovo allenatore del Badia Tedalda calcio Mirco Lozzi. Nella prima di campionato si è visto sconfitto nel terreno casalingo per due reti a zero dal Tavoleto. Forse le cause sono giustificate dalle numerose assenze, Stefano Piccini, pilastro impenetrabile a centro campo, e alcuni giocatori che fanno la differenza, sperando in un rientro prima possibile.
Inizio di partita sotto i buoni auspici, cielo sereno campo ottimo, molti i tifosi per vedere il nuovo Mister in panchina. Ci sono voluti 40 minuti prima di dare una scossa alla gara, i padroni di casa hanno corso un brivido a causa di una traversa colpita da pochi passi dalla squadra avversaria. Allo scadere del primo tempo punizione per il Badia dal limite dell’area, si incarica al tiro Valentino Piccini, intramontabile centrocampista, per lui gli anni non passano mai, sul gran tiro la traversa gli nega la gioia del gol.
Nella seconda parte della gara, le numerose assenze fanno capire che la squadra locale è in crisi. Passano solo 10 minuti, il Badia è costretta al fallo vicino la propria area, punizione per gli avversari, nasce una mischia, un rimpallo favorisce il Tavoleto che infila la porta difesa da Braccini. Tavoleto, in vantaggio di una rete, al 15° del secondo tempo rimane in 10 uomini per l’espulsione di un giocatore per gioco scorretto. Ora tutti sperano nel Badia, la differenza numerica è a suo favore.
Le due squadre si studiano per dare il colpo finale, la squadra locale vuole pareggiare a tutti i costi, tutti i giocatori badiali sono spinti in avanti alla ricerca del pari,. Nella confusione, al 40° del secondo tempo, contropiede della squadra avversaria, un giocatore si trova la palle nel piede giusto per battere il portiere Braccini che è costretto per la seconda volta ad andare a raccogliere la palla in fondo alla rete. Allo scadere dei minuti regolamentari, il Badia va in gol, l’arbitro vicino all’azione annulla la rete. A questo punto, non rimane che aspettare il fischio finale della partita, che arriva o poco dopo.(Primo piano Notizie)
Disagi in Valtiberina a Sestino martedì mattina un forte temporale si è abbattuto sulla cittadina. Tuoni e fulmini si sono accaniti in particolare con un ripetitore di telefonia cellulare. Risultato: Telefonini abbuiati anche il mercoledì, con il ripristino solo nel pomeriggio di ieri. «Da un lato - evidenzia il sindaco Elbo Donati - siamo tornati a diversi anni fa, quando il cellulare non esisteva e una certa pace è stata ritrovata; battuta a parte - prosegue - ci sono stati notevoli problemi poiché in molti non dispongono di telefono fisso, usando unicamente il cellulare. Siamo stati, in pratica, isolati per quasi tre giorni con grossi disagi per tutta la cittadinanza. Abbiamo allertato carabinieri e Prefettura, ma il problema è stato solo risolto solo nel pomeriggio di giovedì». (Saturno Notizie)
Incredulità in città per l'improvvisa morte a 55 anni dell'artista e manager dello spettacolo
La t-shirt sotto, la giacca scura sopra, i blue jeans e i lunghi capelli raccolti a coda: Luigi Medori (nella foto) – o meglio, Gigi Medori – è rimasto lui anche in queste tristi ore che precedono l'ultimo suo viaggio terreno. La camera ardente è composta presso l'obitorio dell'ospedale di Sansepolcro e vi rimarrà fino alle 11.00 di domani, sabato 24 settembre, quando verrà trasferita nella chiesa di San Paolo Apostolo, la chiesa che lui ogni giorno si ritrovava davanti aprendo le finestre di casa e nella quale alle 15.00 verrà celebrato il rito funebre. Dalle prime ore di ieri, la sala in cui si trova composta la bara è stata un continuo peregrinare di conoscenti e soprattutto di tanti amici – più o meno coetanei – che ricordano questo personaggio dal look singolare, ma gradevole nel modo di porsi e appassionato di musica. Nello sguardo delle persone (soprattutto dei 50enni e più di oggi) che lo hanno salutato immobile, come se si fosse calato in un sonno profondo, l'alone di tristezza per un periodo di gioventù che anche la vivacità di Gigi Medori stava contribuendo in quel momento a rispolverare, nonostante sotto i vestiti dell'icona "Gigi" vi fosse da tempo il 55enne manager impegnato molto spesso fuori città e, fra le mura domestiche, l'uomo di famiglia premuroso e orgoglioso della moglie Patrizia e dei figli Matteo e Michele. Era una Sansepolcro ancora incredula, quella che ieri commentava la notizia ben presto diramata da radio, televisioni e siti internet locali, in attesa dell'affissione dei manifesti. La notizia, girata a tempo di record, di una morte improvvisa, causata da un arresto cardiaco di quelli che non perdonano, perché stroncano all'istante: tutto sembra ancora difficile da realizzare, ma è purtroppo la realtà. E quando una persona è vitale, come lo era stato lui, risulta più difficile rassegnarsi e non pensare che in fondo tutti siamo appesi a un filo. Luigi Medori era nato il 1° aprile del 1956 a Brisighella, in provincia di Ravenna; non era un biturgense di origini, anche se lo è quasi subito diventato a seguito del trasferimento a Sansepolcro per motivi di lavoro del padre, appartenente all'Arma dei Carabinieri. Fin da giovane, musica e spettacolo erano state le sue passioni, che con pazienza e determinazione aveva trasformato in professione; da artista era diventato manager e scopritore di talenti, con molti ragazzi che – grazie a lui – hanno potuto beneficiare di una opportunità per fare valere il proprio talento. Dall'uscita del 33 giri alle serate di spettacolo in tutta la provincia di Arezzo; dalle selezioni di Miss Italia a quelle dei cantanti impegnati al Festival di Sanremo; dalle collaborazioni con Pupo all'amicizia con Cristiano Militello di "Striscia la Notizia": tutti gli eventi avevano un comune denominatore chiamato Disco Team di Gigi Medori. Che oggi non c'è purtroppo più e magari l'agenda dei suoi impegni era piena. Ma così è molto spesso la vita. (Saturno Notizie)
Ci hanno provato gli addetti del 118 con 5 scariche di defibrillatore, ma tutto inutile: il suo cuore si era già arreso. Stava scritto insomma che per Luigi Medori – cantante, scopritore di talenti e manager dello spettacolo – il capitolo con la vita si dovesse chiudere verso le 17.30 di ieri, ultimo giorno di estate, all'età di 54 anni. E stava scritto anche che si dovesse chiudere all'improvviso, nel giro probabilmente di pochi istanti, fra le mura della sua abitazione di via della Costituzione, che sovrasta la piazza del centro commerciale di San Lazzaro. Arresto cardiaco: questa la causa più probabile della sua morte, preceduta – a quanto risulta – da qualche dolore avvertito sempre nel corso del pomeriggio, ma nulla che potesse far immaginare quanto poi sarebbe accaduto. Se ne va per sempre un personaggio singolare, che a suo modo ha fatto epoca a Sansepolcro anche per il suo look inconfondibile (lunghi capelli corvini nel contesto di un fisico rimasto sempre asciutto) e per la ventata di novità che seppe dare alla musica dagli anni '70 in poi. Gigi Medori – questo il nome d'arte e affettuoso con il quale era più conosciuto – era un virtuoso della chitarra elettrica e fin dalla creazione del complesso "Purple Haze" aveva messo in mostra le sue qualità, con una forte predilezione per il genere "rock and blues". Per i giovani di allora, insomma, era un punto di riferimento e per la musica e lo spettacolo ha cominciato fin da quel momento a dare tutto se' stesso, al punto tale – ce lo aveva confidato un giorno, quando oramai con il suo lavoro era ben avviato – da rifiutare altre proposte professionali che magari a primo impatto si sarebbero prospettate come più gratificanti. Ma no! Aveva un obiettivo chiaro in testa, il buon Gigi e dopo anni di sacrifici e determinazione il treno giusto era arrivato anche per lui: la realizzazione nel 1987 di un lp dal titolo "Coming up the river" (nella foto, la copertina del 33 giri). Il Gigi Medori ce l'aveva finalmente fatta, nella doppia veste di cantante e di compositore; e per lui, anche la vetrina nazionale di DiscoRing su Rai Uno con l'esecuzione del brano "Driving back my home". Da quel momento in poi, la sua parabola è stata in ascesa come manager e scopritore di talenti musicali, passati attraverso la Disco Team, di cui è stato il fondatore. Tante altre produzioni discografiche (ricordiamo "I big del domani" e "Italian Time" negli anni '90) recano la sua firma, oltre a serate di spettacolo e, per un periodo, anche le selezioni regionali di Miss Italia. Era diventato il 'patron' degli eventi in tutta la provincia di Arezzo, dai concorsi di bellezza ai concerti, alle serate di musica, spettacolo e intrattenimento, compresi quelli estivi con Cristiano Militello, di cui era grande amico. Il suo sorriso rassicurante e la punta di ironia che non lo abbandonavano mai spuntavano puntuali ogni volta in mezzo alla folta chioma. Di Luigi Medori ricordiamo anche una particolare battaglia combattuta a metà degli anni '90: quella per portare a Sansepolcro, ma in Valtiberina e anche nelle altre zone dell'Aretino non raggiunte dal servizio, la ricezione della telefonia cellulare. Riuscì a mettere in piedi un apposito comitato e anche in questo caso la sua determinazione nei confronti della Tim ebbe ben presto il meritato successo, con l'installazione dei ripetitori e la copertura totale dei territori. Gigi Medori lascia nel dolore gli affetti più cari: la moglie Patrizia e i figli Matteo e Michele, ai quali vanno le condoglianze della nostra redazione. (Saturno notizie)
Conferenza stampa di presentazione giovedì 22 settembre alle ore 10 in Sala Giunta ad Arezzo
Si chiudono a New York le celebrazioni per il centenario della nascita di Amintore Fanfani. Il Comitato organizzatore ha promosso questa iniziativa sotto l'egida del Ministero degli esteri e con la collaborazione della Regione Toscana. "Interlocutore" statunitense la New York University nella cui sede del Dipartimento di Studi Italiani, Casa Zerilli – Marimò, si svolgerà un convegno scientifico il 26 settembre che avrà al centro la Presidenza Fanfani dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
L'iniziativa verrà presentata nel corso di una conferenza stampa che si terrà giovedì 22 settembre alle ore 10 in Sala Giunta. Interverranno il Sindaco Giuseppe Fanfani; il Presidente del Consiglio comunale, Luciano Ralli; il vice Sindaco Stefano Gasperini; il Presidente del Centro Studi Fanfani, Franco Ciavattini; il professor Piero Roggi dell'Università di Firenze. (Saturno Notizie)
Giancarlo Renzi "Questo capita a Sestino, dove la scuola è sempre stata una politica prioritaria, salvata con deroghe e tanto lavoro, per farne anche una “scuola di qualità”
Per il giovane L.A.,diversamente abile, undici anni, in procinto di iscriversi alla prima classe della scuola secondaria di primo grado, il nuovo anno scolastico è "iniziato" a giugno e in maniera purtroppo dolorosa. I "tagli" della "riforma Gelmini", infatti, non assicuravano all'istituto Comprensivo "L.Voluseno" di Sestino quella copertura di ore di compresenza necessarie per continuare il cammino indispensabile per l'assistenza a chi soffre di forme autistiche. Fino ad ora l'Istituto di Sestino era stato in grado di accoglierlo, di seguirlo, di cooperare con la famiglia e gli esperti. La scuola era la "sua comunità"; gli "alunni" gli " amici" naturali, nella scuola e fuori della scuola. La famiglia del ragazzo, allora, ha dovuto prendere una dolorosa e pesante decisione: iscrivere il figlio ad una scuola delle Marche, nel Comune di Piandimeleto, a 11 km da Sestino. In questa operazione la famiglia, nonostante le richieste, non ha avuto nessun aiuto nemmeno dalla amministrazione comunale e pertanto la campanella per L.A la mattina suona prima che per gli altri coetanei, sale in macchina con la mamma ed " emigra" a Piandimeleto; nel pomeriggio viaggio di ritorno, sempre con la mamma. Potremmo fare infinite riflessioni; ascoltiamo infinite giustificazioni; ci illudono infinite "lezioni" sull'aiuto alle famiglie, sul ruolo della scuola, sulla vicinanza a coloro che sono più bisognosi di assistenza. Questo capita a Sestino, dove la scuola è sempre stata una politica prioritaria, salvata con deroghe e tanto lavoro, per farne anche una "scuola di qualità". Il caso, non è solo la conseguenza di decisioni nazionali, è anche il sintomo di una caduta locale di attenzione per la scuola, a scapito di altre cose che si ritengono prioritarie: prioritarie sull'uomo e sui bambini in difficoltà?
La diga raccoglie 140 milioni in una convenzione tra Umbria e Toscana.
A passi veloci verso la costituzione del nuovo ente di gestione della diga di Montedoglio. L'assessore regionale alle politiche agricole, Fernanda Cecchini, fa il punto della situazione e stila la prossima imminente agenda, densa di appuntamenti, che vedrà operare insieme Umbria e Toscana anche nelle scelte per distribuire i 140 milioni di euro di risorse disponibili. «L'Ente irriguo umbro toscano è stato erroneamente cancellato dal Governo nazionale in quanto 'ente inutile' e solo in seguito ci si è resi conto dell'errore commesso. Ora - spiega - è compito delle Regioni Umbria e Toscana trovare un accordo e stipulare una convenzione che porti alla istituzione di un nuovo ente in grado di utilizzare i 140 milioni di euro di investimenti disponibili, provvedendo anche alla gestione della diga di Montedoglio e delle condutture». Lo ha detto l'assessore regionale all'agricoltura, Fernanda Cecchini, intervenendo all'audizione convocata dalla Prima Commissione del Consiglio regionale. L'assessore ha evidenziato che i due Consigli dovrebbero riuscire ad approvare i provvedimenti necessari entro la fine di ottobre, per fare in modo che il nuovo soggetto (Ente Acque Umbro-Toscane) possa essere operativo per l'inizio di novembre, quando terminerà il commissariamento dell'Ente irriguo, mantenendo così la disponibilità dei 140 milioni di euro giacenti nelle sue casse e destinati ad investimenti sugli invasi di Montedoglio e Valfabbrica». L'amministratore umbro ha specificato che «la proprietà della diga e delle condutture di adduzione rimarrà allo Stato e così anche la loro manutenzione». Inoltre, entrando più nel dettaglio organizzativo ha annunciato che «il nuovo organismo sarà guidato da un Consiglio di amministrazione formato da 3 componenti, in rappresentanza delle due Regioni e del ministero subentrerà in tutte le concessioni dell'Ente irriguo ora in essere». Infine la Cecchini ha annunciato che «l'istituzione del nuovo organismo sarà concretizzata con un disegno di legge che la Giunta regionale predisporrà e sottoporrà all'assemblea di Palazzo Cesaroni». Tra le problematiche più impellenti che dovranno essere affrontate anche la gestione della risorsa idrica per quanto riguarda l'agricoltura nell'Altotevere che anche quest'estate ha subito notevoli disagi.
Parteciperanno anche i sindaci della provincia di Arezzo allo "sciopero" promosso dall'Anci, l'associazione che rappresenta i Comuni italiani, contro la manovra economica del Governo. I sindaci dei comuni di Arezzo, San Giovanni, Cortona e Bucine, che stanno tirando le fila dell'iniziativa, si aspettano la partecipazione in massa di tutti i sindaci della provincia. "L'inziativa, promossa dall'Anci, apolitica e trasversale farà 'scendere in piazza' sicuramente tutti i primi cittadini".
Giovedì 15 settembre una delegazione si recherà al Palazzo del Governo per illustrare al Prefetto le ragioni di quello che è stata definito lo "sciopero dei sindaci". Quindi una riconsegna simbolica delle deleghe in materia di anagrafe e stato civile. Preceduta da un "confronto diretto" in molti uffici comunali tra Sindaco, assessori e cittadini per rendere chiara la ragione di una manifestazione organizzata proprio in difesa del diritti degli utenti.
"Giovedì – annunciano i Sindaci - saremo dal Prefetto per spiegare che i nostri Comuni non sono più in grado di garantire i servizi ai cittadini. Si tratta di una forma di protesta, contestuale in tutti i Comuni italiani, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria ma sbagliata nelle parti riguardano le istituzioni territoriali. Non vogliamo peggiorare la qualità della vita delle persone ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e di difendere i diritti dei cittadini. Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente.
Ogni anno i Comuni hanno portato soldi alle casse dello stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro. Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi. Siamo qui anche per far conoscere a che punto siamo arrivati e perché ogni cittadino possa rendersi conto che la protesta che i Comuni e l'ANCI stanno facendo non è la protesta della "casta" ma di chi lavora seriamente per rendere i nostri Comuni ed il nostro Paese sempre più solidi, competitivi e vivibili".
Per il terzo appuntamento con le strade più belle d’Italia abbiamo deciso di dedicarci agli Appennini, la Catena Montuosa più lunga dello Stivale, i quali nascondono itinerari splendidi e che, quasi sempre, pagano un dazio nei confronti dei percorsi Alpini. Non è affatto vero, però, che le strade che valicano gli Appennini siano meno affascinanti di quelle alpine, quindi andiamo insieme alla loro scoperta.
IL PASSO DI CENTOCROCI Iniziamo dalle strade che si trovano a cavallo tra l’Emilia Romagna e la Liguria. La prima che ci viene in mente èIl Passo di Centocroci, percorso che si può fare anche all’inizio della primavera visto che non raggiunge quote molto elevate. La strada inizia daBerceto, in provincia di Parma, e va in direzione della Val di Taro. OltrepassatoBorgo Val di Tarola strada sale fino al Passo, a quota 1.055 m, dove svalica in Liguria. Il tratto più bello è indubbiamente quello che scende versoVarese Ligure, per poi percorrere laVal di Varae raggiungereSestri Levante.
IL PASSO DEL BRATTELLO Questa strada è un po’ meno conosciuta del famoso Centocroci, ma è altrettanto bella e soprattutto molto meno trafficata. E’ un passo che unisce la statale della Cisa alla Val di Taro. Vi consigliamo di percorrerla a salire daPontremoliseguendo le indicazioni per la SP39. Troverete belle curve in successione in mezzo al bosco per raggiungere il ristoro in cima al passo (ottimi i formaggi e i salumi locali…). Da lì la strada scende versoBorgo Val di Tarocon tornanti ampi asfaltati di recente dove potrete piegare a volontà.
LA CISA Una delle strade più famose degli appennini è sicuramente la SS 62 della Cisa. La strada attraversa varie regioni, nascendo in Liguria, per poi passare in toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Il suo tratto più interessante per noi motociclisti è, però, quello compreso traPontremoli e Fornovo di Taro, ricco di curve e panorami bellissimi. Nonostante la Cisa passi molto vicino all’Autostrada omonima e faccia grossomodo lo stesso percorso, è comunque abbastanza trafficata per via dei molti paesi attraversati. Vi consigliamo quindi di percorrerla durante la settimana per evitare il traffico domenicale.
IL PASSO DELLE RADICI Il Passo delle Radici è uno dei bei valichi che collegano laToscana all’Emilia Romagna. Essendo una strada secondaria è poco battuta dalle auto, quindi va benissimo per essere percorsa in moto. Il tracciato è di circa 35 km e vi consigliamo di imboccarlo da sud daCastelnuovo di Garfagnanain direzione diCastiglione di Garfagnana. La strada sale fino al valico a quota 1.529 m e da lì ridiscende verso un altro grande Passo dell’Italia centrale: l’Abetone.
L’ABETONE L’Abetone è uno di quei passi “storici” che gli Italiani percorrevano quando ancora le autostrade non erano così diffuse nel nostro paese. La sua importanza era notevole un tempo, perché proseguiva fino alPasso del Brennerocollegando l’Italia all’Europa centrale. La strada è particolarmente bella a livello paesaggistico e vi consigliamo di percorrerla prestando attenzione al traffico, che è sempre sostenuto in estate. Qui infatti troverete anche molti camperisti in vacanza, quindi non esagerate. La Statale nasce a Pisa, ma noi vi consigliamo di raggiungerla partendo daPistoia, per fare qualche curva in più. Dalla Tangenziale di Pistoia imboccate la “Via Modenese” segnalata come SS66, fino aPontepedri. Da lì la strada prosegue voltando a sinistra versoSan Marcello Pistoiesee incrocia la Cisa in localitàLa Lima. Da lì proseguite per la SS12 seguendo le indicazioni perModena.
LA FUTA In una ideale classifica delle strade più belle d’Italia non può mancare laStatale della Futa, storico Passo che unisceFirenze a Bologna. Su questa strada c’è davvero molto poco da dire di nuovo, ma giova ricordare che bisogna prestare molta attenzione (soprattutto sul versante fiorentino) aitanti autoveloxche si incontrano nei comuni. Il percorso è ovviamente bellissimo e la quantità di moto che incontrerete lo testimonia. Visto l’elevato traffico di moto, quindi, consigliamo di non esagerare cercando dinon invadere la corsia opposta. D’obbligo una sosta in cima alPasso della Raticosadove si riuniscono i motociclisti in viaggio.
IL PASSO DI VIAMAGGIO Tra i passi più conosciuti dai motociclisti del centro Italia c’è sicuramente Viamaggio, una bellissima strada che unisce Toscana ed Emilia Romagna, daArezzo a Rimini. Il percorso è ricchissimo di curve e la sua parte migliore è quella che va daSansepolcro a Badia Tedalda. Per questa strada vale quanto già detto per la Futa. La grande quantità di motociclisti che percorrono il passo fa sì che icontrolli di Poliziasiano molto frequenti. Quindi evitiamo di fare sciocchezze e non esageriamo col gas:siamo in vacanza!.
LO SPINO E LA CALLA Arrivati a questo punto della trattazione dovreste essere già sazi di curve e pieghe, ma se non vi basta ancora, allora vi proponiamo un itinerario di quelli “impegnativi”:Spino e Calla. Vi consigliamo di raggiungerePieve Santo Stefanoo scendendo da Viamaggio in direzione Castelnuovo o dallaE45 Orte-Ravenna. Da Pieve Santo Stefano salite versoChiusi della Vernaper la SP208. Questa strada è teatro di una famosissima cronoscalata, quindi l’asfalto viene rifatto di frequente ed è in perfetto stato. Dopo un primo tratto stretto, la strada si allarga con curve che possono portare ad andature decisamente sopra le righe… Ci raccomandiamo di non esagerare… RaggiuntaBibbiena, prendete a destra la SR 70 versoPratovecchioe fate riposare i polsi perché quando, in localitàStia, prenderete laSP310in direzioneForlì, avrete davanti ancora centinaia di curve prima di arrivare in cima al Passo.
IL TERMINILLO Il monteTerminilloè uno dei ritrovi più consueti per i motociclisti del centro Italia e rinomata località sciistica della provincia di Rieti. Vi consigliamo un bell’itinerario per raggiungere il Terminillo evitando il traffico della Via Salaria. Uscendo daRomaraggiungetePasso Coresesulla via Salaria. Da lì prendete in direzione diPoggio Mirtetoper la SP313 attraversando la Sabina. La strada passa perCottanelloe poi perContigliano, per poi raggiungereRieti. Dal capoluogo dell’alto Lazio inizia la salita al Monte. Imboccate la SS4bis seguendo le indicazioni per Terminillo che raggiungerete dopo 30 km di belle curve e panorami da alta montagna. Vi consigliamo di proseguire oltre il valico e scendere fino aLeonessapaesino che merita senz’altro una visita.
CAMPO IMPERATORE Un altro grande classico dell’Italia centrale è costituito dalla spettacolare salita che si inerpica sul Gran Sasso a Campo Imperatore. Per avere davanti un itinerario completo, vi consigliamo di partire daAmatrice, nel reatino, al confine tra Lazio e Abruzzo. Da lì seguite in direzione diCornillo Nuovo e Ponte Cancellifino a raggiungere ilLago di Campotosto. Fatto il periplo del lago, vi consigliamo di raggiungere le SS80 che imboccherete in direzione deL’Aquilaper lasciarla poche centinaia di metri dopo voltando a sinistra versoAssergi. Percorrerete un bell’altopiano a quota 1.500 metri ma, prima di raggiungere Assergi, prendete ancora a sinistra seguendo le indicazioni per laFunivia del Gran Sasso. Oltrepassata quest’ultima inizia una strada meravigliosa che vi porterà in circa 25 km fino ai circa 2.200 metri di altezza della rinomata stazione sciistica.
Chiudiamo quindi questa nostra carrellata di proposte di itinerari da percorrere in moto lungo il nostro bello stivale. Come già detto più volte, non era nostra intenzione esaurire l’argomento, anche perché, ripetiamo, sarebbe impossibile indicare tutti i possibili begli itinerari del nostro Paese. Abbiamo sicuramente tralasciato tante strade che ben conosciamo, e ne mancano tante altre che a noi sono ancora ignote. Quindi vi esortiamo ancora a spedire in redazione i vostri racconti di viaggio e le vostre foto e itinerari che poi pubblicheremo con piacere in autunno.
E' stata registrata una lieve scossa sismica. La località più vicina all'epicentro è stata Badia Tedalda. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), l'evento sismico si è verificato alle 18.05, con magnitudo di 2 gradi.
Magnitude ML 2.0 Region CENTRAL ITALY Date time 2011-09-13 16:05:36.0 UTC Location 43.68 N ; 12.16 E Depth 9 km Distances 54 km SW Rimini (pop 135,953 ; local time 18:05:36.0 2011-09-13) 11 km N Sansepolcro (pop 15,989 ; local time 18:05:36.0 2011-09-13)
Il parco eolico di Poggio Tre Vescovi, che prevede l'installazione di 34 aerogeneratori nei Comuni di Casteldelci (Rimini),BadiaTedalda(Arezzo) e Verghereto (Forlì e Cesena) a una quota che varia da un minimo di circa 955 metri ad un massimo di circa 1140 metri, è, secondo Italia Nostra, «un modello di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile del territorio, nonché una forma di promozione della sua cultura».Per qualcuno potrebbe trattarsi di una notizia clamorosa: Italia Nostra, che in Toscana e quasi ovunque si è opposta alla realizzazione di impianti eolici perché "brutti" ed impattanti con il paesaggio e l'ambiente, ha annunciato il suo sì ad un impianto eolico sull'Appennino.
La sezione di Italia Nostra di Sestino (Arezzo) spiega di essere «fortemente convinta che le aree marginali di montagna possano essere tutelate soltanto attraverso una forte politica industriale per la cultura del territorio che consideri la valorizzazione della cultura un fattore di innovazione per le imprese e i servizi, e non un'azione fine a se stessa.
Il parco eolico di Poggio Tre Vescovi, che prevede l'installazione di 34 aerogeneratori nei Comuni di Casteldelci (Rimini),BadiaTedalda(Arezzo) e Verghereto (Forlì e Cesena) a una quota che varia da un minimo di circa 955 metri ad un massimo di circa 1140 metri, è, secondo Italia Nostra, «un modello di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile del territorio, nonché una forma di promozione della sua cultura».
«Questo giudizio positivo - chiarisce l'associazione - è maturato dopo una lunga e articolata analisi del progetto definitivo, di una sua comparazione con quello preliminare e di una sua comparazione con quelli relativi ad altri parchi eolici italiani. Il progetto definitivo va inquadrato nell'ambito di un processo decisionale partecipato e diffuso: la società proponente, oltre ad aver tenuto doverosamente conto degli esiti delle rilevazioni analitiche, non ha sottovalutato gli aspetti ambientali e le istanze provenienti dagli enti locali e dai cittadini, motivo per cui il progetto definitivo risulta sensibilmente migliorato rispetto a quello preliminare. Questo elemento di novità trova conferma nella dichiarazione di intenti, che si allega alla presente, firmata tra la società proponente e i Comuni di Verghereto,BadiaTedaldae Casteldelci, e ratificata dai rispettivi consigli comunali».
Che la questione sia una svolta per Italia nostra lo rivela un comunicato congiunto firmato anche dal Consiglio regionale Italia Nostra della Toscana nel quale si afferma che i livelli locali e regionali dell'associazine non sono «pregiudizialmente contrari ad alcun tipo di energia rinnovabile, tanto meno a quella legata allo sfruttamento della risorsaeolica. I loro pareri e giudizi sono strettamente correlati alla bontà o meno dei singoli progetti: per questo, se da una parte Italia Nostra Sestino e il Consiglio regionale sono favorevoli al Parco eolico di Poggio Tre Vescovi, dall'altra sono contrari a quello previsto sui monti Molinatico e Giogallo, nel comune di Pontemoli (Massa)».
A settembre verrà organizzato anche un convegno regionale di Italia Nostra Toscana proprio sul Parco Poggio Tre Vescovi «quale modello energetico alternativo ecosostenibile e diffuso, caso di federalismo interregionale e modello di processo decisionale "bottom-up" che ha riscontrato un forte apprezzamento nella cittadinanza, come testimoniano le nove assemblee pubbliche sin qui svolte».
In quell'occasione verrà presentata una relazione dettagliata su questo miracoloso progetto che ha avuto il via libera di un'associazione che ha più volte parlato di eco-mafia dell'eolico, ma ora spiega che «per capire che il parco eolico di Poggio Tre Vescovi non è concepito come una mera speculazione "all'italiana" per la quale il core business è rappresentato dal sistema degli incentivi ancorché dalle condizioni favorevoli di vento, ma come un'operazione di sviluppo economicamente sostenibile del territorio, occorre anzitutto esaminare i dati riferiti alla ventosità e alla produttività. Si può così osservare che la velocità media annua del vento a 80 m è pari a 7,7 m/s, valore che viene sostanzialmente registrato in corrispondenza di tutte le posizioni occupate dagli aerogeneratori. Si tratta di un valore eccellente che, in Italia, si registra prevalentemente lungo le coste e in mare, in corrispondenza degli impianti offshore. Questo dato diventa ancor più interessante se analizzato nel dettaglio, in corrispondenza di tutte le 16 postazioni: si può così notare che la velocità media annua scende sotto il livello dei 7 m/s in corrispondenza del solo aerogeneratore 34, laddove essa scende a 6,8 m/s, un dato comunque significativo per una regione come la Toscana».
Per quanto riguarda un altro tema ricorrente di Italia Nostra a sostegno dell'opposizione all'eolico, l'impatto con la fauna, l'associazione spiega che «possono presentarsi riduzioni di energia determinate da variabili esogene rispetto alla ventosità, legate alla tutela della fauna e dell'ambiente, che spesso non vengono tenute in considerazione per mere esigenze economiche: non è il caso del progetto in oggetto, che ha previsto un fermo forzato di 14 aerogeneratori (....) per preservare i chirotteri (pipistrelli). Considerando che la loro attività è esclusivamente notturna, limitata alla stagione estiva e alla bassa ventosità, il progetto prevede il fermo annuo delle suddette macchine nei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre, nelle ore di maggiore attività di questi uccelli (in realtà sono mammiferi, ndr), cioè nelle 2 ore successive al tramonto e nelle 2 ore antecedenti l'alba, con una velocità del vento inferiore ai 5 m/s, per un totale di 366 ore».
Anche l'accusa di "voler fare soldi con l'eolico" «il progetto definitivo contempla anche un'ipotesi "estremamente cautelativa", che prevede una produzione annua media di energia per ogni aerogeneratore pari a 6705 megawatt/ora per una produzione complessiva annua di 241,386 gigawatt/ora, che equivalgono a 2235 ore. Il costo dell'investimento iniziale è stimato in 250 milioni di euro. La redditività lorda media annua attesa è pari a circa 20 milioni di euro». Si tratta ugualmente di un bel gruzzolo ma secondo Italia Nostra «un altro aspetto utile a far capire la sostenibilità dell'operazione e la natura partecipativa del processo decisionale è il modello gestionale prescelto: l'azionariato diffuso. Si tratta di un "unicum" in Italia per quanto riguarda lo sfruttamento della risorsaeolica(un caso di azionariato diffuso si registra soltanto nel caso dell'impianto di smaltimento rifiuti di Peccioli, nel pisano). La società proponente intende adottare in Italia un principio che in Germania, dove ha sede, è già consolidato e apprezzato: la partecipazione diretta dei cittadini. In altri termini, la società proponente intende affidare la gestione di una porzione del parco (il "quantum" è legato al numero di adesioni) a una public company di nuova costituzione, aperta ai cittadini e agli enti locali residenti nei comuni diBadiaTedalda, Casteldelci, Verghereto e, più in generale, nei comuni delle comunità montane di appartenenza dei tre comuni stessi (Comunità Montane dell'Appennino Cesenate, Valtiberina Toscana e Alta Val Marecchia). I soci di maggioranza della nuova società sono, quindi, "la gente del posto". I suoi compiti sono legati all'attività amministrativa, tecnico-manutentiva e di vigilanza, e potrà agire in regime di autorizzazione propria svincolata dall'autorizzazione unica del progetto. I cittadini, quindi, hanno la possibilità di divenire azionisti di un "prodotto finanziario" sicuro, garantito e vicino: affinché tutti possano essere messi in condizione di partecipare, la sezione Italia Nostra di Sestino ha chiesto alla società proponente di prevedere "lotti minimi" di investimento sostenibili. L'attività della public company in fase di esercizio e il coinvolgimento dell'imprenditoria locale nella fase di cantiere garantiranno nuovi posti di lavoro per i "giovani del posto", che verranno formati direttamente dalla Geo Italia».
Mentre in occasioni analoghe Italia Nostra si è opposta non credendo alle promesse inquesto caso la svolta è evidente, dato che sottolinea quanto scritto nel progetto: «Ai soci si apre una prospettiva economica; alla forza lavoro locale si offre un'opportunità di lavoro. Se a tutto ciò si aggiunge la possibilità di coinvolgere l'imprenditoria locale anche nella fase a del progetto, potrà veramente affermarsi che il parco eolico non è solo sul territorio ma appartiene al territorio». E ancora: «Geo Italia offrirà consulenza tanto nella fase organizzativa (costituzione della public company) quanto in quella finanziaria nella trattativa con le banche finanziatrici. Non va dimenticato il fatto che la partecipazione diretta dei cittadini è sinonimo di trasparenza perché gli li amministratori della public company saranno necessariamente espressione dei soci e dovranno, dunque, rispondere alla "gente del posto". Un altro fattore non secondario è la possibilità concessa ai Comuni di acquistare uno o più aerogeneratori: si tratta di un'operazione finanziaria sicura e fortemente remunerativa, se considerata la redditività media annua lorda stimata e le agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente per gli Enti locali (reddito non soggetto a tassazione Irap e Ires)».
A questo va aggiunta la sostenibilità della fase di dismissione dell'impianto: «La vita utile degli aerogeneratori è, in media di 20 anni. Al termine, l'area deve essere smantellata e bonificata». E la dichiarazione di intenti s dice per le pale di alla Geo Italia: «I Comuni si assicurano, attraverso polizze fideiussore, garantite da banche e/o assicurazioni, pagate dalla società costruttrice, che a fine vita dell'impianto dovranno essere allontanate tutte le opere fuori terra e parte delle fondazioni visibili, al fine di recuperare la continuità ecologica, l'andamento orografico e la copertura erbacea originaria mediante tecniche di ingegneria naturalistica».
Quindi «verificata la sostenibilità finanziaria del progetto e apprezzata la natura partecipata e diffusa del processo decisionale, la sezione Italia Nostra di Sestino, coerentemente con le sue finalità statutarie, ha analizzato il progetto sotto il profilo meramente tecnico per valutarne la sostenibilità sotto il profilo naturalistico e ambientale. Anche sotto questo profilo, il giudizio della sezione Italia Nostra di Sestino è positivo: il progetto definitivo si impegna a garantire la tutela dell'ambiente, della fauna, della flora e, più in generale, del territorio. Tutti i 34 aerogeneratori sono posizionati in aree prative: nessuno insiste su aree boscate omogenee e di prestigio, come verificato direttamente in loco». Co sarebbero però due criticità: la distanza tra gli aerogeneratori e i nuclei abitati (Area di Impatto Locale), infatti se la maggior parte delle abitazioni e dei nuclei abitanti si trovano a d oltre 4 km. dagli aerogeneratori, 9 centri abitati di piccole dimensioni sono tra 600 e i 2000 metri ed anche se «Tale distanza potrebbe essere superiore nel caso in cui tutti gli aerogeneratori fossero disposti a linea orizzontale, e non a "griglia", come previsto dal progetto definitivo: Italia Nostra Sestino, tuttavia, ritiene indispensabile mantenere questa attuale disposizione perché contribuisce a ridurre l'impatto visivo. La soluzione ideale potrebbe essere quella di eliminare gli aerogeneratori troppo vicini: Geo Italia, in linea di principio, sarebbe d'accordo, soltanto se l'allacciamento del costruendo cavidotto di collegamento alla linea ad Alta Tensione (132 Kv) fosse stato previsto aBadiaTedalda, come da progettazione preliminare, e non a Castelnuovo, nel comune di Pieve Santo Stefano, come imposto da Terna. Va precisato che il tracciato del cavidotto imposto da Terna senza alcuna motivazione di carattere tecnico è lungo 30 km, mentre quello previsto dalla GEO in sede preliminare soltanto 8 km. È evidente che una simile differenza, oltre che garantire un minore impatto visivo, avrebbe determinato un abbattimento dei costi e, di conseguenza, una riduzione del numero degli aerogeneratori. Stante le attuali condizioni, una riduzione degli stessi avrebbe conseguenze sul modello gestionale, mettendo a serio rischio la forma dell'azionariato diffuso, aspetto, questo, che Italia Nostra Sestino non intende mettere in alcun modo in discussione».
Il secondo problema è la dimensione delle piazzole per il montaggio degli aerogeneratori che richiede aree vaste e ma Italia nostra non sio scoraggia: «L'obiettivo deve essere, anche in questo caso, quello di ridurre al minimo l'impatto ambientale: il progetto definitivo soddisfa questo principio laddove prevede di costruirle a forma poligonale così "da limitare al massimo l'uso del territorio e far sì che quindi le aree occupate rappresentino il minimo indispensabile per il corretto ed agevole montaggio delle torri." Confortante la previsione secondo cui, al termine delle fasi di montaggio, verranno smantellate le parti delle piazzole provvisorie non più necessarie riducendo "la piazzola definitiva a una dimensione minima in pianta di 25 x 30 m pressoché coincidente con l'area in cui sarà realizzato il plinto di fondazione dell'aerogeneratore." Italia Nostra Sestino, tuttavia, stante la disponibilità della società proponente, auspica che la stessa si impegni trovare una tecnica di montaggio che riduca ulteriormente la dimensione di dette piazzole e, di conseguenza, la lunghezza dei rami secondari di accesso alle stesse». (greenreport.it)